Come ottenere un proprio codice fiscale?

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Provo a gettare quiuna mia riflessione, sulla base di quello che ho scritto ieri: voglio proprio vedere se quelle persone mi ritengono ancora di essere una persona allucinante.

codice_fiscale2allora come afferma qualcuno che bisogna usare l’intelligenza, allora perché dice cose senza senso senza neppure valutare le conseguenze e i rischi che possono emergere da un momento all’altro? forse questa persona si è dimenticata che l’ENS ha ancora un codice fiscale UNICO, tanto per cominciare! un unico codice fiscale comporta di fatto una gestione finanziaria pressoché insostenibile a medio-lungo termine e il codice fiscale unico fa accentrare il potere e anche i soldi tutto alla sede centrale.

tanto per fare un esempio la Fiadda e le sue filiali non hanno lo stesso codice fiscale. a tal scopo si rende necessario che la sede centrale dia la possibilità alle sezioni provinciali di avere un proprio codice fiscale e in tal modo le sezioni provinciali hanno maggior possibilità di gestire al meglio il proprio budget.

il contributo statale ordinario (= 516.000 euro) è sufficiente per gestire la sede centrale in maniera quasi totalmente autonoma per un periodo di 12 mesi (ovviamente con i dovuti tagli a certe spese superflue). le spese per il personale si aggirano intorno ai 600 mila all’anno. le spese possono essere comunque ridotte del 20% in quanto ricordiamoci bene che la sede centrale è un ente privato, il che significa che ha dipendenti a proprio carico: ciò comporta spese come TFR, oneri previdenziali, ecc…

l’unico limite è che il contributo ordinario statale deve essere utilizzato SOLO per promuovere e diffondere attività a favore dei sordi. resta la difficoltà di convertirlo a favore della sede centrale affinché possa coprire buona parte delle spese per il personale.

credo però sia una buona idea trasformare la sede centrale in un ufficio di rappresentanza che funge da leva politica verso le istituzioni per far sì che la nostra posizione sociale si rafforzi in qualsiasi ambito. comunque riguardo la trasformazione crea tante implicazioni di natura legale e anche amministrativa, in quanto la sede centrale, per legge e statuto, è ancora un ente privato.

inoltre bisogna dire che le sezioni provinciali SONO associazioni onlus a tutti gli effetti: lo dice anche lo statuto (ci sono leggi apposta che consentono di riconoscere le associazioni anche a livello regionale) e a questo punto c’è da domandarsi sul perché le sezioni provinciali non hanno un codice fiscale proprio?

secondo me, le sedi regionali sono inutili, sono da cestinare: è sufficiente che ci sia un delegato che rappresenti tutte le sezioni provinciali per regione.

per finire, bisogna fare una razionalizzazione delle spese in generale, rielaborare il costo del tesseramento (portare da 100 a 30 euro), l’organigramma va rifatto, bisogna rivedere il ruolo delle persone istituzionali, apportare modifiche allo statuto affinché le sezioni provinciali possano respirare definitivamente al fine di attivarsi in maniera totalmente autonoma e fare fatturato, e così via…

riguardo gli organi come il CGSI, devono essere aboliti perché ritenuti inutili e onerosi per la sede centrale e anche per le sezioni provinciali.
secondo me, andrebbero trasformati come dipartimenti con funzione specifica.

aggiungo inoltre che è fondamentale che le sezioni provinciali abbiano una propria autonomia.
e tornare tutto come prima, quando le sezioni provinciali avevano un proprio numero di codice fiscale.

questo compito spetta alle sezioni provinciali che devono formulare una modifica allo statuto per far sì che possano ottenere un proprio codice fiscale.
l’unico problema è che tutto deve essere approvato dal Congresso Nazionale e di conseguenza lo statuto deve essere riscritto per dare luogo a una nuova riorganizzazione delle sezioni provinciali.

queste sono cose molto serie da dire piuttosto che dire “forza ens!”.
la realtà va affrontata in questo modo e come vedete c’è tanto lavoro da fare.

ho tante altre cose da dirvi ma per ora mi fermo qui, io auspico in una forte e necessaria riorganizzazione dalla sede centrale fino alle sezioni provinciali.

un saluto,
Giulio Scotto di Carlo

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