Braille, storia di Lisa: la piccola combattente che comincia tutto con un no

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La Giornata nazionale del Braille del 21 febbraio, accende i riflettori su situazioni e storie che vale la pena raccontare.

20 febbraio 2015

501247Quella di Lisa, di appena otto anni, è una di queste. Oggi è una delle tante bambine sordocieche seguite dalla Lega del Filo d’Oro, ma tornando indietro nel tempo la sua storia è costellata da mille difficoltà che l’hanno accompagnata fin dai primi giorni della sua vita. La sua famiglia è piuttosto numerosa: mamma Sandra, papà Federico, le gemelle Denise e Jennifer, un cane e un gatto. Nel gennaio 2007, Lisa fu la prima delle tre a nascere, a sole 23 settimane di gestazione. Denise e Jennifer resistettero nella pancia della mamma altri quindici giorni.

Le difficoltà subito dopo la nascita. La storia della piccola Lisa è piena di complicazioni: a undici giorni ha avuto una perforazione del colon. Poi un’infezione al sangue. Poi la retinopatia del prematuro: “A tre mesi io e lei siamo stati per un mese a Milano, per tentare di riattaccare la retina”-  ricorda la mamma Sandra. È così che inizia la scoperta dei suoi problemi sensoriali: “Lisa non distingue nulla, nemmeno la luce o le ombre. Siamo andati fino a Detroit, niente da fare. Quando lei aveva un anno hanno riscontrato anche una sordità medio grave, ma grazie a una bravissima logopedista, Lisa ha imparato a parlare”.

Lisa. Foto: Lega del Filo d’Oro
Lisa. Foto: Lega del Filo d’Oro

L’arrivo alla Lega del Filo d’Oro. Nonostante le difficoltà, Sandra ha trovato nella onlus marchigiana un’ancora di speranza alla quale aggrapparsi ed ora è contenta delle tante esperienze fatte con Lisa. “Quando siamo arrivati alla Lega del Filo d’Oro, però, abbiamo capito subito che questo è il top”, dice, “da nessuna altra parte fanno così tante ore di terapia, ogni giorno, come qui. Né ci sono così tanti specialisti che ti visitano. E soprattutto questa è l’unica struttura che accoglie tutta la famiglia”.

Traguardi e sfide. Tra i molteplici significati della Giornata dedicata al Braille, il più importante è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su storie come quella di Lisa. Il suo continuo superarsi e sorprendere rende orgogliose le persone che le sono vicine, prima tra tutte la sua mamma. Sorprese, con Lisa, ce ne sono tutti i giorni. “È vero, noi le chiediamo sempre di più, perché sappiamo che ha le possibilità. Ogni volta lei dice ‘no’, e poi si mette d’impegno”, racconta Sandra. L’insegnante intanto tira fuori una dattilobraille: “Lisa, proviamo a schiacciare i tasti con la dattilobraille?”. “No!”, fa lei, buttando indietro i riccioli biondi. Poi si siede al tavolo e comincia a picchiettare. Un ditino a sinistra, due ditini a sinistra, tre ditini a sinistra. E via, si ricomincia. “Vedrai che diventerà la sua attività preferita!”, scommette Sandra. E sorride.

Sandra aveva ragione. Oggi infatti Lisa è riuscita a partecipare, e a vincere, un concorso di Braille nella categoria riservata ai bambini di II e III elementare

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