La politica per i sordi ed audiolesi è viva?

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La Comunità Sorda ha dei diritti politici?
A scrivere in queste quattro righe è un elettore sordo. Uno come dei tanti Sordi con la S maiuscola.

di Michele Caltanissetta

Uno dei circa 35.000 audiolesi ed ipoudenti che anch’essi sono degli elettori che sono persone fisiche in carne ed ossa con disabilità uditive. Un elettore ipoudente che scrive in queste righe informatiche riflettendo sugli aspetti politici quali sarebbero il futuro a costruire per i sordi che vivono in Italia nella realtà complessa come la politica per via di diverse ideologie, di lotte politiche, di battaglie legali per riscattare i propri diritti e doveri da cittadino italiano in fatto di disabilità uditiva!

Non è chiaro, perché non c’è la lobby politica dei Sordi e per favorire la cultura di Sordi italiani. Forse sì o forse no. Anzi, nel mondo disabile e dei “non sordi” ci sono tante sigle e tante lobby, diversi gruppi politici per la comunità LGBT, comunità disabili, eccetera.

Ad esempio il partito della comunità LGBT come GayLib o Lista Lesbica Italiana. Idem per le comunità dei disabili come MEDA, MDA14, UDIC, e così via. Un gruppo politico che sta crescendo in parecchio tempo. È una cosa positiva per il mondo politico, perché la comunità non è una sola torta, ma un insieme delle fette di parti che compone la torta con diversi colori e diverse forme.
Ognuno di noi sordi ed ipoudenti abbiamo delle ideologie diverse, diverse idee, diverse lingue dei segni, diverse culture, diverse identità Sorde. Per cui serve che anche la Comunità Sorda abbia il proprio partito politico per avere una forte lobby sui diritti dei Sordi prima di tutto la LIS e molte altre richieste.

Senza LIS non c’è la cultura sorda e senza di essa nemmeno la comunità sorda.

Tutto questo è nato grazie alla storia secolare dell’insegnamento nelle scuole fondate dal clero prima di tutti dalla Spagna, grazie alla testimonianza dei libri scritti (di cui uno è scomparso o è uno pseudobiblium) dai due frati castigliani, e successivamente con il tempo dalla Francia, con la tenacia e determinazione di un frate oggi reso famoso nel mondo, che da lì nacquero la LSE e la LSF. Fino ad arrivare in Italia alla seconda metà del Settecento con un prete italiano che fondò la prima scuola per sordi ad insegnare il metodo bilinguismo: LIS e la scrittura italiana e vocale, cioè oralismo.

Uno degli esempi da “imitare” in Italia è la scuola del bilinguismo del Cossato, un lavoro praticato sull’integrazione ed inclusione tra alunni con disabilità uditiva con la LIS e la lingua italiana e con altri studenti/scolari “non disabili”.

Non solo per la cultura sorda e l’educazione all’insegnamento ed all’istruire per i piccoli cittadini sordi a costruire per il domani, dei futuri cittadini con disabilità
uditiva, a crescere e migliorare il nostro paese per sentire pienamente i diritti e doveri da “cittadini Sordi” in un mondo dei “non sordi”.

La cosa interessante e buffa: in tutte le Regioni italiane sono riconosciute le domande per la L.104/1192, tranne in Trentino-Alto Adige!

Un mistero politico ed ecco la ragione per cui chiedo come da elettore sordo l’intervento del MGUSS (Movimento Giustizia Uguaglianza Sociale Sordi, ndb) affinché i palazzi del potere politico cercassero di riparare all’errore politico e di ridare i diritti dei diversabili altoatesini, che nonostante si identifichino italo-tedeschi o tedescofoni o italofoni. O l’un o l’altro delle etichette o categorie non ha importanza, ma sono fondamentali i diritti dei cittadini diversabili ed ipoudenti in una Regione della Repubblica Italiana!
Quello del Trentino e del Bolzano è uno degli esempi pessimi negativi da migliorare, al fine di non ripetere in futuro. Legislatori altoatesini riscrivete le vostre leggi ed ascoltate i bisogni nel territorio la presenza dei gruppi politici in favore dei diversabili ed audiolesi altoatesini.

In futuro mi auguro che la Comunità Sorda si renda conto che hanno delle idee politiche per costruire con delle soluzioni a vari problemi che si trovano ogni giorno in diversi Comuni d’Italia attraverso gli uffici degli enti territoriali magari a costruire un’associazione politica per e dei Sordi italiani come il Movimento Giustizia Uguaglianza Sociale Sordi (il MGUSS, ndb) o altra sigla a vostro piacere.

 

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