L’intervista a Previte: “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”

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In concomitanza con il settimo anno dalla adozione della “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità “ dell’ONU ( Distr. General A/61/611 Sixty-First Session ) approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, ricorrenza che si celebra il 6 dicembre di ogni anno, la Redazione di Sordi on line ha chiesto al Presidente dell’Associazione “ Cristiani per servire” Franco Previte se nei processi decisionali inerenti le politiche ed i programmi nei confronti delle persone disabili, i diritti umani abbiano piena protezione nelle persone con disabilità .

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D. Signor Presidente, Le facciamo una sola unica domanda. Il giorno 6 dicembre 2013 si rinnova nel mondo la celebrazione della “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”. La domanda è questa : in Italia le diversità delle persone con disabilità trova applicazione attraverso questa “Convenzione”  ?

R. Rispondo in maniera affermativa in linea generale, anche se vi è molto da “lavorare”, specie nella quotidianità, malgrado che ancora insistono vincoli architettonici nei confronti del mondo della disabilità fisica.

Vede apro una piccola parentesi per dire quando vedo quei visi sereni ed anche quelli innocenti dei bambini, oggi in questa n/s società Torre di Babele che ci sta “donando” la vita, ebbene mi si apre il cuore e non posso che ripromettermi di dare e continuare il mio modesto aiuto a queste persone che si trovano in situazioni purtroppo a volte drammatiche.

Ritornando alla domanda a margine della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità “ dell’ONU e richiamandosi ai principi della Carta delle Nazioni Unite ed ai Trattati Internazionali che riconoscono la dignità ed i diritti uguali della famiglia umana, il 6 dicembre 2006 a New York l’ONU ha proposto la “ Convenzione” ai 191 Paesi contraenti un impegno costante in un Documento in favore della parità dei diritti per un’esistenza più dignitosa alle persone portatrici di disabilità, per il quale, appunto, il 6 dicembre 2013 si celebra il 7° anno dell’adozione della “Convenzione”.

E’ una tematica cruciale ed attuale quella condensata nella “Convenzione”, approvata dopo ben 5 anni di trattative tra cui partecipava con l’Italia anche il Vaticano ..

Un Testo quindi di riporto storico che l’Italia ha firmato il 30 marzo 2007 non solo limitandosi all’accettazione di una “Cart” di principi generali, ma nell’osservanza di un vero e proprio vincolo giuridico, impegnandosi ad uniformare la propria legislazione a quelle norme di diritto internazionale per la protezione e la difesa della dignità umana, sia verso i disabili fisici che verso gli handicappati psichici, non valutando la evidente discriminazione operata nei confronti delle persone con disordini psichici, per i quali la “ “Convenzione” non li valuta né li cita.

Per la diversificazione tra disabile fisico e handicappato mentale, l’Italia doveva apportare nella propria legislazione quelle “ appropriate misure legislative” secondo l’art. 4 della “ Convenzione”, che non ha fatto!

Ecco, qui si tratta di giustizia in quanto il mondo dell’handicap psichico, a mio parere, ha subito una evidentissima discriminazione .

Infatti con il Disegno di Legge n. 2121 del Governo, il Parlamento Italiano venerdì 20 febbraio 2009 ha ratificato in toto compreso il Protocollo Opzionale, quanto stabiliva la “ Convenzione” e con l’art. 2 dando “ piena ed intera esecuzione” alla “ Convenzione”, senza apportare quelle modifiche, di cui sopra, per la risoluzione di quel disagio sociale, cioè la malattia mentale che si trascina da ben 35 anni, completando con la istituzione di un “ Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” composto di 40 persone con oneri finanziari di euro 500.000,00 dal 2009 al 2014 . Un altro inutile atto burocratico !

Il voler accomunare la persona con minorazioni fisiche a quella con menomazioni mentali, senza riconoscere la diversità ( Preambolo lettera i ) si è attuata quella discriminazione che non rispetta la differenza della disabilità .

Con la legge 3 marzo 2009 n. 18  l’Italiache ha incarnato i dettami della “Convenzione” , però :

a.)    non ha inciso su leggi, nuove normative e regolamenti vigenti, per esempio sulle leggi 180 e 833 del 1978, quelle leggi che hanno chiuso i “manicomi”, né facendosi interprete, come abbiamo fatto noi ( primi in Europa e lo possiamo dire con orgoglio !) , di leggi comunitarie con validità in tutti gli Stati membri della Unione Europea ;

b.)    non si è abrogata esplicitamente né implicitamente nessuna norma.

Viene da chiedere e chiedersi : ma quale benefici si sono ottenuti ? E quanto dovrà ancora aspettare il mondo della sofferenza psichica prima di avere una nuova legislazione che valuta il diritto della dignità umana ?

Direi che attualmente non vedo alcuna intenzione né dal Governo, né da nessuna parte politica per il problema malati mentali, ma solo per qualche caso esemplare trattato in modo patologico da tutte le parti, con nessun rispetto per le persone.

In conclusione una forte azione preventiva delle malattie mentali è opportuna ed urgente, anche perché la crisi di valori e l’affermazione di disvalori accrescono la solitudine, fanno cadere le tradizionali forme di coesione sociale, sfaldando i gruppi di aggregazione, in particolare sul piano culturale come molto bene considera la “Convenzione” e screditando la famiglia cellula primaria della società.

La dominante cultura della n/s società sempre più chiusa ed egoistica non ci deve quindi portare a dimenticare o emarginare la sofferenza perché ciò può portare gravi conseguenze sulla salute sia fisica che mentale dei cittadini.

Solo così possiamo, con buoni propositi, celebrare questa ” 7° Giornata”.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II° : ” Andiamo avanti con speranza !”

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1 commento

  1. Caro Franco, ho ricevuto il tuo messaggio di oggi e ti ho risposto piuttosto dettagliatamente (previtefelice@alice.it).
    Purtroppo il sistema mi ha respinto il msg dicendomi che eri sconosicuto.
    E’ evidente che i tuoi virus funzionano; eccome!
    Mandami il tuo n° di telefono, e ti parlerò a vive voce.
    il mio è : 0574 24149,
    A presto e un abbraccio.
    mino