Figura professionale dell’Assistente alla Comunicazione

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L’assistente alla comunicazione Lis è una figura professionale che nasce dalla Legge n. 104/92, che prevede l’obbligo, per gli enti locali, di garantire il diritto all’educazione e all’istruzione delle persone diversamente abili attraverso personale specializzato nelle scuole di ogni ordine e grado. Tale figura professionale lavora nelle scuole pubbliche, spesso in team con l’insegnante di sostegno, a domicilio, presso l’abitazione del bambino o del ragazzo sordo, negli istituti parificati per sordi e dovrebbe lavorare (non è sempre presente) nelle Asl, affiancando logopedisti ed educatori professionali. Il compito dell’assistente alla comunicazione è quello di abbattere le barriere comunicative e favorire l’integrazione sociale e scolastica dell’alunno sordo, facendo da ponte con i docenti, la famiglia e le istituzioni: è un ponte linguistico, che lavora perchè la lingua vocale e scritta diventi accessibile all’alunno attraverso modalitĂ  e strategie visive adeguate; è un supporto all’apprendimento, che assicura il passaggio delle informazioni e dei contenuti didattici dall’insegnante al bambino, adattandoli alle sue specifiche esigenze e modalitĂ  comunicative; è un mediatore della comunicazione, che lavora per realizzare una piena integrazione dell’alunno con la classe, dandogli continui stimoli e input su quello che accade intorno a lui e garantendogli le condizioni per interagire con i compagni e gli insegnanti. Per questo, l’assistente alla comunicazione deve possedere conoscenze di natura pedagogico-didattica sullo sviluppo del bambino sordo e adeguate competenze relazionali utili a superarne le barriere comunicative, deve essere competente in Lis, conoscere la cultura sorda, oltre ad aver conseguito un attestato di qualifica di assistente alla comunicazione.

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Bari (Foto)

 

Cosa è la Lis.

Lis è l’acronimo di Lingua Italiana dei Segni. La Lingua dei Segni Italiana – è la lingua dei sordi italiani: non c’è un linguaggio “sordo”, ma c’è la lingua dei segni italiana, come quella francese spagnola americana ecc. Le lingue segniche hanno dei legami con le lingue parlate.

COME FUNZIONA: In che senso è una “lingua” e non un semplice mezzo di comunicazione?

La lingua umana ha una peculiarità che non si trova in nessun’altra forma di comunicazione animale (tranne, forse, le grosse scimmie): la ricorsività. Sarebbe a dire che il linguaggio umano è in grado di produrre (e siamo in grado di capire), un numero infinito di volte, sequenze del tutto nuove. Il numero delle frasi possibili in qualunque linguaggio naturale è infinito: si può sempre costruire una frase nuova aggiungendo alla frase data un’altra frase semplice. Questa stessa caratteristica (e altre che tralasciamo) si ritrova nelle lingue dei segni.

La Lis (come ogni lingua visiva) ha un alfabeto, una sintassi e una grammatica. L’alfabeto sono per noi le singole lettere/suoni che formano la parola: c-a-s-a. Se metto insieme questi 4 suoni creo una parola di senso compiuto. Alla stessa maniera, nella lingua dei segni, per formare una parola di senso compiuto con la mia mano devo mettere insieme dei  parametri, al posto dei suoni: movimento e orientamento della mano, luogo (davanti alla bocca, pancia, in “spazio neutro”) e configurazione (cioè la posizione assunta dalla mano: aperta, chiusa, dita unite ecc). Ai suoni (fonemi) si sostituiscono i parametri, ma la logica è la stessa.

La sintassi della maggior parte delle lingue dei segni, e una minoranza di lingue orali, segue l’ordineSoggetto-Oggetto-Verbo: è il caso anche della lingua dei segni italiana. *Tu casa vai, *io casa vado. Nella frase negativa la negazione è posta alla fine: *io casa vado no. La grammatica, o meglio la morfologia, presenta precise regole ed è, come per le lingue orali, uno degli elementi piĂą importanti e distintivi dei segni, anche rispetto ad altre forme di comunicazione gestuale che non possono definirsi lingue, come i gesti e le pantomime. La grammatica viene espressa principalmente attraverso alterazioni sistematiche del luogo di esecuzione dei segni e di alcuni tratti del movimento, come la direzione, la durata, l’intensitĂ  o l’ampiezza. Insomma, lo stesso gesto, se orientato a destra o a sinistra modifica il senso, come noi aggiungiamo una o o una a per segnalare il maschie e il femminile. Ad esempio i segni per il presente, il passato e il futuro sono eseguiti lungo una linea astratta, denominata “la linea del tempo”, situata sul piano orizzontale all’altezza della spalla del segnante: i segni riferiti al passato muovono verso la spalla (indietro), quelli riferiti al presente nello spazio davanti al segnante, e quelli riferiti al futuro muovono in avanti rispetto al segnante. Un po’ come il gesto italiano che tutti usiamo parlando per indicare una cosa passata.

Queste caratteristiche che abbiamo trattato brevemente consentono la stessa libertà che abbiamo con le lingue orali, per cui non solo si può trattare di qualsiasi argomento, ma è anche possibile raccontare barzellette, fare giochi di parole intraducibili, “scrivere” poesie, teatro…

Percorsi di studio

Per conseguire il titolo di “Assistente alla comunicazione Lis” ci sono vari percorsi più o meno validi dal punto di vista legislativo.

C’è la formazione dell’ENS, Ente Nazionale Sordi e dell’Istituto Statale Sordi di Roma, con corsi a pagamento tenuti da docenti sordi qualificati, il percorso formativo si compone di 3 livelli o meglio 3 corsi e dopo tali percorsi gli studenti possono scegliere di proseguire la formazione come “Interprete Lis” o come “Assistente alla comunicazione Lis”, frequentando ulteriori corsi distinti per l’una e l’altra figura professionale.

Ci sono associazioni intitolate con vari acronimi, in varie regioni italiane, che istituiscono corsi a pagamento per interpreti e all’interno del percorso di studi inseriscono dei moduli di didattica in base ai quali queste interpreti possono lavorare come assistenti alla comunicazione.

Per due volte di seguito la Regione Puglia ha istituito dei Corsi Regionali con titolo riconosciuto e con accesso tramite selezione su titoli, esame scritto e orale; per il conseguimento del titolo c’era la frequenza del corso di 1200 incluso di tirocinio ed esame finale.

Successivamente l’università degli studi di Bari ha istituito un master per il titolo di “Assistente alla comunicazione Lis”.

Tale figura professionale, come si evince, proviene da vari percorsi di studi.

Situazione Lavorativa

Gli scorsi anni la Provincia di Bari forniva agli alunni il servizio specialistico di “Assistenza alla comunicazione” per 18 ore settimanali con un contratto con Partita IVA. Nel corso del tempo, le ore sono diminuite a 15 fino ad arrivare alle 12 del corrente anno scolastico.

Ciò che non è variata è la situazione contrattuale con partita iva in base alla quale il professionista percepisce 17 euro lordi ad ora lavorata, con ferie non pagate, malattie proprie e dell’alunno non pagate, nessun diritto di un assegno di disoccupazione nei periodi non lavorativi.

Il reclutamento del professionista, nel corso del tempo, ha subito delle modifiche.

Dapprima i dirigenti del servizio socio-assistenziale provinciale affidavano i casi a chiamata nominale, dopodiché è stata istituita una graduatoria basata su titoli e colloqui da cui attingere gli assistenti alla comunicazione ma continuano le chiamate fuori graduatoria quindi nominali in quanto non è data la possibilità, alle persone in graduatoria, di poter avere due alunni nemmeno con il diminuire da 18 a 12 delle ore lavorative.

Il contratto di prestazione professionale prevede un compenso orario stabilito dall’amministrazione di riferimento, al professionista è data la possibilità di scegliere il caso da seguire solo se vi sono dei casi entranti, in genere l’amministrazione non fornisce i nominativi di alunni già seguiti da colleghi, anche fuori graduatoria, per garantire la continuità all’alunno, ma in questo senso non viene garantita al professionista la possibilità di scegliere casi in cui non ci sia dispendio di risorse ed energie per il raggiungimento del luogo di lavoro.

Il contratto prevede che se il professionista si assenta per più di 5 giorni senza motivo decada il lavoro, inoltre in casi di ritiro degli alunni da scuola o di spostamenti di alunni da una scuola all’altra le situazioni lavorative vengono ulteriormente pregiudicate in quanto nel primo caso il professionista perde il caso e nell’ipotesi in cui non ci siano alunni “liberi”perde anche il lavoro, nel secondo caso il professionista è costretto a seguire l’alunno anche se quest’ultimo cambia paese, sempre nell’area di competenza, della ex Provincia di Bari attuale Città Metropolitana. In caso di impossibilità da parte del professionista a raggiungere il luogo di lavoro non scelto il professionista non solo perde il lavoro ma viene depennato dalla graduatoria.

L’assistente alla comunicazione Lis pur lavorando in ambito didattico e all’interno di istituzioni scolastiche pubbliche non è personale scolastico, paga la propria assicurazione lavorativa, non ha punteggio con il provveditorato.

Scrivo questa lettera per rendere pubblica la figura professionale cui appartengo per chiedere a chi di competenza una tutela lavorativa oltre che un riconoscimento professionale, per il bene degli alunni e di noi professionisti.

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Cosima Palumbo

“Assistente alla Comunicazione Lis”

 

 

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