Papa Francesco: non lasciamo sola la Famiglia…

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Quando in essa vi sono malati “, come ciechi ed invalidi civili, sordi, sordomuti, lavoratori con drepanocitosi o talassemia major, che anche economicamente non “vivono”, ma economicamente sopravvivono!

Papa-francesco

Fra i tanti “guai” che la famiglia oggi incontra nel suo vivere, è sostenere la malattia di un suo componente  che tocca gli affetti più cari .

Ne ha parlato Papa Francesco nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro mercoledì 10 giugno nel ciclo di catechesi dedicato alla Famiglia, dove ognuno ”sia esso padre che madre”, ricordando come la famiglia sia sempre stata “ l’ospedale più vicino con un di più di sofferenza e di angoscia “, quando si trova nella prova di questo disagio, raccomanda vivamente a tutti, “non lasciamo sola la famiglia”.

Ancora oggi” ha continuato il Santo Padre, “in tante parti del mondo, l’ospedale è un privilegio per pochi e spesso è lontano. Sono la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle, le nonne  che garantiscono le cure e aiutano a guarire”.  

Ecco il compito della Chiesa”, ha detto il Papa con un monito semplice nel contempo severo :Aiutare i malati, non perdersi in chiacchiere, aiutare sempre, consolare, sollevare, essere vicino ai malati ”.

Ai n/s giorni la Famiglia, che la Chiesa Cattolica continua a sostenere cellula primaria della società a fronte delle “nuove concezioni”, è stata “concepita” come una società originaria le cui basi sono per la creazione della prole, anche se deriva da aggregazione di persone sviluppate attraverso un processo millenario di libertà .

Quando si riunirono nel 1946 i Padri della n/s Costituzione nel riconoscere l’esistenza dei diritti “inviolabili dell’uomo “ (art.2) ed il valore di una particolare dignità propria della persona, ( art.3 ), ne hanno riconosciuto “ i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, la parità giuridica e morale dei coniugi e con la riforma del diritto di famiglia nel 1975 è stato attuato il principio costituzionale, abolendo la supremazia del marito stabilendo che i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare  “a garanzia dell’unità familiare “( art.29 della n/s Costituzione ).

Oggi, 2015, constatiamo che il n/s Paese è costantemente preso nella litigiosità politica ( davvero scandalosa !) con scambi di accuse ( forme per abbattere la democrazia ) senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle dello sbarco di migranti extra comunitari), esigenze di particolare tutela, assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata, disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso !

Quando, a volte, si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un muro di opposizione, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di parlare dei cattolici se si toccano argomenti che riguardano queste  problematiche .

Quando principi etici non collimano con la politica, con alcuni mass media, con frange di contestatori, allora in nome della libertà di parola, direi di un libertinaggio molto marcato, non si deve tacere, ma difendere il versante della morale !

La famiglia cellula primaria della società, oggi è in grave e preoccupante crisi e pericolo, perché si tenta di distruggere il suo fondamento, essa è nel turbinio delle contraddizioni colpita da una moda che dice di essere nel nome della libertà, avversata da situazioni anche economiche gravi, da immoralismi imperanti sempre più intraprendenti, dobbiamo ricordare che l’unione familiare è sempre stata essa il trampolino di lancio della capacità di relazione umana, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere”!) si continua ad avere la cultura di voler prestare attenzione ai problemi delle convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, difesa dei cani e dei gatti ed ogni “cosa d’imperante moda”, si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psichico e fisico .

In analisi si vuole far ritenere normale la società moderna che adotta vari tipi di vita, di famiglia e di diversi modelli di matrimonio .

E’ vero che esistono situazioni difficili e casi che meritano rispetto, ma una cosa è l’andare a sanare situazioni con provvedimenti amministrativi, altra è ambire a stravolgere il diritto di famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna come sancisce la Costituzione Italiana ( fin oggi !).

Il Papa poi, rievocando la pagina evangelica della donna pagana che supplica con insistenza Gesù e ottiene, dopo un primo rifiuto, la guarigione della figlia, ha invitato alla preghiera continua per i propri cari colpiti dal male :La preghiera per i malati non deve mai mancare. Anzi dobbiamo pregare di più, sia personalmente sia in comunità”, raccomandando ad “educare i figli fin da piccoli alla solidarietà nel tempo della malattia”, con “un’educazione che tiene al riparo dalla sensibilità per la malattia umana, inaridisce il cuore. E fa sì che i ragazzi siano ‘anestetizzati’ verso la sofferenza altrui, incapaci di confrontarsi con la sofferenza e di vivere l’esperienza del limite”.

Quante volte, ha detto Papa Francesco, vediamo arrivare al lavoro uomini e donne stanchi dopo notti insonni per avere assistito un malato in famiglia e “quelle eroicità nascoste che si fanno quando uno è ammalato, quando il papà, la mamma, il figlio, la figlia … E si fanno con tenerezza e con coraggio”.

La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri” ha aggiunto il Papa, “possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita”, se  accompagnate da “preghiera” e da “vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari “.  

Papa Francesco infine ci consegna un appello alla solidarietà con queste incoraggianti parole : La comunità cristiana sa bene che la famiglia, nella prova della malattia, non va lasciata sola”, incoraggiando “questa vicinanza cristiana, da famiglia a famiglia, è un vero tesoro per la Parrocchia, un tesoro di sapienza, che aiuta le famiglie nei momenti difficili e fa capire il Regno di Dio meglio di tanti discorsi !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II : Andiamo avanti con speranza !

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