Io & George, su Rai 3 madre e figlio on the road oltre la disabilità

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Di  – IO & GEORGE promoIn anteprima il promo di IO & GEORGE, la docu-serie firmata Pesci Combattenti, con Simonetta Agnello Hornby e George Hornby, presentata oggi al Prix Italia e in onda su Rai 3 da venerdi 13 novembre in seconda serata.

Da Mosè a Londra, passando per lo Stivale: questo il percorso di Io & George, docuserie in sei parti che debutta questa sera, venerdì 13 novembre alle 22.55 su Rai 3. Protagonisti la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, già protagonista della serie a sfondo cultural-gastronomico Il Pranzo di Mosè (andato in onda su Real Time) e uno dei suoi due figli, nella fattispecie George, 45 anni e da 13 affetto da sclerosi multipla primaria progressiva, una grave malattia che lentamente lo paralizza. Io & George è il racconto del loro primo viaggio insieme attraverso l’Italia, sui treni e tra le culture del nostro Paese, viste anche attraverso l’occhio della speciale carrozzina su cui si muove George, arrivata addirittura dalla Malesia. Un viaggio che parte dalla vivace Londra, dove vive George e dove mamma Simonetta ha ricoperto per anni l’incarico di avvocato soprattutto nel campo del diritto di famiglia e tutela dei minori, con tanto di festa di saluto con amici e parenti prima di una ‘traversata’ nella madrepatria e soprattutto nel rapporto tra una madre e un figlio, in una Nazione che oscilla tra accoglienza e barriere, pregiudizi e calore verso le disabilità.

Un racconto a due voci, modulato sia dalla capacità affabulatoria della Agnello Hornby, donna di grande eleganza non solo narrativa, sia dalla mano della casa di produzione, la Pesci Combattenti, la stessa che realizza Unti e Bisunti. Il racconto ‘on the road’ sembra quasi un marchio di fabbrica per la Pesci Combattenti: del resto ‘riassumere’ esperienze di vita, ricchezze, viaggi – come questo, seguito dalle telecamere ininterrottamente – non è missione per tutti

La cifra, come vuole la ‘scuola’ della Agnello Hornby è quella dell’ironia, della ‘leggerezza’, anche in un viaggio come questo, che affronta la profondità dell’amore materno/filiale, che si misura con le difficoltà di una malattia degenerativa, che descrive anche l’arretratezza di un paese che in molte sue aree non riesce a gestire la disabilità, sia a causa di barriere fisiche, sia di quelle mentali, ben più difficili da abbattere.

Il viaggio, però, inizia a Londra, precisamente del quartiere di Brixton, dove nel 1979 Simonetta aprì il suo studio legale come avvocato dei minori e dove oggi vive George; dopo aver festeggiato la partenza, via verso Gatwick per capire, da subito, cosa vuol dire ‘decollare’ per un disabile. Atterraggio a Milano e poi da qui in treno verso Firenze prima di salire in auto per arrivare a Pisa, quindi Roma, poi Napoli; via mare si raggiungerà la Sicilia. Un viaggio contro i limiti del nostro sistema di trasporti, non della disabilità e alla scoperta di un’Italia diversa, minima, talvolta marginale, passando per i detenuti del carcere di massima sicurezza di Opera alle prese con la poesia, per gli immigrati che si sono integrati nel tessuto commerciale e sociale del nostro Paese, ma anche intrecciando storie di famiglia alla ricerca delle origini degli Agnello, attraverso anche le tante contraddizioni della Capitale, tra segni fascisti e comunità ebraica, Vaticano e Gay Village. Ed è forse il Sud a regalare le emozioni più forti, nel bene e nel male, tra una Palermo impossibile da visitare e una Napoli segreta che conquista.

Un viaggio, quindi, che ha nella disabilità una marcia in più, un occhio privilegiato per raccontare l’Italia, quella che ti aspetti e soprattutto che non ti aspetti, con la voglia di scoprire, conoscere, condividere e non di denunciare. Nessuna inchiesta, un semplice viaggio, che con una battuta può denunciare molto più di un cupo reportage. Non ci resta che partire con George, da stasera ogni venerdì in seconda serata su Rai 3.

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