Articolo su Tutto Scienze de La Stampa del 26 ottobre 2011

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Care /i nel caso vi fosse sfuggito segnalo l’articolo pubblicato  il 26/ottobre u.s. su Tutto Scienze de La Stampa , mi pare che al di là della forzatura del titolo che gioca sulla professione  e la storia individuale che viene proposta per parlare dell’integrazione uomo macchina ,ci siano aspetti importanti e indicazioni utili per raggiungere risultati ottimali .
 

Sono anche convinto che non mancheranno tentativi d strumentalizzazione da di alcuni che da sempre considerano  la scelta dell’I.C. un  “massacro ” perpetrato dai genitori verso i loro figli ,rendendoli  “robot” , qualche falso credulone e finto ingenuo ne approfitterà per alimentare paure irrazionali , per fare sciacallaggio e creare sensi di colpe .

 

L’articolo  fa riferimento a una questione su cui varrebbe in qualche modo saperne e capirne  di più ,è l’affermazione che il settore è in mano a una sola società e ciò frena secondo  Michael Chorost la ricerca e l’impulso per migliorare la resa degli apparecchi, e pensare che parla degli Stati Uniti d’America dove il mito della concorrenza  muove il mondo delmercato. A questo riguardo per conoscere  cosa accade in Europa e in Italia in particolare ,potrebbero aiutarci molto , Il SSN  , I Servizi Sanitari Regionali , le ditte produttrici  e i Centri Ospedalieri  di riferimento per l’intervento di I.C.    mettendo a disposizione  dati e informazioni .

 

In ultimo  mi piace associarmi alla Considerazione di Michael Chorost quando dice che l’empatia umana è il valore principale .

 

Buona lettura ,  Grazie , con cordialità  Paolo De Luca  presidente APIC

associazione Portatori Impianto Cocleare  Torino

 

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