Intervista a Franco Previte, Cristiani per servire: “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”

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Sull’ottavo anno della “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità “ adottata dall’ ONU, che si ricorda il 6 dicembre 2014, dove insiste l’obiettivo del bene comune, della giustizia, della solidarietà oggi molto scarsa, dove vengono difesi quei cittadini che si trovano indifesi, deboli, disabili fisici, handicappati psichici, abbiamo fatto alcune domande al Presidente dell’Associazione Cristiani per Servire Franco Previte cosa pensa sull’applicazione di queste normative e quali vantaggi effettivi ha il n/s mondo della disabilità

Onu
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D. Presidente, cosa è la “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” ? quali obiettivi tende a far valere per noi disabili?

R. Il Testo o Documento Internazionale emesso dall’ONU il 6 dicembre 2006 condiviso da 191 Paesi aderenti, promuove e protegge i diritti e la dignità degli esseri umani, “ i quali presentano menomazioni  fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali di lunga durata” come recita l’articolo 1°, di quel mondo formato da persone colpite da infermità senza discriminazione e che la disabilità è il risultato del processo od interazione di persone aventi infermità di lunga durata. In sostanza cooperazione internazionale per il miglioramento delle condizioni dei deboli, dei disabili, soprattutto per quei Paesi più poveri dove vivono persone in condizione di indigenza e povertà ( che non é solo protezione per i cani ed i gatti come questa idolatria che pervade, almeno in parte, nel n/s mondo sociale e civile).

D. Cosa si propone la “Convenzione” !

R. Questa Convenzione è stata elaborata con il precipuo scopo di sostituire politiche sociali difformi, come la n/s Petizione del 2 gennaio 2009 “suggeriva” al Parlamento di adottare appropriate misure legislative onde “eliminare le discriminazioni” ( art.5 ) che sussistono da ben 36 anni in Italia incarnate nelle leggi 180 e 833 del 1978, le quali hanno chiuso i “manicomi “ senza Regolamento d’Applicazione e senza adeguare strutture alternative atte alla prevenzione, cura ed inserimento sociale dei “malati”.

Nella “Convenzione”non sono emerse “attenzioni specifiche” verso i malati mentali, che come tali e non come “altri”, non possono partecipare alle attività sociali e culturali continuando a trovare ostacoli, anche in Italia nella legislazione che impedisce in maniera prioritaria al vivere sociale soffrendo di continue violazioni dei loro diritti che si “trascinano” da ben 36 anni.

Quello che non è condivisibile nella “Convenzione” è il volere associare il malato con minorazioni fisiche ( esempio precaria deambulazione, difficoltà degli arti) con il malato mentale ( esempio dalla depressione-primo disordine funzionale della persona- alla schizofrenia o dissociazione mentale), in quanto mentre per il primo sussistono possibilità di inserimento sociale e lavorativo, per i secondi si possono attuare cure specifiche, ma non si possono prevedere né tempi di recupero e né proposizioni di intendimenti lavorativi che richiedono coesione di intelletto e responsabilità.

Nei Pesi firmatari vi è anche il Vaticano che con la “Dichiarazione del 13 dicembre 2006”  ha chiaramente espresso l’utilità piena della Convenzione che condividiamo, ma non accettava come noi non accettiamo, i concetti sulla salute sessuale e riproduttiva incarnati negli articoli 23 e 25, argomento molto contestato per le decisioni assunte di impegno nella difesa della dignità e diritti delle persone disabili, a cominciare del diritto alla vita che condividiamo in appieno.

D. Quella Petizione del gennaio 2009 quale risultato ha ottenuto ? inoltre quale concetto si è fatto nell’insieme della Convenzione?

R. Risultato zero, in quanto il Parlamento non ha risposto alle attese ed alle esigenze dei malati, delle loro famiglie e per la sicurezza di tutti i cittadini, né ha tenuto un comportamento di solidarietà e dove continua ad insistere in un silenzio davvero “diabolico” malgrado gli episodi di lucide follie che avvengono nel n/s Paese. Chiedevamo ad escludere l’aborto che è contro l’etica ed ogni forma civile, con un emendamento ai sensi dell’art.47 della Convenzione, inoltre all’unisono per l’applicazione di quelle “ norme migliorative” previste dall’art.4 attese  dalle famiglie degli handicappati psichici e dall’opinione pubblica dal 1978, come abbiamo detto sopra.

 

Il concetto sulla Convenzione, a n/s modesto avviso e sul quale rileviamo anomalie, sta proprio nella riproduzione e la pianificazione familiare come presentano gli articoli 23 e 25.

Lo diciamo da cristiani e da cittadini, in quanto sono in netto contrasto con la dimensione umana a cominciare dal diritto alla vita perché quelli articoli autorizzando l’accesso ai Servizi Riproduttivi possono favorire l’aborto, l’eutanasia, la limitazione delle nascite, lo stesso concetto non responsabile dei rapporti sessuali, l’espandersi dell’epidemia dell’HIV/AIDS disattendendo la procreazione, le metodologie di sterilizzazioni, il tutto sufficienti ad offendere la dignità della persona, specie per quelle popolazioni più povere e più vulnerabili.

Inoltre in netto contrasto con l’art.10 della Convenzione dove “viene garantito il diritto inalienabile alla vita, con l’art. 15 dove “dove nessuno dovrà sottoporsi ad esperimenti medici scientifici”, con l’art. 16 dove si protegge “ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso “.

Tutto questo reputiamo che fanno parte di un disegno illogico, anticattolico, anticivile, antisociale, anti umano che nel mondo, come in Italia, non sostiene le famiglie che si trovano a fronteggiare situazioni di acuta sofferenza, di offesa della dignità, specie delle popolazioni più povere, con quella normativa concernente la limitazione delle nascite, il concetto non responsabile dei rapporti sessuali, aborto, eutanasia .

 

Infine ci inducono a pensare ed invitare il Parlamento a verificare la possibilità di ancora applicare quelle norme migliorative ai sensi dell’art.4 della Convenzione ed in conformità con la legge 104/1992, come dalle n/s Petizioni : budget del ricoverato  Petizione 2013

 

Le n/s riserve fanno parte delle preoccupazioni delle famiglie, dell’opinione pubblica ed intende a collaborare con le Istituzioni affinché il mondo della sofferenza sia portato a migliorare le condizioni di vita e protezione della salute di tutto il mondo  della disabilità e di quello cattolico, in quanto sui mezzi di controllo della natalità si è prodotta una confusione morale che possono causare gravi danni alla dignità della persona dalla nascita fino alla morte naturale, situazione anomala riconosciuta dalla ragione umana e dalla morale cattolica, nonché quale segno di civiltà .

 

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