Prove da cieco per Bucci: il sindaco sperimenta le difficoltà dei disabili

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, in qualità di candidato è stato invitato dalla consulta disabili del Comune a una prova di “ridotta mobilità e sensibilità”, tra piazza De Ferrari e Palazzo Ducale

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GENOVA – Tra piazza De Ferrari e il porticato di Palazzo Ducale, Marco Bucci, ieri pomeriggio ha accolto l’invito della consulta disabili de Comune a percorrere in carrozzella un marciapiede e a muoversi in strada da non vedente e come un sordo. L’iniziativa è stata voluta per sensibilizzare non sole le istituzioni, ma anche l’opinione pubblica, rispetto alle innumerevoli difficoltà quotidiane che i disabili affrontano.

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“Per comprendere meglio le necessità delle persone diversamente abili, anche quest’anno sono stato invitato a sperimentare personalmente cosa significa muoversi quotidianamente in carrozzina o senza la possibilità di utilizzare vista o udito – spiega Marco Bucci -. Tanto è stato fatto in questi anni, ma siamo consapevoli che la strada è ancora lunga.

Insieme alla consulta disabili del Comune e i volontari presenti ieri pomeriggio abbiamo tracciato nuovi traguardi da raggiungere. Genova vuole arrivare all’obiettivo dell’eliminazione totale delle barriere architettoniche per essere una città all’avanguardia e perfettamente agibile per chiunque”.

Se da una parte l’amministrazione si è dotata di un Disability Manager e di un tavolo di lavoro per seguire il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), dall’altra si sconta un ritardo enorme nella presa in carico di una questione che ha a che fare anche con la sensibilità dei cittadini tutti.

Per Bucci il cambio netto rispetto alle politiche inclusive è stata la nomina del manager che si occupa delle difficoltà dei disabili, con il compito di facilitare i rapporti tra cittadini con fragilità e l’amministrazione e di promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità e il rispetto della persona in ogni suo aspetto.

Poi il sindaco passa ad elencare tutti  i progetti realizzati sul suolo comunale tenendo in considerazione la massima accessibilità ed inclusione possibile: il porticciolo di Nervi, Waterfront di Levante, Hennebique, Il Cerchio Rosso e il Parco del Ponte, il futuro Museo della Città, il MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana alla Commenda di Prè, la Lanterna, la realizzazione di un plastico 3D multimediale e multisensoriale in particolare per persone cieche o ipovedenti da installare a Palazzo Rosso; nuova App for All “Discovery Genova” che permetterà’ alle persone cieche e ipovedenti, ma anche a turisti o cittadini non disabili, di essere teleguidati tramite indicazioni e di avere indicazioni di carattere stradale o storico-artistico, grazie a dei beacon installati lungo il percorso di via Garibaldi.

“In particolare stiamo lavorando per OceanRace e abbiamo studiato un Percorso accessibile a Euroflora alle persone in carrozzina e un Percorso Multisensoriale alla scoperta del mondo vegetale e floreale usando sensi come l’olfatto, il tatto, l’udito”, continua Bucci. “Una decina di cani guida con accompagnatori e amici, per i viali dell’esposizione, per la prima volta a Euroflora una iniziativa nata da un’idea che ha subito trovato una risposta convinta dall’Unione Italiana Ciechi, l’Istituto Marsano nell’allestimento intitolato proprio “percerzioni”, ideato in collaborazione con Fondazione Chiossone”.

Formazione dei dipendenti, aree gioco più inclusive, spiagge accessibili, quattro uffici che “si sentono”. L’attuale amministrazione sembra aver pensato a tutto ma non tutti la pensano così. “In cinque anni non si è mai visto in carrozzina e nel giorno di ingresso gratuito per i disabili al Luna Park non si è assicurato che tutti potessero accedervi controllando che i parcheggi fossero fruibili e che non ci fossero non aventi diritto, ma ha preferito farsi le foto sul brucomela col presidente della Regione Toti”, è l’accusa di Marco Macrì, genitore di un bimbo disabile, che a ottobre aveva organizzato una manifestazione in piazza De Ferrari, sotto la sede della Regione, per protestare contro le liste di attesa per le terapie di riabilitazione.

 

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