Cannes. Grigris disabile che balla meglio di Jacko

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Grigris - 66th Cannes Film Festival

Applausi per il film del Ciad di Mahamat-Saleh Haroun

dell’inviato Francesco Gallo

Grigris - 66th Cannes Film Festival
Grigris – 66th Cannes Film Festival

Immaginate uno che balla meglio di Michael Jackson, ma è diversamente abile (ha una gamba paralizzata) e ha come pubblico il più povero dei locali di una località sperduta del Ciad dove però è un piccolo mito senza soldi. Questo è ‘Grigris’, il personaggio che dà il titolo al film di Mahamat-Saleh Haroun (già pluripremiato sulla Croisette nel 2010 con ‘Un Homme qui crie’), applaudito ieri sera alla prima stampa e nel concorso ufficiale alla 66/ma edizione del Festival di Cannes.

La storia di Grigris (Souleymane Deme), un uomo di 25 anni che sogna di fare il ballerino e si allena tutti i giorni nonostante la sua gamba paralizzata, ha una sua delicata tenerezza. Grigris ha infatti un cuore buono, anche troppo, e ha anche coraggio, nonostante l’handicap. E così quando l’amato zio, che lui considera come un padre, si deve ricoverare in ospedale e occorrono i soldi per farlo curare non ci pensa troppo e fa l’unica cosa per ottenere denaro il più velocemente possibile: lavorare per i trafficanti di benzina. Nel frattempo è anche il suo cuore a trovare un impegno, nella persona della bellissima Mimi (Anais Monory), una ragazza ai margini come lui che per vivere fa la prostituta.

Ma a Grigris non importa. Anche quando Mimi scopre di essere incinta, lui è disposto lo stesso a crescere il figlio di un altro come se fosse il suo. Quando però Grigris si troverà in rotta di collisione con i trafficanti di benzina, non gli resterà che scappare nel paese originario della moglie. Qui, in una bellissima scena finale, saranno le donne a salvarlo dalla resa dei conti con i suoi ex amici trafficanti di benzina che ora lo vogliono morto. “A Ouagadougou mi sono imbattuto in uno spettacolo dove ho scoperto Souleymane – dice il regista -: quando l’ho visto entrare in scena mi sono subito detto che sarebbe stato il protagonista della mia prossima storia. A quell’epoca, ricordo, aveva i capelli tinti di biondo e qualcosa di soprannaturale nell’aspetto”. Grigris e Mimi, aggiunge poi Mahamat-Saleh Haroun, “sono due persone ai margini che si ritrovano nello stesso spazio e che sentono di essere relegate in una sorta di zona di ‘non diritto’. E’ questo che li unisce e che provoca anche la loro attrazione reciproca. E’ il loro incontro che li conduce verso la costruzione di una forma di famiglia e verso l’accettazione di sé, nonostante tutte le difficoltà. E questa è una bella lezione di tolleranza nelle relazioni”.

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