Intervista al Presidente dell’Associazione“ Cristiani per servire Franco Previte

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Intervista al Presidente dell’Associazione “ Cristiani per servire Franco Previte della Redazione di Sordi on line, nel nostro sito internet, un mero aggregatore di contenuti web su vari temi della vita quotidiana.

D. Signor Presidente, tutti sappiamo che il 2013 è l’Anno Europeo dei cittadini. Quali benefici ha l’Italia quale Stato componente della Unione Europea .

Da destra: Franco Previte
Da destra: Franco Previte

R. Il 2013 è stato proclamato e stabilito dalla“ Decisione del Parlamento Europeo” e dal “ Consiglio” del 23 novembre 2012 “Anno Europeo dei cittadini” per rafforzare la consapevolezza di tutti i cittadini europei in relazione al diritto loro della solidarietà, della parità tra uomini e donne, il rispetto reciproco, quello di circolare e di soggiornare liberamente all’interno dell’Unione Europea quale aspetto inalienabile del diritto di cittadinanza .

Sempre secondo queste Direttive nel prossimo dei mesi in tutta l’Europa sono previsti “eventi per informare il pubblico”, in speciale modo i giovani, sui diritti dei cittadini della UE, in modo particolare chi decida di studiare, dove lavorare, dove aprire un’attività, usufruire della propria pensione in un altro Stato membro”, una serie di positivi rilievi sociali .

Infatti in un nota del Parlamento Europeo si ricorda che “ i Trattati Europei hanno creato il concetto di cittadinanza europea “ ed ogni cittadino della UE “ benefica di una serie di diritti inclusi quello del diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni europee e locali e quello di presentare Petizioni “, come abbiamo fatto come Associazione al Parlamento Europeo sul disagio mentale e sulla carenza di una Legge, una Normativa, una Direttiva Comunitaria che abbia valore ed applicazione in tutti gli Stati Membri della UE , inclusi i disabili fisici .

Quindi per rispondere alla Sua domanda i benefici di cui gode l’Italia sono quelli quale componente della Unione Europea, non certo non privi di effetti, ma molto utili per il bene di tutti .

D. A proposito di disagio mentale in Italia, da molti anni l’Associazione da Lei presieduta è impegnata nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di stimolo al mondo politico e legislativo perché si arrivi a realizzare provvedimenti in favore del mondo della disabilità e delle famiglie coinvolte e sono state realizzate poche normative e quindi poche realizzazioni, ma anche nell’ambito europeo. Qual è bilancio si sente trarre .

R  Per anni in Italia c’è stato, è tuttora in vigore, il silenzio sul pianeta follia, per anni c’è stato, è tuttora in vigore, il silenzio sulle condizioni in cui “vivono” le famiglie dei malati mentali, per anni c’è stato, è tuttora in vigore, il silenzio ed il disinteresse delle Istituzioni sull’universo follia.

In campo europeo abbiamo presentato diverse Petizioni, ripeto, sperando in un esito migliore e con importanti risultati .

In capo italiano i vari “ Progetti-Obiettivo per la salute mentale “ ( i “Progetti”, mi permetto ricordare, sono provvedimenti senza forza di legge) approvati dai vari Governi, tutti sulla “carta”, sono la sintomatica certezza della incomprensione passata, del relativismo petulante, dell’egoismo pressante sempre più notevoli in Italia.

Eppure la schizofrenia e la depressione,secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce oltre il 2% della popolazione in tutti i 5 Continenti, mentre in Italia sono circa 10 milioni i malati psichici, calcolando che il 40% delle richieste di visite al medico di famiglia sono conseguenti a patologie psichiatriche ed il 20% a ricoveri ospedalieri per ansia o depressione.

Ogni tanto i mass media, in maniera molto approssimativa, riportano inchieste, interviste, denuncie, ma “tutto” finisce nel giro di una notte, nell’angolo più buio del “palazzo”.

Lo stesso Parlamento Italiano si “sveglia”, come il 30 marzo 2005 nel Comitato Ristretto della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, sulle “ultime” (e sperabile non ultime!) ”Norme per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie mentali” presentate dall’On.le Maria Burani Procaccini ed incarnate in un Testo Unificato concordato fra le parti politiche, poi “sparito” misteriosamente dall’agenda parlamentare dall’aprile 2005 senza che l’allora Presidente Onorevole Pierferdinando Casini, ancora oggi, non ha dato una degna e necessaria risposta chiarificatrice. Perché ? Ma dove è andato quel Testo Unificato nel quale era abbinata una n/s Petizione ?

Ma in Italia le “riforme” , come  quelle inerenti le leggi 180 e 833, restano sempre sulla carta e vengono regolarmente disattese ! E’ un paradosso! Si cercano certi provvedimenti legislativi inutili, inefficaci ed onerosi, tralasciando priorità come il disagio mentale che continua a mietere le vittime, ad uccidere senza soste a volte persone innocenti, soprattutto giovani, come quasi giornalmente assistiamo increduli e sbigottiti !

Le persone in difficoltà psichiche non è facile capirle, però basta “liberarsi” dai pregiudizi con cui le guardiamo, allora la follia non è più quella considerata complessità “dell’altro”.

Giorni or sono ho incontrato una di queste “persone” che disse : “oggi le leggi per i malati le fanno i sani, senza conoscere le esigenze del presente e del futuro ”.

Certamente e questa affermazione mi induce a pensare che tutto ciò potrebbe essere vero, perché è difficile oggi interpretare cosa realmente avrà bisogno domani il “malato”, proiettando in allora le esigenze di oggi!

Il “pensiero” di quel “malato” racchiude un progetto di semplicità, tutto proteso, inconsciamente, alla ricerca di una speranza, di una umanità, di una concretezza in cui può trovare la dimensione di una dignità più autentica.

E’ augurabile che Parlamento,( dove a volte si emettono semplici ed enfatiche “dichiarazione d’intenti” che tappezzano da ben 35 anni il pianeta follia ), dia l’inizio di una concreta definizione di questa “piaga sociale”.!

I Presidenti di quelle importanti e specifiche Commissioni Parlamentari, contribuiscano con la Loro, non sappiamo se sia nota o meno, solidarietà ed esperienza, aiutino il mondo della sofferenza e siano iniziatori e propositori di una legge adeguata ed efficace libera da forme burocratiche che ne sviliscono l’applicazione e non di proposte reclamistiche.

Vorrei chiedere al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, per la particolare gravità secondo gli operatori psichiatrici, sono necessari ed impellenti possibili piani d’intervento sanitari ? Mah !

E’ auspicabile una legge-quadro che possa dare un input alla assistenza psichiatrica, alla ricerca scientifica, alla innovazione farmacologia ed allo sviluppo di terapie integrate, soprattutto che tenga ben presente il rispetto della dignità del malato psichico, titolare di diritti garantiti come ogni cittadino dalla Costituzione, che una frastornata opinione pubblica da troppo tempo attende una risposta definitiva.

Si dia un Testo Unico, come abbiamo richiesto con la Petizione del 18 marzo 2013 ( punto 20) al nuovo Parlamento Italiano, sulla disabilità in genere .

Che non sia una “partita” con la parola fine, attesa da anni !

Si rimetta al centro le priorità della persona, le sue necessità ed i suoi diritti, garantendo risorse adeguate nel rispetto delle regole attente ai valori della solidarietà e della giustizia.

Questo il bilancio molto negativo !

Le famiglie sono sempre in difficoltà per il reperimento dei Servizi cui accedere per i provvedimenti diagnostici di cure e terapie, difficoltà che sfociano spesso nella disperazione e nelle scelte sbagliate.

L’Italia dedica il 3,4% del budget per la salute mentale, mentre in Tanzania il 7%, in Australia il 10%, in Inghilterra il 12%, nella Unione Europea tra il 3% ed il 4%.

D. Quali provvedimenti più urgenti da prendere perché si possa tutelare questi malati e le loro famiglie. Quanti costerebbero alla comunità .

R.Lo abbiamo proposto al Governo Monti : e riproposto al Governo Letta in una Petizione del 18 marzo 2013.

Rivedere la legge Basaglia ( legge 180 e 833 del 1978 ) in due punti :

a.) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni ;

b.) la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli ;

c.) la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva a tutt’oggi non valutata, in quanto la prevenzione dei bambini può consentire di affrontare la psicosi ed in particolare la schizofrenia in modo migliore ed efficace.

Le due prime modifiche ( a e b )con le dovute garanzie di rispetto del paziente e dei suoi familiari, non hanno trovato l’attenzione che di qualche Deputato, per cui il Testo Unificato Burani-Procaccini concordato con tutte le parti politiche e nel quale vi era abbinata una n/s Petizione, si è arenato in Parlamento nel 2005 ed è misteriosamente scomparso !

Da quella data ogni iniziativa in favore dell’handicap mentale è letteralmente sparita dall’Agenda Parlamentare, come ogni proposizione per la disabilità fisica .

Lei chiede qua’è il  costo che la comunità deve pagare, esso è in proporzione, in quanto questi “cittadini” da ben 35 anni attendono quei diritti legali, quei provvedimenti legislativi di rispetto umani che costituiscono la ragione profonda, il motore propulsivo per il miglioramento delle loro condizioni di vita e l’inalienabile rispetto, come tutte le disabilità, quali persone umane ed il godimento di protezione per la vita e per la salute, non trascurando la sicurezza di tutti i cittadini .

Aggiungo che uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo che affliggono le famiglie dei disabili fisici che degli handicappati mentali è incertezza del dopo, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostengono il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare dovrà affrontare.

 Il “dopodinoi”, fa parte del welfare state in senso riduttivo sinonimo di assistenza, interventi, aiuti di vario genere da parte dello Stato e dell’Ente Pubblico, è essenziale per il futuro di tutto il mondo della sofferenza condensato in quel quid economico che garantirebbe il proseguo della loro vita e della loro assistenza.

Il problema della disabilità di tutto il mondo della sofferenza da tanti, forse troppi è ritenuto esautorato, è grave, incombente e tale che le Istituzioni non devono e non possono ignorare il loro compito, anche nella crisi economica, di occuparsi e preoccuparsi di questa problematica.

I casi eclatanti che quasi giornalmente avvengono ad opera di soggetti mentalmente deboli, sono marcati segnali di allarme che dimostrano come appare inadeguata, specie nel Sud d’Italia rispetto alla modernissima Lombardia, ed inefficace la filosofia del passaggio dal sistema sanitario a quello assistenziale della chiusura degli ex ospedali psichiatrici .

I politici, specie quelli di fede cattolica che si ispirano al Magistero ed alla Dottrina Sociale della Chiesa, devono esercitare tutte le possibili iniziative affinché i termini del loro impegno politico nella realtà sociale siano attuati perché la dignità dell’uomo, sia essa di importanza fisica, che di handicap psichico, sia debitamente riconosciuta, rispettata e promossa.

 Grazie !

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