“A Proposito delle modifiche dello statuto Ens…”: una riflessione politica

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Il duo romano.
maiale.medium_300Il segretario generale che – come tutti sanno – ha iniziato la carriera da segretario generale!
E il presidente Petrucci hanno firmato una lettera inviata a tutti i presidenti delle sezioni regionali e ai presidenti provinciali perché vogliono cambiare lo Statuto dell’ENS.Qualcuno esulta!
Senza offesa, per me siete proprio ingenui. Ancora una volta la bevete!
Perché i “Saggi” chiamati a proporre non sono stati scelti secondo le proprie capacità ma per… REGIONE, senza valutare SE il capo dell’ENS regionale sia all’altezza di capire quanto legge e così via… (leggete BENE l’art. 17 del RGI!)

Trovo incredibile quanto siamo caduti in basso! Ma non è colpa nostra, dei sordi. C’è sempre, dietro le quinte, il solito Burattinaio udente.
Qualche tempo fa avevo inviato a chi non sapeva farlo un facsimile per revocare la trattenuta dell’INPS.

Secondo me sarebbe meglio che facessero in tanti così alla fine di ogni anno la tessera sarà rinnovata direttamente presso la sezione provinciale di appartenenza.
Io consiglio ai dirigenti provinciali di tenersi la PERCENTUALE che spetta a loro invece che… l’obolo lo invieranno a Roma dopo 5 o 6 mesi, se tutto va bene!

CARI SOCI, RENDETEVI CONTO CHE LA SEDE CENTRALE ENS HA GIA’ PREPARATO DA TEMPO UNA BOZZA DELLO STATUTO che presenterà ai soliti malcapitati sordi: è una presa per i fondelli!

Per dare una giusta e corretta informazione ai soci, le modifiche dello Statuto, con le proposte, vanno discusse al Congresso (per ulteriori info, si veda sempre l’art. 17 del RGI).

Il mio suggerimento è semplice: ogni sezione predisponga una lista di proposte dei Soci, le stesse proposte provinciali vanno discusse in un Gruppo ristretto alla fine verranno scelte tre o quattro proposte ritenute interessanti e spedite alla sede centrale ENS, chiedendo che vengano rese pubbliche per dare più trasparenza.

Temo che, lo Statuto dell’ENS, finisca d’essere definitivamente un PORCELLUM!

Un saluto,
Giulio Scotto di Carlo

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