Sordi e associazioni, LIS e oralismo

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In rete gira un simpatico video intitolato “Vuoi parlare con me?”, realizzato dalla FIADDA, la nota associazione Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti delle persone Audiolese, si trova su youtube o anche sul sito dell’associazione.

https://www.sordionline.com/index.php/2013/10/parlare-di-sordita-attraverso-il-cinema-e-gli-audiovisivi/

 

Un fotogramma dello spot recentemente realizzato dalla FIADDA Roma, intitolato “Vuoi parlare con me?”
Un fotogramma dello spot recentemente realizzato dalla FIADDA Roma, intitolato “Vuoi parlare con me?”

Devo dire che è un video davvero carino, ben fatto, dinamico e brillante, con protagonisti alcuni bambini, presumo siano bambini sordi, che candidamente affermano “Io parlo”, sponsorizzando in tal modo sinteticamente la mission dell’associazione, che fa dell’oralismo in senso stretto il proprio cavallo di battaglia, la condizione essenziale per l’integrazione sociale della persona sorda.
Aggiungo che sono bambini stupendi, tenerissimi, vedere questo video induce all’ottimismo, all’allegria, al sorriso. Tra l’altro ha anche i sottotitoli.
Sempre a proposito della FIADDA, io vi consiglierei soprattutto la visione di un altro loro video, s’intitola “Io…straniera?”, liberamente visibile su youtube: ed è quest’ultimo un video ben più importante e interessante da vedere, ne consiglio fortemente la visione a tutti quanti coinvolti a vario titolo sul tema sordità.
Un ottimo video quest’ultimo, un ottimo spunto di riflessione, un messaggio con cui mi trovo perfettamente d’accordo, e magistralmente interpretato dalla splendida Valeria Cotura: per inciso è la figliola sorda del Presidente Nazionale FIADDA Antonio Cotura, ma questo è per davvero un particolare che non inficia affatto, in alcun modo, il valore ed il significato del filmato.
Bravissima Valeria, ed anche molto carina, a pelle credo sia davvero la bella persona che appare, una ragazza in gamba.
Tutto questo ho premesso per chiarire bene che non ho preclusioni ad ammettere, con onestà, che in genere la FIADDA fa buone cose per le persone sorde, e per loro lavora bene; ripeto che non ho preclusioni ideologiche o pregiudizi di alcun genere contro la FIADDA.
Ho rispetto per loro, hanno una loro idea e s’impegnano in questo, tanto di cappello.
Sono da ammirare e da rispettare.
La FIADDA, nel comune sapere, è contrapposta all’ENS.
Direi che questo è un luogo comune, ma tant’è.
Più aderente al vero piuttosto sarebbe specificare che si tratta di due realtà distinte e separate.
Un altro luogo comune assai diffuso, che semplifica all’osso le differenze tra le due associazioni, recita: la FIADDA è l’alfiere dell’oralismo, l’ENS è schierato compatto per la LIS.
Tra l’altro, pur essendo ambedue associazioni che dovrebbero condividere interessi comuni, la FIADDA è paradossalmente un bastone tra le ruote nell’iter del riconoscimento giuridico della LIS. Io sono una persona sorda profonda alla nascita, oralista e segnante, quindi un bilingue, uno che si esprime correntemente sia in un perfetto italiano sia in LIS, sono, diciamo così per definizione, una definizione assai assurda, carne e pesce insieme, potrei ben figurare sia nelle file della Fiadda che nell’ENS.
Bisogna però pur scegliere, nella vita non ci si può esentare da compiere scelte ben precise.
Non lo dico io, lo diceva Cartesio, figuratevi: “Puntare é necessario, non é affatto facoltativo. Anche voi siete incastrati”.
E quindi vi dico che ho rispetto per la FIADDA ma mi sono schierato ed ho scelto di prestare la mia modesta opera volontariamente per l’ENS, sono socio ENS effettivo, nell’ENS ho ricoperto cariche dirigenziali, tuttora milito presso una struttura ENS che si occupa di cinema.
Quello che vorrei dirvi, qui e ora, è questo: il messaggio che vuole fare passare il video della FIADDA “Vuoi parlare con me?”, e cioè che il bambino sordo può parlare in italiano, che il bambino sordo può accedere all’uso della parola, che l’oralismo è alla portata del bambino sordo ed è preferibile come mezzo d’integrazione nel mondo degli udenti, ebbene questo messaggio, assolutamente condivisibile, è LO STESSO, IDENTICO, UGUALE, SOVRAPPONIBILE, EQUIVALENTE, INDISTINGUIBILE messaggio che l’ENS propone con la sua quotidiana, ormai pluridecennale, attività. Lo stesso, davvero. Niente di più o di meno.
Dal giorno lontano in cui un pugno di “poveri” sordi, esclusi da tutto, fece scemi i cani da guardia di un regime totalitario, riunendosi con un pretesto religioso e costruendo il maggior organismo rappresentativo delle persone sorde, la mission dell’ENS è sempre stata quella di integrare i sordi nella struttura sociale. E per farlo ritiene logico e opportuno abbattere le barriere della comunicazione. Questo è quanto. Esclusivamente questo. Abbattere le barriere della comunicazione.
L’ENS, dunque, vuole abbattere le barriere della comunicazione. Per storia, tradizione, esperienza, l’ENS sa che non tutti i sordi sono uguali, che le soluzioni possibili vanno vagliate caso per caso. L’ENS non nega la validità dell’oralismo, l’ENS non nega che con l’oralismo è più facile integrarsi nella società, l’ENS non vieta certamente a nessuno di parlare in italiano, sarebbe il colmo! Esclusivamente l’ENS suggerisce che gli interessati siano adeguatamente e onestamente informati sui metodi disponibili per una buona riabilitazione prima, e integrazione dopo.
Ciò che l’ENS auspica è che ciascuno liberamente possa scegliere e utilizzare il METODO più adeguato, più adatto al proprio caso, tra quelli a disposizione, per giungere a comunicare, una volta compromesso il canale audio verbale, tenuto conto delle differenze individuali con relative diverse esigenze e difficoltà. Questo è quanto.
Uno dei metodi suggerito è, tra l’altro, certamente la LIS; ma contrariamente a quel che si crede, l’ENS non indica la LIS come il traguardo finale del processo riabilitativo della persona sorda, bensì come il primo, elementare ma necessario, talora indispensabile passo per giungere, celermente e senza dannosi ritardi, anche all’oralismo, se solo si voglia.
In pratica l’ENS, avvalendosi da dati scientifici di autorevoli autori, un nome per tutti Virginia Volterra, fa notare, tra l’altro, che un bambino sordo attraverso la LIS, appresa con facilità, si approccerà con rapidità anche alla lingua vocale-acustica.
L’input imitativo, la naturale curiosità dei bimbi ad imitare, ad osservare e ripetere è realizzata con efficacia proprio perché il preventivo apprendimento della LIS ha potenziato le sue capacità intellettive, mnemoniche e grammaticali.
La scoperta della cognizione del sonoro, derivante dalla protesizzazione semplice anche solo analogica, volta allo sfruttamento del residuo uditivo sempre esistente, tranne che in caso di cofosi, evento più unico che raro e pressoché inesistente, e quindi evitando tecniche invasive come l’IC, e soprattutto dall’esporlo e supportarlo quanto prima nell’ambiente udente, nel contesto familiare e scolastico, suggerisce al bimbo sordo in maniera pressoché spontanea la nozione che esiste un altro modo, quello “a voce”, per indicare un concetto che già conosce perché lo segna; crea una potente curiosità intellettiva, che opportunamente guidata, lo porta ad assimilare vocaboli, ad interpretarli, a tradurli, a elaborarli, e poi a ripeterli dapprima a fatica e via via con sempre maggiore fluidità, impara a parlare perfettamente in modalità orale…partendo dalla LIS.
La LIS è un punto di partenza, non di arrivo; è un utilissimo mezzo, non il fine ultimo.
Ma se finanche, se pure un bimbo sordo per qualche motivo non arriva a tanto, se proprio non riesce, e mai per propria colpa, ad accedere all’oralismo, ad imparare a parlare, ad ottenere una voce articolata, un tono caldo e suadente, state certi che a voce parla.
Parla.
Chiunque vede segnare una persona sorda, si accorge che “dice”, che “articola” senza sonoro, che completa con parole, verbi, termini “a voce muta”, in special modo se interloquisce con un udente. Un sordo avrà problemi di comunicazione, ma da tempo immemorabile il vocabolo “muto” non gli si addice, anche se abbiamo dovuto mobilitarci per anni per fare approvare la L. 95/2006, una legge di un solo articolo, figuratevi, che una volta per sempre ha cancellato un termine in verità assai antipatico, proprio odioso, falso, inutile, anacronistico: “muto”.
Il video della FIADDA, allora, vedete da soli, potrebbe benissimo essere stato realizzato dall’ENS, e viceversa.
Vuoi parlare con me? Certamente, volentieri.
Tutti vogliamo comunicare, nonostante la sordità. Comunicare è indispensabile.
Con queste mie righe non voglio certo esaurire qui il discorso, assai lungo e delicato: credo sia giusto che ognuno s’informi liberamente e liberamente scelga la soluzione migliore al suo caso.
Il web è a disposizione di chiunque voglia informarsi, vivaddio.
Ma sia chiaro una volta per sempre: l’ENS non vuole dividere i sordi tra quelli che segnano e quelli che non segnano.
La LIS è solo un ponte tra il mondo degli udenti e quello dei non udenti; in realtà, sordi e udenti vivono nello stesso mondo, popolato dalle stesse cose, cose che hanno un nome, malgrado un libro di una mamma udente affermasse che i sordi vivono in “…un mondo delle cose senza nome”, questa è un assurdo, una vera falsità.
Le cose esistono, possono venire chiamate in forma diversa, a voce, a segni, con ambedue i modi, ma i concetti restano gli stessi.
Non è proprio il caso allora che la FIADDA perda tempo a ostacolare il riconoscimento della LIS, ostinandosi cocciutamente su soluzioni unilaterali.
Perché la sordità è una condizione unica, ma diversi sono i sordi.
Perché ciascun sordo è uguale esclusivamente a se stesso.
Perché vedete, prima di essere un sordo, è una persona.

Riguardo al mio scritto “Sordi e associazioni, LIS e oralismo”, credo che magari potreste farne un articolo, per una maggiore visibilità, se lo ritenete opportuno. Grazie, in ogni caso, ed auguri di buon lavoro.

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2 Commenti

  1. Ciao Bruno,
    ho letto con attenzione il tuo pensiero portando l’esempio del video della Fiadda. Condivido in parte quello che hai scritto ma sbagli quando affermi: la FIADDA è l’alfiere dell’oralismo, l’ENS è schierato compatto per la LIS. Ecco l’errore più grande che un’associazione possa fare e dire una cosa del genere!! Mi riferisco all’Ens, l’errore “storico” di scelta a favore della Lis. Mi spiego meglio. La Fiadda, ha già per statuto, le sue finalità e obiettivi chiari e scelgono chiaramente l’oralismo, è normale per loro mentre l’Ens che secondo una vecchia legge di rappresentanza di tutela unica dei sordi (ormai superata x fortuna) non poteva assolutamente fare una scelta in favore della Lis, cioè una minoranza di sordi che contano in Italia non più di 20/30 mila sordi profondi con la Lis, mentre in Italia il resto dei sordi sono oltre 7 milioni, dico 7 milioni di oralisti che non conoscono la lis. Detto questo non intendo accusare i sordi che hanno scelto la Lis e che rispetto ma è l’Ens come figura storica dell’associazione che doveva stare al disopra delle parti e tutelare tutte le categorie. Ma così, nella realtà non è stato! Tu Bruno che sei “oralista” sai benissimo che c’è anche il problema della responsabilità e la rappresentanza di un’associazione che per statuto deve essere “superpartes” tra i sordi. Sai bene che in tutte le sezioni dell’ens sono dominate solo esclusivamente solo dai sordi in lis e basta. Basti pensare che quando ero presidente del circolo dell’Ens nel 2004, partecipai al convegno regionale organizzato dalla direzione regionale Ens e all’epoca c’era pure Ida Collu, uno dei presidenti della provincia dell’Ens fece una dichiarazione assurda dicendo che all’ens devono esserci solo esclusivamente i sordi in Lis e cacciare via i sordi oralisti!! Intervenne subito la Collu che censurò la dichiarazione assurda di questo presidente dal dente avvelenato e con il cervello che ha il quoziente intellettivo pari a 4 il minimo per camminare; Ecco perchè la pregiudiziale è sempre esistita in tante regioni d’Italia dove in quasi tutte le sedi dell’Ens non vige tanto la democrazia e l’uguaglianza dei sordi e sordastri dove quest’ultimi sono fuggiti!! Quindi lasciamo perdere quelli della Fiadda che hanno la piena giustificazione in quello che fanno mentre l’Ens no! Per fortuna la mia nuova associazione è super partes con uno statuto flessibile e dove possono entrare chiunque, senza distinzione perchè siamo tutti UGUALI! Io non privilegio nè per la Lis e né per l’Oralismo, ma tutelo ENTRAMBI senza DISCRIMINAZIONE! Se un gruppo di sordi in Lis mi chiedo di fare e di sostenere un progetto in Tg Lis per la regione, io lo faccio, come lo facevo in passato per l’Ens in Calabria che ne sono il fautore. Stessa cosa per un gruppo di oralisti se mi chiedo di fare il progetto di sottotitoli di una medesima regione!! E’ così che bisogna comportarsi a livello Istituzionale una vera associazione in regola con la legge senza problemi e soprattutto con la massima trasparenza con tutti! Buona serata da Luca Iacovino

    • Caro Luca,
      leggo e rispondo con colpevole ritardo al tuo commento, spero mi scuserai, come tutti vorrei più tempo per svolgere tutto quello che desidererei fare, compreso il rispondere ai commenti di chi mi usa la cortesia di leggermi, a proposito grazie per questo! Ti dico che in linea di massima concordo con te, certamente occorre tutelare TUTTI i sordi, e non solo alcuni, e bene reagì la Collu nel’episodio indicato, simili atteggiamenti “oltranzisti” possono solo nuocere, la LIS non può nè deve essere un motivo per prevaricare i sordi non segnanti, ci mancherebbe altro. Come detto concordo con le tue osservazioni, in definitiva si tratta di usare solo un minimo di buon senso per gestire le diverse situazioni, evitando di enfatizzare una soluzione come migliore di un’altra, la sordità è una condizione che si presenta in forme diverse, e diversi sono i modi di gestirla. In estrema sintesi, questo intendevo dire, lungi dal criticare la FIADDA o altri, il mio pensiero è che non esiste in assoluto e a priori una soluzione effettivamente migliore dell’altra, ma diverse opzioni, che ciascuno liberamente può scegliere come la più adatta al caso singolo. L’importante è che si giunga ad ottenere una buona qualità dell’esistenza della persona sorda, il che significa poter comunicare al meglio, e questa mission credo sia comune agli intendimenti della FIADDA, dell’ENS, della Associazione Nazionale Sordi Onlus. Nel ringraziarti ancora per la tua attenzione, ti invio un affettuoso saluto ed augurio di buon lavoro, con preghiera di estensione allo staff dell’associazione. Cordialmente, Bruno Izzo.