Risposta all’articolo “Scuola negata a due sorelle sorde” del 12/9/2014

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“Non vogliamo chiedere la carità degli imprenditori folignati”

Leggendo l’articolo pubblicato sul giornale locale di Foligno, in data 12 settembre, intitolato “Scuola negata a due sorelle sorde”, mi permetto di esprimere i miei dubbi.

foligno
Foligno, in Umbria

La domanda  fondamentale  è  conoscere se il Comune di Foligno ha gli OPERATORI appositamente formati, vale a dire: la  logopedista, l’assistente alla comunicazione, l’insegnante di sostegno specializzato, lo psicologo specializzato, il docente di LIS o il ripetitore labiale.

I sordi istruiti non vogliano essere tutelati da chicchessia. Né sollecitare l’obolo agli imprenditori sensibili di Foligno, nel cui comune risiedono le due sorelle che non possono recarsi a  scuola.

Vorrei consigliare, ai signori imprenditori folignati: non sarebbe stato più onesto ascoltare i sordi, ben istruiti, o i professionisti della scuola per organizzare e finanziare dagli stessi filantropi corsi adeguati affinché la questione fosse conosciuta che, la reale integrazione, necessita dei Bisogni Educativi Speciali e di strutture adeguate? L’elemosina risolve il momentaneo problema di due studentesse ma non il problema di fondo che il MIUR  continua  a rinviare e che, secondo me, i dirigenti dell’ENS non sanno affrontare né programmare perché non in grado di gestire la situazione.

Questa è la mia opinione di sordo istruito sino nelle sedi universitarie.

Un saluto,

Giulio Scotto di Carlo (Milano)

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