Il tema della “Giornata Mondiale della salute mentale”

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“Lottare contro l’emarginazione di chi soffre di disturbi psichici” è il tema della “Giornata Mondiale della salute mentale” svoltasi il 10 ottobre 2010 nel mondo.
 
L’appello del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon è dedicato, appunto, quest’anno al rapporto tra benessere psichico e malattie croniche, contro l’emarginazione di coloro che soffrono di disturbi psichici e sostenere cure e prevenzione con stanziamenti e risorse umane adeguate.
 
La Redazionedi Sordi OnLine ne ha chiesto un commento a Franco Previte Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”
 
D.Presidente, l’evento non ha avuto molto risalto sui mezzi di comunicazione di massa.  Secondo L’OMS nel mondo sono 450 milioni le persone che soffrono di disordini mentali e schizofrenia e bipolarismo sono le patologie più diffuse. Quale è il Suo pensiero in proposito.
 
R.I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono veritieri essendo una problematica assai diffusa nel mondo e l’appello del Segretario Generale dell’ONU non ha avuto, come dice Lei, un rilievo sui mass media pur restando un problema di sanità pubblica prevalente nel mondo dove le risorse e gli stanziamenti sono molto precari, essendoci una differenza nella assegnazione di risorse umane e finanziarie.
 
D. Quindi gli stanziamenti finanziari sono inesistenti, qual è la situazione in Italia?
 
R.Nel n/s Paese il budget è solo circa il 3,4% per la cura dei disturbi mentali, mentre in Tanzania è del 7%, in Australia il 10% ed in Inghilterra il 12%. Questi dati statistici dovrebbero far riflettere seriamente la politica italiana disinteressata alla necessità di risorse insufficienti per i servizi dopo il fallimento del modello manicomiale.
 
D.Se i servizi sono carenti, qual è l’assistenza agli affetti da malattie mentali in Italia ed in Europa della quale ne facciamo parte ?
 
R. In Italia è in atto un grande disorientamento sia verso i servizi sociali che sono carenti, sia verso le famiglie che sono state abbandonate al loro destino da moltissimo tempo. In Europa vi è una carente Normativa Comunitaria, come ho sottolineato nel Ricorso n.44330/06 del 13 ottobre 2006 alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo, con il quale si ritiene una violazione dei diritti inerenti il comparto socio-sanitario dal quale non è possibile non considerare la patologia mentale da parte della Costituzione Europea che ha disatteso, confuso, unificato il disagio psichico col patogeno fisico ritenuto uguale nel mondo della sofferenza e del dolore.

La Corteha respinto questa necessità con sentenza del 4 dicembre 2008  con la motivazione di “ un diritto invocato inesistente” ( richiedevo una Normativa Comunitaria !). Lascio il commento alla pubblica opinione.

Ritornando all’Italia, è urgente e necessaria una forte presa di coscienza del Parlamento e del Governo.
 
D. Ma con  quale sistema?
 
R.L’unica possibilità èla Petizione ( ci vogliono sempre dei cortei per far capire ogni cosa !) come ho fatto in Parlamento con interventi a livello della prevenzione, della diagnosi, delle terapie, del soccorso alle famiglie.
 
D. Cosa propone?
 
R.Servizi specifici ed adeguati in uguale strutture,Questo ho richiesto al Parlamento Italiano ed Europeo. Alcune patologie psichiche riflettono i tempi moderni e ripeto sono necessari, oltre interventi a livello legislativo, servizi nuovi dopo il fallimento del modello manicomiale.
 
D.Per tornare al tema della Giornata dell’ONU tra malattie mentali e patologie fisiche. Qual è il Suo commento?
 

R.Il Segretario dell’ONU ha ben definito questo ambito sanitario in quanto l’interpretazione è doppia. Il servizio mentale dovrebbe promuovere anche il rapporto salute fisica, nel fatto di seguire di più i pazienti, perché a volte quest’ultimi trascurano la salute fisica forse più di altri.

In Italia, non si può continuare e filosoficamente pensare alla ben nota logica gattopardesca del cambiare tutto ( riforme comprese che ogni giorno si citano senza concretizzare) purché nulla muti!
 
E’ un invio alle Istituzioni a voler interagire alla soluzione del problema malattie mentali.

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