Le famiglie rendono la società più umana, ma non sono sostenute dalla politica!

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Questo è stato la coraggiosa espressione di Papa Francesco nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro di domenica 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco d’Assisi, una domanda che invita la politica e l’economia sociale, tutta, ad assistere la famiglia portatrice di quei valori che propendono al bene comune.

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In analisi la S. Chiesa, per la stessa missione vocazionale e la società all’unisono, hanno urgente priorità di essere assistiti dallo “spirito familiare”, sulla quale non può continuare ad usare quelle “reti”, che il Salvatore vide nelle mani dell’Apostolo Pietro, ma usarne “altre” come quelle che tengono unita la vera famiglia, malgrado i tempi .

E’ quello auspicato da Papa Francesco dai Padri Sinodali nei Circoli Minori, nel connubio “ indissolubile” tra Chiesa e Famiglia, dove deve imperare “uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne di oggi, che mostra immediatamente il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione di ‘spirito familiare” nei rapporti civili ed umani, dove la solitudine e lo scarto è sempre maggiore .

 

Soprattutto allontanare quella solitudine che aveva Adamo dominatore della sua superiorità, dove comunque si sentiva solo perché “ non trovò un aiuto che gli corrispondesse( GEN 2,20 ) ed ebbe la solitudine, che oggi 2015 sempre più insistente é sulle persone sole, specie se anziane : insomma, rapporti umani che sono carenti proprio di “umanità”.

“ La famiglia introduce al bisogno dei legami di fedeltà, sincerità, fiducia, cooperazione, rispetto, incoraggia a progettare un mondo abitabile e a credere nei rapporti di fiducia, anche in condizioni difficili, insegna ad onorare la parola data, il rispetto delle singole persone, la condivisione dei limiti personali e altrui”.

“E tutti siamo consapevoli della insostituibilità dell’attenzione familiare per i membri più piccoli, più vulnerabili, più feriti e persino più disastrati nelle condotte della loro vita”.

Purtroppo oggi la famiglia, che la stessa antica Roma non esitava a definire “Principium urbis est quasi seminarium rei publicae” ( il nucleo primo della città e quasi semenzaio dello Stato), è nel turbinio delle “contraddizioni”, degli “assalti”, delle “vessazioni”, ma costituisce la principale capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

Anche se si “dice” di aiuti alla famiglia nelle politiche sociali, continua la cultura di voler prestare cura ad altri “problemi” dimenticando la famiglia che non è solo quella dei pannolini, assegni familiari o quant’altro, ma anche quella dove “impera” un disabile fisico e dove insiste un handicappato psichico e dove avvengono tragedie che quasi ogni giorno la cronaca ci ammannisce, compresa quella dove è basculante la fine della vita, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto .

 

Ma quando verranno quelle modifiche normative facenti parte di quelle riforme tanto decantate, in particolare dell’assistenza psichiatrica attese da oltre 36 anni ?

 

In questa n/s società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi, disagi giovanili, droga, eutanasia, depressione, “malesseri” che largamente soffre, dove si tenta di distrugge la famiglia, ma, ci domandiamo, come si possono riconquistare i valori umani e fondamentali che regolano la vita e la libertà verso gli esseri umani, specie se sofferenti come gli handicappati psico-fisici ? Il problema è che famiglie così non godono di quell’attenzione che la loro grande rilevanza sociale meriterebbe.

Alla famiglia, afferma il Papa, non si dà “il dovuto peso, riconoscimento e sostegno nell’organizzazione politica ed economica della società contemporanea” che, “con tutta la sua scienza e la sua tecnica”, “non è ancora in grado di tradurre queste conoscenze in forme migliori di convivenza civile”. Parole molto coraggiose dalla Sede Apostolica .

“Non solo l’organizzazione della vita comune si incaglia sempre più in una burocrazia del tutto estranea ai legami umani fondamentali” continua Papa Francesco,” ma, addirittura, il costume sociale e politico mostra spesso segni di degrado, aggressività, volgarità, disprezzo che stanno ben al di sotto della soglia di un’educazione famigliare anche minima “

In tale congiuntura, gli estremi opposti di questo abbrutimento dei rapporti cioè l’ottusità tecnocratica e il familismo amorale si congiungono e si alimentano a vicenda.

“Si potrebbe dire che lo ‘spirito familiare’ è una carta fondamentale per la Chiesa, così il cristianesimo deve apparire e così deve essere. Potremmo dire che oggi le famiglie sono una delle reti più importanti per la missione di Pietro e della Chiesa “.

“Non è una rete che fa prigionieri, questa ! Al contrario, libera dalle acque cattive dell’abbandono e dell’indifferenza, che affogano molti esseri umani nel mare della solitudine e dell’indifferenza. Le famiglie sanno bene che cos’è la dignità del sentirsi figli e non schiavi, o estranei, o solo un numero di carta d’identità”.

Sono grandi parole che ci devono indurre ad una meditazione, coraggiosa, pratica, piena di ogni considerazione e realtà, come ci si aspetta domani dal formare comunità ecclesiali necessarie di umanità “guardando” verso il 5° Convegno di Firenze della Chiesa Cattolica.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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