17.000 km a piedi e in bus per salvare castello moresco

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Valdarno, avventura di coppia fiorentina da Firenze a Singapore

Il Castello di Sammezzano
Il Castello di Sammezzano

Hanno percorso 17 mila chilometri a piedi, in bus e treno e facendo l’autostop, da Pontassieve (Firenze) a Singapore, con l’obiettivo di raccogliere fondi per salvare il castello di Sammezzano, una splendida residenza moresca nel cuore del Valdarno fiorentino, ora in stato di abbandono. Protagonisti di questa avventura sono Elia Giovacchini, 28 anni, e Nicole Yumi Mastromarino, 24 anni, entrambi lavoratori stagionali in un resort di Reggello: la loro casa ha una finestra proprio davanti a questo castello dismesso, bellissimo, che – dicono i due giovani con passione – non si può abbandonare ad un destino di degrado.

Zaino in spalla e tanta voglia di vedere il mondo, hanno così percorso chilometri di strada, attraverso Bielorussia, Russia, Cina, Vietnam, Cambogia, Malesia per parlare del castello e cercare sponsor. Costruito nel 1605 dal casato degli Ximenes D’Aragona, il maniero è passato in eredità a Ferdinando Panciatichi Ximenes che lo riprogettò tra il 1853 e il 1889. Nel grandissimo parco che attornia il castello, Panciatichi fece piantare una grande quantità di alberi esotici e diverse sequoie, divenute gigantesche. La struttura, oggi di proprietà di una società inglese che l’avrebbe voluta trasformare in residence, viene aperta raramente per iniziativa di un gruppo di volontari. Il sogno di Yumi ed Elia, come di molti altri, è vederlo trasformato in museo e sede di convegni. Per questo, hanno creato anche un blog (www.nonletture.com) su cui i fans del loro progetto hanno potuto seguirli durante tutto il viaggio.

www.ansa.it

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