La storia – Marco ha smarrito i suoni: ora “vede di corsa”

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Domenica, a Castel di Casio, Frattini presenta il suo libro autobiografico
Perso l’udito nel 2006, ha reagito diventando maratoneta e scrittore

di Marco Tarozzi

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Cosmo Capoverde è semplicemente lui. E’ Marco Frattini allo specchio. E scrivere, in fondo, è un modo per scacciare certi fantasmi, per superare un muro di difficoltà e continuare a combattere.
Perché Cosmo, alter ego dal nome “universale”, è sordo. Non dalla nascita: lo è diventato da una manciata d’anni. Proprio come Marco, l’uomo che ha scritto la sua storia. E come lui è innamorato della corsa, un’ancora di salvezza e un potente motore per reagire al destino.

Il romanzo si chiama “Vedere di corsa e sentirci ancora meno”, ed è un “caso”, un libro che si è diffuso col passaparola, e con l’impegno dell’autore che lo sta portando in giro per l’Italia. Domenica 27 ottobre farà tappa a Castel di Casio, al Centro culturale sportivo Scaialbengo, alle 10 del mattino.

La sordità completa è una realtà con cui Frattini fa i conti da sette anni. Prima c’era stata la scoperta della malattia, un neurinoma che fu asportato chirurgicamente nel 1995, causando la perdita dell’udito da un orecchio. Due anni dopo la recidiva, e via via anche l’altro orecchio ha perso forza, fino a portarlo alla sordità completa. Anche quest’anno Marco si è dovuto sottoporre a un delicato intervento. Ma non ha perso la voglia di sorridere. Né quella di reagire.

“La malattia ti cambia, a livello organico e soprattutto nell’anima. Grazie a mio papà ho avuto modo di vivere diverse esperienze e di venire a conoscenza di cose che non so come avrei avuto modo di valutare se la mia vita non avesse preso questa piega. Il mio centro di gravità permanente è diventato una nebulosa che mi ha permesso di arrivare a credere che nella relatività delle cose sta la nostra ancora di salvezza”.

Per venirne fuori ha scelto gesti naturali: correre, scrivere. E’ diventato un bel talento nella maratona, con un personale di 2:48:34 e in bacheca sei titoli italiani FSSI (la Federazione Sport Sordi Italiana). E ha tirato fuori da dentro emozioni, ricordi e pensieri, mettendoli addosso a Cosmo Capoverde, che viaggia tra le pagine di un libro al suo posto.

“Correre mi è sempre piaciuto, fin dagli anni dell’Università. Proprio nel 2006 ho corso la mia prima maratona a Milano, ed è stato subito amore. Poi ho scoperto la categoria audiolesi e la FSSI, e questi mi ha spinto ad alzare l’asticella, a migliorarmi. Lego alla corsa probabilmente i momenti più intensi, permeati da una fatica che è al tempo stesso liberazione. Anche scrivere è una bella avventura. Scoprire che oltre a correre sono in grado di esprimere un concetto è stata una soddisfazione. Se la corsa ti scarica fisicamente e mentalmente, scrivere da sfogo all’immaginazione e alla testa”.

Marco, che nella vita fa l’odontoiatra, questa passione per scrivere e raccontare la esercita quasi quotidianamente nel blog www.iovedodicorsa.it. A Castel di Casio racconterà di come ha saputo cambiarsi la vita dopo un imprevisto incrocio col destino.

L’ingresso è gratuito

http://www.renonews.it

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