L’intervista a Franco Previte “Giornata Internazionale della Donna”

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Come ogni anno, in occasione dell’8 Marzo, la Redazione di “ Sordi on line” ricorda la “Giornata Internazionale della Donna” intesa a  valorizzare le figure femminili che si sono impegnate e distinte in diversi ambiti  e per ricordare sia le conquiste sociali, politiche, economiche delle donne, sia per la discriminazione e le violenze cui esse sono ancora oggetto in diverse parti del mondo.

Con queste n/s riflessioni abbiamo fatto una sola domanda a Franco Previte Presidente dell’Associazione “ Cristiani per servire” che da anni si occupa del mondo della disabilità .

D. Signor Presidente, la Giornata Internazionale della donna , ci ricorda anni molto legati alla lotta sulla condizione in cui vivevano le donne. In una sola domanda, quali sono le origini, in contrasto con la violenza cui sono oggi sottoposte le donne e quale valore ha avuto e che oggi si può riscontrare.

R. La Giornata Internazionale vuole rievocare e ricordaci quegli anni legati alla lotta sulla condizione femminile.

Per la cronaca non sono molto certe le origini della festa dell’8 marzo, forse la più attendibile e ricordata da tutti è quella che risale al marzo 1908 quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per contestare le condizioni in cui erano costrette a lavorare.

Quel giorno il proprietario Mr. Johnson bloccò le porte della fabbrica e poco dopo scoppiò un incendio e le 129 operaie, tra cui molte italiane, persero la vita per cercare di difendere il loro diritto di lavoro.

Assumendo una importanza mondiale divenne, in seguito, denominata la “Giornata della Donna”, ulteriore occasione per far conoscere all’opinione pubblica ed alle Istituzioni i problemi della donna.

La celebrazione ufficiale della “Giornata della donna” in Italia, decisa dal Governo Andreotti nel 1979, la cui rievocazione è avvenuta a Roma al Palazzetto Venezia con il tema “Le donne nell’Europa per una uguaglianza reale”, ( in quel periodo ero Direttore di Sezione e capo della segreteria particolare del Sottosegretario On.le Ines Boffardi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’incarico specifico di coordinare il servizio sulla “condizione femminile”), è stata la valorizzazione del cambiamento in continua evoluzione della nostra società che passa attraverso il superare ruoli tradizionali, differenziati e specifici per i due sessi.

Come ogni anno, anche oggi 2014 mi rincresce dover dire, e cito in breve, che nessun riferimento e da nessun Governo sia stata ricordata l’On.le Ines Boffardi il primo ed unico Sottosegretario alla “Condizione femminile” che per prima ufficialmente in Italia ha iniziato con appassionata e responsabile dedizione quel lavoro molto importante, silenzioso e necessario teso a valorizzare la donna quale persona nella società e con quale valore nelle Istituzioni, Sottosegretariato poi trasformato in quello di Ministero delle Pari Opportunità.

Purtroppo oggi il nuovo Governo Renzi ha “dimenticato” o per lo meno non ha dedicato un Dicastero o quant’altro che si interessi della donna e questo è insensibilità di un Governo di quasi tutte donne !.. .

 

Ma ritornando alla Sua domanda, l’azione dell’Onorevole Boffardi era finalizzata al precipuo ed incondizionato obiettivo del riconoscimento dei diritti della condizione femminile e della difesa della dignità della donna per quella che era considerata, diciamo, dimenticanza.

Ricordo che erano anni in cui il “femminismo” era di moda e la n/s società viveva giorni molto turbolenti, dove la donna si considerava libera e conduttrice del proprio corpo, contrastando con il periodo della sua fertilità materna in “libero corpo”, mentre l’iniziativa del Governo era finalizzata al riconoscimento dei diritti della condizione femminile e della dignità e rispetto di essere donna, sposa, madre.

Ancora oggi si tenta di distruggere il principio fondamentale della famiglia, con nuove “ modalità” d’essere famiglia, cellula primaria e prioritaria della n/s società, dove i rilevamenti statistici ci informano, purtroppo, che sono in aumento oggi 2014 e continuano le aggressioni sulle donne dove circa il 57% avviene nelle mura domestiche da parte di mariti, figli, compagni.

Comunque la ricorrenza dell’8 marzo continua ad avere una cadenza annuale ed è diventata il simbolo del ricordo, ma anche della “rinascita” sociale della donna, soprattutto, di non vedere cadere taluni fondamentali valori etici e sociali che possono produrre un profondo divario tra situazioni legislative nel “problema donna” che resta, pur sempre, protagonista privilegiata del cambiamento in continua evoluzione della nostra società .

Anche se si assiste ad una fragilità della famiglia, ad una comunità civile “bersagliata” da nuovi disagi sociali, “ contrastata” da una crisi economica pressante, da una situazione politica e sociale basculante, la donna, la madre, la sposa sono sempre in grado di rispondere alle debolezze dell’etica rispetto alle situazioni del quotidiano che diminuiscono il valore e le modalità educative verso le giovani generazioni, comunque la famiglia ancora “tiene” e la donna merita il rispetto che sa dare nel focolare domestico.

Ma non si deve ignorare che esistono altre famiglie, e sono tantissime, dove insiste un malato in stato vegetativo, un malato in fase terminale, un malato psichico in cerca da ben 35 ad una giustizia legislativa, un disabile fisico che trova ancora “intralci architettonici” nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi dove tutti mediamente “vivono” con euro 279,19 al mese ( Circolare INPS n. 7/2014 ), sempre e comunque dimenticate dalle Istituzioni .

Decisamente una grande e grave ingiustizia sociale e non solo, rispetto alle pensioni d’oro che “circolano” indisturbate e che sono oggetto di una vera ingiustizia, specie ora che insiste una crisi economica dove a farne le spese sono i soggetti deboli ed indifesi, specie le famiglie che non riescono a sopportare il costo della vita nemmeno nella, ormai, seconda settimana del mese.

Non si deve dimenticare, comunque, madri, sorelle, compagne vittime indifese di violenze d’ogni genere, di stupri e di stalking molto ricorrenti, che lasciano nella “vittima” profondi solchi di natura psichica.

Ed ancora quelle donne casalinghe da ritenere eroine sociali, angeli della famiglia che devono “combattere” quasi quotidianamente con la presenza in famiglia di congiunti disabili siano essi fisici, malati in stato vegetativo, malati terminali, malati psichici, senza adeguati specifici provvedimenti legislativi finalizzati ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita.

L’8 marzo lo si deve festeggiare nella consapevolezza e nell’auspicio di una nuova società che attribuisca a valori umani ed etici nella vita quotidiana per un apporto profondo e ricco di solidarietà fra il genere umano.

Questo è il significativo ricordo della Giornata della Donnanella consapevolezza e nell’augurio di un rinnovamento continuo della società verso valori umani e per il bene comune.

Grazie Signor Presidente, per le precisazioni fatte in questo metodica esposizione della Giornata Internazionale della Donna che si dovrebbe ritenere non solo una festa, ma riflettere nel migliorare, le condizioni di vita della donna e La ringraziamo per aver rilevato la carenza di un Ministero che si dedicasse alle donne e che Lei ci ha ricordato non essere nel Governo Renzi.

Grazie.

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