Il ruolo sociale degli animali a cura di Andrea Pennati

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LO SCOPO

Questo cd non è a scopo di lucro, ma vuole essere uno strumento di guida per tutti color o che sono interessati alla tematica trattata. È rivolto in particolare alle famiglie delle persone disabili e ai servizi sociali. Con questo cd voglio far capire che anche gli animali possono dare benefici psicofisici.

UN PO’ DI STORIA

LA STORIA DELLA PET-THERAPY – La Pet-Therapy  nasce nel 1953 in America, ad opera dello psichiatra Boris Levinson, che mentre si occupava di pazienti con gravi disturbi del comportamento, in particolare i bambini, scoprì casualmente che la presenza del suo cane in studio favoriva il contatto con i piccoli pazienti.

Nel 1961 nasce ufficialmente la “terapia con gli animali” come tecnica d’intervento terapeutico: l’animale diventa co-terapeuta nel processo di guarigione, rivestendo il ruolo di mediatore emozionale e catalizzatore dei processi socio-relazionali.

Da queste considerazioni si può dire che il rapporto uomo-animale stia subendo una trasformazione anche sul piano cognitivo oltre che sul piano affettivo.

Le persone sembrano essere disponibili a comprendere che una maggiore interazione con l’animale, che li coinvolge, li porta a costruire un legame benefico, con risultati che vanno al di là di quella specifica esperienza.

Nel 1969 Levinson[1] occupandosi di Pet-Therapy con i bambini, notò che quando riceveva nel suo studio un bambino con disturbi psichici, questo si  dirigeva facilmente verso il cane, dimostrandosi più spontaneo e più disponibile ad interagire con lui.

Ne dedusse che l’animale fosse un mediatore utile a ristabilire i contatti sociali e lo usò in maniera sistematica nella relazione psicoterapeutica con i suoi piccoli pazienti ottenendo degli ottimi risultati. Aveva notato infatti che un bambino spesso intimorito nella comunicazione diretta con il terapeuta, grazie alla presenza dell’animale riusciva ad esprimere le proprie difficoltà, comunicando in maniera indiretta e cioè attraverso l’animale. Inoltre il bambino aveva la possibilità di proiettare sull’animale le proprie sensazioni altrimenti inesprimibili. Tutti questi processi avvenivano attraverso scambi  affettivi e giocosi con l’animale che rendeva più gradito l’incontro terapeutico.

Fu proprio Levinson (1961)[2] a coniare il termine Pet-Therapy, ovvero “terapia per mezzo dell’animale” e questo fattore rende bene l’idea di quanto sia cambiato il ruolo dell’animale nella società odierna, protagonista come amico dell’uomo.

Pet in inglese significa “animale domestico” o “da compagnia” da accarezzare e coccolare, azioni queste che procurano un piacere anche nel contatto fisico, facilitando la comunicazione interpersonale e interspecifica e stimolano la creatività, la curiosità e la capacità d’osservazione .

PREMESSA

La pet therapy è un’insieme di tecniche con il supporto di animali che vanno dal cane all’asino con la onoterapia. Tali tecniche favoriscono il rilassamento e la calma interiore. Accarezzare un cane per mè è molto bello poiché sento delle sensazioni benefiche. Dalla letteratura si evince (deduce) che accarezzare un cane o qualunque tipo di essere vivente abbassa la pressione del sangue. All’interno della pet therapy c’è anche la delfinoterapia. In conclusione posso dire che ogni animale si può impiegare a scopo terapeutico, importante è sempre e comunque rispettarlo.

IL RAPPORTO TRA ANIMALI E DISABILITÀ

Da anni si è scoperto che l’usare animali a scopo terapeutico ha effetti molteplici, sia nella sfera famigliare del soggetto che in quella personale. Sono varie le  patologie che possono trarre benefici per esempio l’autismo, la sindrome di down, la paralisi celebrale infantile, disturbi mentale o per offrire un amico a chi è anziano. Per questo sono state create le prime associazioni che si occupano del binomio disabile-animale

IL CANE

I cani che si impiegano a favore delle persone con svantaggio devono essere di indole buona per ottenere buoni risultati, le razze più adatte sono i labrador, i terranova eccetera. Gli animali che si devono impiegare a questo scopo devono essere abituati a vedere le persone con svantaggio, prima di essere impiegati a tale scopo sarebbe utile che l’animale facesse un periodo di prova per capire la sua idoneità o meno a questo utilizzo.

IL RUOLO DEL CANE ALL’INTERNO DEI CENTRI SOCIO EDUCATIVI

l’intervento di un cane all’interno di un centro diurno per disabili per mè è importante perché da un lato aiuta i ragazzi a non pensare alla disabilità, dall’altro il rispetto per un altro essere vivente

IL CAVALLO

Il cavallo permette al bambino e all’adulto disabile di avere una migliore conoscenza del proprio corpo e una maggiore autostima.

Fornisce delle stimolazioni di tre tipi: ritmico, tattile e motorio. Il cavallo dando queste stimolazioni ha sul bambino un effetto benefico di rilassamento e di raddrizzamento di tutto il corpo. Il cavallo è usato sia per lo sport ricreativo, sia per l’ippoterapia o TMC (terapia mezzo cavallo) che per la rieducazione equestre

AUTORE / Agosto 2007

Spero che questo cd abbia potuto eliminare eventuali dubbi sulla pet therapy. Vi ricordo che potete rovarmi in rete

http://andreapennati.blogspot.com/

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