Si sono spacciate per assistenti sociali inviate dal Comune. E, con la scusa di compilare un questionario, hanno carpito la buona fede di due anziani coniugi di Casette e si sono fatte consegnare il libretto della pensione con i soldi appena ritirati all’ufficio postale. Per poi dileguarsi a piedi, così com’erano arrivate, con in tasca i 1.800 euro che servivano alla coppia per effettuare alcuni pagamenti e per vivere sino alla fine del mese.
È di nuovo allarme truffatori in città dopo gli ultimi colpi messi a segno dalla «banda dello specchietto» ai danni di ignari automobilisti. Questa volta, a cadere in trappola, complice un trucco già collaudato in altre circostanze, sono stati un pensionato di 88 anni e sua moglie di 80, che risiedono nel quartiere situato alle spalle delle scuole. Nei giorni scorsi, di primo mattino, l’uomo si era recato in Posta per incassare la pensione.

Ed è stato probabilmente lì che due donne distinte sulla quarantina – una con i capelli biondi, l’altra castani, di media lunghezza, entrambe italiane – l’hanno adocchiato pedinandolo sino a casa. Di lì a qualche ora le due signore vestite elegantemente, una delle quali con una mascherina sul viso per ripararsi da infezioni come ha riferito alle vittime di turno, hanno bussato alla finestra della villetta della coppia. E, dopo essersi fatte aprire la porta, si sono qualificate come operatrici del municipio. Quindi, con il pretesto di sbrigare un censimento sulle pensioni, hanno chiesto ai due ottantenni di poter vedere il libretto, che la moglie, senza dubitare alcunchè, è andata prontamente a prendere dalla credenza.
Quindi, mentre una delle due dava l’impressione di verificare scrupolosamente il certificato, contenente il contante appena prelevato in Posta, l’altra ha iniziato a girare per l’abitazione e ad aprire i cassetti per catturare l’attenzione degli anziani che l’anno invitata a smettere. In quella manciata di secondi la sua complice si è infilata i 1.800 euro in tasca ed ha riferito ai coniugi di aver rimesso il libretto al suo posto. Dopodichè le due truffatrici se ne sono andate facendo perdere le loro tracce.Ed è stato allora che i pensionati si sono insospettiti e sono corsi a vedere se i soldi erano al loro posto: non c’era nemmeno un euro e così alla coppia non è rimasto che sporgere denuncia alla polizia locale. Tuttavia, le due imbroglione entrate in azione a Casette non sono le uniche persone poco raccomandabili che si stanno aggirando per Legnago a caccia di persone indifese, più facili da raggirare.
«I nostri uffici», conferma Francesca Sordo, assessore ai Servizi sociali, «stanno ricevendo diverse segnalazioni al riguardo, specie sulla presenza di falsi tecnici del gas, uno dei quali avrebbe tentato tra l’altro di truffare nuovamente la stessa coppia già derubata a Casette, che ha però mangiato la foglia costringendolo ad allontanarsi». «Per tranquillizzare soprattutto gli anziani che ci contattano dopo essere stati avvicinati da individui sospetti», conclude l’assessore, «mandiamo un vigile a trovarli a casa e a raccogliere l’eventuale denuncia.

Raccomandiamo, comunque, a tutti di diffidare di chiunque insiste per entrare con le scuse più fantasiose. Qualora ci fosse anche il minimo dubbio è opportuno chiamare la polizia locale o i carabinieri».

Stefano Nicoli
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