La famiglia volante con supernonna

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A 73 anni si lancia con il paracadute. «Il momento più bello? La caduta libera»

«Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti».

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Non hanno le ali ma devono sentirsi proprio come scriveva Richard Bach nel suo “Il gabbiano Jonathan Livingston”, le persone che decidono di avvicinarsi al cielo, scegliendo di lanciarsi col paracadute. Nei cieli toscani non ci sono solo i Piper che sventolano il verbo di Berlusconi: puoi incontrare anche un “gabbiano speciale”, una nonnetta volante: Graziella Cicalini, 73enne di Massa Marittima, qualche giorno fa si è lanciata col paracadute in un volo “tandem” insieme all’istruttore Marco Carrara dell’associazione “Moli-Dzone”

Le immagini del lancio

Com’è che la signora Cicalini si è trovata a buttarsi da un aereo ad oltre 4mila metri di altezza è presto detto: per un regalo di compleanno. «David, uno dei miei figli ha cominciato qualche mese fa a fare questi lanci, raccontandomi quant’era bello vedere il mondo da lassù. Allora mi sono detta che l’avrei provato anch’io».

«Le ho promesso così che le avrei regalato un volo a maggio per il suo compleanno – dice il figlio – Ma lei ha preferito farlo in estate». Alla fine il regalo c’è stato, e il lancio anche. Un’esperienza unica a sentire il racconto della novella paracadutista: «Se mi è piaciuto? Altroché! È un’avventura meravigliosa che tutti dovrebbero provare. Ovviamente se non si ha la fobia dell’aria. A me l’aereo ad esempio è sempre piaciuto, anche se prima di lanciarmi ero convinta di una cosa: se Cristo voleva che volassimo ci avrebbe messo le ali».

Il momento più bello? «La caduta libera, vedere il mondo da lassù che ti viene incontro. Una sensazione speciale. Non ho mai fatto niente di così spericolato, giusto una volta rafting in Thailandia. Per il resto ho giusto il tapis roulant a casa e, soprattutto quando i figli erano piccoli, sono sempre stata prudente; ora che sono grandi e indipendenti però un pizzico di incoscienza me la posso pure permettere. Anzi, ad essere apprensivi ora sono loro; quando abbiamo atterrato David mi chiedeva continuamente come stavo. Bene, come vuoi che stia?».

Vedendo la nonna in volo, anche il nipote Alessandro 14 anni, figlio di Gino, ha voluto provare l’esperienza del paracadute. «Non era previsto che lo facessi, ma l’idea mi piaceva e così mi sono buttato – racconta il ragazzo – È stato bellissimo».

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