Ai margini del “Dopo di noi”. Non sono i Convegni, Progetti, Soluzioni ipotetiche a risolvere questo “bubbone sociale”

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Sulle ipotesi di riforma del così detto “Dopo di Noi” molte sono le “voci” che oggi, giugno 2015, circolano con insistenza nei mass media, anche cattolici !

di Franco Previte

Disabili-535x300Questo “ Dopo di noi” è una difesa atta a riconoscere e tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione riguardanti la sanità pubblica, per la ricerca del bene sociale, dei servizi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici .

Soprattutto sarebbe obbligo delle Istituzioni adottare quei provvedimenti per estendere la particolare tutela giurisdizionale contro gli atti della P.A., come quelli accordati ai disabili vittime di discriminazioni nel contesto lavorativo, comprese quelle situazioni in cui il disabile risulti destinatario di trattamenti discriminatori al di fuori del rapporto di lavoro.

Inoltre per aiutare in qualunque forma i “disabili”, la legge n.6 del 9 gennaio 2004 ha introdotto nell’ Ordinamento Giuridico Italiano la figura dell’Amministratore di Sostegno, con lo scopo precipuo di sostenere le persone la cui capacità è limitata o totalmente priva di effetti giuridici.

Tale norma prevedendo che il beneficiario del provvedimento di tutela conservi la capacità di agire per tutti gli atti diversi da quelli che richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore puntualmente indicati nel decreto di nomina, cerca di rendere la tutela delle persone non in grado di provvedere pienamente a se stesse più flessibile e vicina alle reali esigenze degli interessati, concretizzando un ulteriore passo verso la piena salvaguardia dei diritti dei disabili.

Ma occorre che le famiglie dei disabili siano essi fisici che handicappati psichici usufruiscano un sostegno giuridico che possa compensare situazioni di svantaggio per tutti i membri delle stesse, quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo ! Ma chi provvede al suo futuro ?

Ecco il “Dopo di noi”: é uno dei problemi più scottanti, più difficili, più complessi, di maggior rilievo che abbiamo sempre sostenuto nelle n/s Petizioni fin dal lontano 7 ottobre 1998 con le Opere don Orione e don Guanella ed oggi giugno 2015 ancora giacenti in Parlamento, “argomento”, ripeto, che affligge le famiglie per l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare, argomento affrontato da sempre anche alla Radio Vaticana :

http://it.radiovaticana.va/news/2012/12/05/si_celebra_oggi_in_italia_la_giornata_della_salute_mentale/it1-644962 http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%C3%B9_attenzione_ai_disabili/1105415

 

Oggi questa forma di assistenza si è fatta sempre più necessaria, pressante, urgentissima e ci meraviglia, pur ritenendo utile, che solo ora venga riconosciuta urgente con Convegni, Progetti,  Presupposti solo tesi ad ottenere una casa ai sensi della legge 383/2000 finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, quando il disabile fisico o handicappato psichico, restano per le famiglie un forte “cruccio irrisolvibile” per il proseguo della vita del loro familiare .

Ancora una volta desideriamo ripetere che la n/s Associazione non usufruisce, né ha mai chiesto o chiede a nessuno contributi finanziari occulti o palesi, ma siamo solo “spinti” dalle ferme intenzioni di fare il nostro dovere di cristiani e di cittadini, nella stessa maniera che ci aspettiamo siano fatta dai proponenti di questi Convegni !

In Italia i disabili fisici sono circa 3 milioni, di cui il 73% anziani e secondo i dati Istat le persone con più di 65 anni sono oggi il 15% e nel 2025 saranno del 25%, 900 mila circa le persone costrette a letto o su una sedia a rotelle, circa 1 milione e mezzo le famiglie aventi in casa parenti con gravi handicap, circa 10 milioni le persone che soffrono patologie mentali ( Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

Da ciò il desiderio e l’auspicio che possano sopravvivere quelle comunità che rispecchiano la famiglia, composta possibilmente da pochi utenti e qui dobbiamo dire un grande grazie  per quanto operano da lungo tempo gli Istituti Cattolici tipo Opera don Orione, don Guanella, don Gnocchi ecc., oggi, anch’esse in grave pericolo per la sofferenza finanziaria e per il risparmio pubblico che l’Italia in questo momento deve compiere .

Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano di assistenza ai pazienti con handicap sia fisico che mentale, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico, abitativo ed altro, sono temi che le Istituzioni dovrebbero affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio e non chiacchiere !

La realtà attuale che abbiamo sottolineato, cioè il “Dopo di noi”, ci lasciano perplessi, molto perplessi e con noi l’opinione pubblica per la reale necessità e la mancata adozione da parte delle Istituzioni che urgentissimamente dovrebbero compiere, perché il mondo della sofferenza non gestisce digiuni, provvedimenti per cani e gatti, Convegni, Progetti, Presupposti, manifestazioni di piazza, giochetti politici elettorali od “altro”, i Responsabili della res pubblica si mettano una mano sulla coscienza e facciano  il loro dovere verso il cittadino in difficoltà, perché l’handicap in genere non ha tempi di attesa  !

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza!”(NMI, 58).

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

 

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