Lettera aperta al Signor Presidente della Repubblica

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Signor Presidente della Repubblica,

la Sua alta carica dello Stato ci induce a rivolgerci a Lei, perché infonda speranza, sentimenti di fiducia, rinnovo di certezza solidale delle Istituzioni in sintonia con le attese di tutti gli italiani.

Noi padri di famiglia e cittadini comuni, ci attendiamo dallo Stato- che Lei conosce meglio di noi nei suoi gangli vitali- che ci aiuti a difendere la vita nascente, come dalla soglia di San Pietro i Pontefici esortano la comunità internazionale in difesa della vita “ dal concepimento al declino”

C’è bisogno di una Italia viva ed attenta, ma anche di quella che propone iniziative che sappiano articolare lo sviluppo dei grandi valori umani senza cadere nella trappola delle tentazioni, dell’individualismo egoistico e di un crescente relativismo.

La dignità umana va immensamente rispettata nella sua essenza ed interezza etica sociale, come atto di giustizia va tutelata la salute di ogni cittadino, anche di quello debole e bisognoso secondo i canoni della nostra Costituzione.

Chiediamo allo Stato che con l’anno 2020 :

1.) di difendere la famiglia, soggetto sociale e cellula matrice della società, “bombardata da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili, e da :

    1. aggressività tra consanguinei, dove spesso ci scappa il morto ;
    2. dalla violenza troppo spicciola tra gli adolescenti ;
    3. da stupri, molto spesso ricorrenti, mostruose azioni che danneggiano irrimediabilmente la dignità umana, specie la violenza sulle donne ;
  1. che ci aiuti a crescere ed educare i figli, mentre dalla televisione pubblica spesso e volentieri, a parte il linguaggio poco ortodosso, si impartiscono lezioni di violenza, di turpiloquio, di pubblicità partitica, mentre vengono infangati i più nobili sentimenti e valori umani a principiare dall’amore coniugale ;
  2. che i nostri figli, usciti per un legittimo svago, non trovino discoteche e locali di perdizione aperti, con pochi controlli, sino all’alba ed oltre nei quali “circola” droga, “insiste” prostituzione e si “svolgono” spettacoli osceni ;
  3. di aiutare in maniera efficace e senza indugio le famiglie che non riescono a superare la “terza settimana” per il continuo costo della vita e gli handicappati psico-fisici che percepiscono attualmente euro 286,81 mensili di media,; nonché il problema scottante del “dopo”, dopo la morte di colui/colei che sostiene il peso dell’assistenza e soprattutto per non avere una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare dovrà affrontare ;
  4. una maggiore equità impositiva, perché “torchiati” dalle tasse e dalle imposte abbiamo perduto il senso del tempo e del quieto vivere e siamo diventati “impiegati” di questo Stato- enorme drago insaziabile- che non fornisce , in riscontro, servizi di primaria importanza assistendo impotenti a spietati disservizi, insufficienti e diretti dall’arbitrio degli apparati amministrativi assenti ed incapaci a produrre comprensione e pronto alle “sanzioni” repressive più che a prevenire che vuol dire amministrare ;
  5. una Politica Sociale, un welfare state, positivo ed interpretativo della realtà sociale, ancora esposto al rischio di essere utilizzata dai “potenti di turno”;
  6. Regole e Normative di buona amministrazione per non essere travolti da un assistenzialismo sfrenato, permissivo, sprecone, sostenuto e risucchiato dalla voracità della Politica operante nell’area di possibili riti di scambio ;
  7. che i “finanziamenti” diretti alle prestazioni elargite dalla Sanità Pubblica, abbiano i riscontri di una assistenza che tuteli la salute dei cittadini poveri e malgrado i “versamenti” dati dai cittadini lavoratori siano più garantisti, in quanto è doveroso pagare il ticket, ma non quasi tutte le medicine com’è d’uso. Inoltre che il cittadino entrando in una Istituzione Ospedaliera da “sano” non esca “minato” inesorabilmente a causa della negligenza o incapacità dei suoi apparati ;
  8. di difendere e difenderci dai portatori di turbe psichiche: una realtà sconvolgente da un numero sempre crescente di “malati” e privi di strutture atte alla prevenzione, cura ed inserimento sociale (quando è possibile).”Costoro” sono stati lasciati allo sbaraglio col legale pretesto dell’umanizzazione degli ex-manicomi, della lotta alla psicomanipolazione, allo stigma sociale, ai pregiudizi, all’emarginazione, alla cultura dell’autonomia dei pazienti, alla messa a punto di percorsi terapeutici e riabilitativi, ai “progetti-guida” ecc. ecc. Non parliamo, poi, dei drammatici episodi quasi giornalieri con omicidi, suicidi, stupri a ripetizione, reati che  dimostrano essere “forniti” da menti psichicamente instabili, per come è stata inadeguata e troppo veloce la scelta della chiusura degli ex-Ospedali Psichiatrici, mantenendo aperti ancora, oggi, quelli privati e quelli giudiziari, oggi divenuti REMS ;

che ormai è necessario che venga recepita una meticolosa, puntuale normativa di  riorganizzazione dell’invocato Provvedimento Legislativo, sia nel campo del Legislatore che in questo delicato ambito neuropsichiatrico, Testo Unificato ( Burani-Procaccini)“sparito” misteriosamente dall’agenda parlamentare e dalla 12 Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati dall’aprile 2005.

  1. una maggiore giustizia, perché chi “sbaglia” deve pagare” in quanto la giustizia è uguale per tutti e , come Tacito profeticamente avvertiva “Corruptissima in Repubblica plurimae leges” negli Stati corrotti molte sono le leggi e, aggiungiamo, poco applicate, una maggiore vigilanza nel Paese, affinché non invano siano “caduti” i tutori dell’Ordine Pubblico. Inoltre per chi esce di casa non “resti freddato” da pallottole vaganti, dal tarlo del dubbio di un fenomeno di pedofilia, dalle rapine in ville o dal un disordinato clima sociale;
  2. una maggiore tutela dei beni, una maggiore considerazione di chi non lavora, una oculata utilizzazione delle risorse pubbliche per il bene comune;

 

Signor Presidente della Repubblica,

questo ed altro che ancora esiste, lo affidiamo alla Sua benevolenza e comprensione e ci permettiamo di suggerire di continuare a “gridare” dapprima  con “garbo” e con la “tenacia” della ragione ai Ministri dello Stato ed ai Parlamentari, ma poi con “forza” e con la “autorità” che non Le manca che siano rese applicative dagli Organi dello Stato e dagli Enti Pubblici le attese e le necessità della gente, volto della sofferenza ed insofferenza del Paese.

Il popolo italiano , Signor Presidente della Repubblica, che guarda a Lei come rappresentante e guida del nostro Paese, ha sete di verità, di giustizia, di onestà, di trasparenza, di autentici valori morali e civili incarnati e vissuti nel quotidiano .

Questo, in breve, il più sincero Augurio per il Nuovo Anno 2020 a Lei ed a noi, con gli auspici di rivitalizzazione di questo “suggerimento” che ci permettiamo inviare al Capo dello Stato, di cui ben conosciamo la solidale testimonianza nel ruolo del buon padre di famiglia.

Con deferenti ossequi.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° ” Andiamo avanti con speranza

Previte

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