Scrivo in queste righe con questo caldo afoso che trascorro in una delle spiagge bellissime in una delle isole della Sicilia.

Isola tormentata dalla politica in alto per la questione dei migranti e del problema sanitario in un’isola demotivats dalla tensione della popolazione.

di Michele Caltanissetta

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Ma non è questo che vi sto scrivendo.
No, non parlo del problema dei siciliani; di loro c’è certamente dello spazio per loro.
In queste righe vi parlo di un problema reale, che sui social abbiamo il più delle volte pubblicizzato delle maschere trasparenti, ma non bastano.

Il problema reale riguarda delle persone sorde, uno come me, dice, 100, 10.000, insomma una grande comunità sorda; io essendo una persona sorda che sto scrivendo in queste righe per magari arrivare nelle vostre teste intelligenti e in qualche modo capire e comprendere i nostri problemi quotidiani.

Il nostro problema quotidiano sono le “comunicazioni”, cioè le difficoltà a leggere delle labiali di persone “non sorde”. In questi giorni, andando in qualche posto, dal negozio o al bar che alcuni con maschere chiedono a loro il più delle volte di abbassare le maschere e di distanziare almeno 1 metro per poter leggere le sue labbra, la sua bocca da leggere per comunicare in qualcosa.

Immaginatevi al bar, nel banco c’è un giovane che vi serve un caffè o una bibita fresca ma con la maschera non riesci ad “ascoltare”; cioè in quel momento sei in un gabbia di muri trasparenti con rumori e suoni ovattati ed incomprensibili.

Da li ecco la rivoluzione delle associazioni dei sordi che lottano chiedendo ad alcuni gruppi consiliari di tutti i livelli dal Comune alle Regioni per avere delle maschere trasparenti per delle persone “non sorde”. Cioè le maschere sono fatte per poter leggere ai sordi, ma non bastano.
Purtroppo, c’è un lato dell’ignoranza: con la scusa per la mancata pulizia dei denti o per qualche difetto estetico, o altre scusa assurde, che molto spesso li vedo tra le persone “non sorde”. Ma essi questi “udenti” hanno dimenticato l’essere umani.

Ogni essere umano che ha dei difetti è normale, come noi sordi abbiamo il difetto sensoriale di non sentire l’udito, ma non quella di “non ascoltare”. Noi li ascoltiamo con gli occhi e grazie a questo lockdown ci sentiamo nella parte positiva con l’uso delle lingue dei segni anche a distanza lunga!
Un bel vantaggio, ma non per tutti. Ci sono delle persone sorde come me che sono ignoranti, cioè non conoscono il mondo dei sordi e non conoscono le lingue dei segni perchè non hanno costruito o acquisito l’identità da persona sorda, anzi preferiscono vivere nell’ipocrisia nascondendo dietro la “maschera da udente”.

Purtroppo, noi viviamo nell’incomunicabilità tra di noi esseri umani. Fortuna che ci sono persone comprensibili ed affettuosi, i cari delle famiglie ed amici (quelli pochi e fidati) udenti, che con la pazienza ed impegno lottano affinchè i diritti dei sordi siano migliorati in tutti campi grazie all’esistenza di numerose associazioni dei sordi in Italia e nel mondo!

Ma tutto ciò non bastano

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