S.Egidio, da Roma a 6oo altre città un pranzo di Natale «mondiale»

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Primo piatto, lasagne, per secondo polpettone con purè e lenticchie, poi dolci, spumante per il brindisi e l’arrivo di Babbo Natale per i doni: immaginate una tavola di Natale apparecchiata per 160 mila persone: è il pranzo organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio in tutto il mondo per i poveri, i senza casa, gli anziani soli, i malati. A Roma l’appuntamento è nella basilica di S. Maria in Trastevere e anche in altre parrocchie in periferia, con centinaia di volontari al lavoro.

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Ovunque nel mondo

La festa si svolge anche in altri continenti, dalla Costa d’Avorio all’Indonesia, da Cuba alla Russia. «E’ un segno di speranza per il futuro del nostro mondo: si può globalizzare anche la solidarietà», spiega un comunicato della Comunità. E prosegue: «Siamo con i poveri in oltre 600 città del mondo. Nelle chiese che si trasformano in grandi tavolate con i poveri, nelle zone di periferia, nelle stazioni europee, nella case più povere, ma anche nelle grandi bidonvilles africane e latinoamericane, nelle prigioni, negli istituti per anziani o per bambini, in quelli per i disabili, negli ospedali, perfino nelle strade. E’ un modo per trasformare la difficoltà in amicizia, l’amicizia in speranza, e festeggiare insieme l’inizio di un mondo diverso».

Le origini

«La tradizione del pranzo di Natale nasce praticamente insieme alla Comunità 25 dicembre 1982: attorno alla tavola imbandita nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma si raccoglieva un piccolo gruppo di persone: giovani, anziani soli, persone senza dimora. Il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio è iniziato così, pensando che questa grande festa non poteva passare dimenticando i poveri che sono nostri amici durante tutto l’anno. Da qui l’idea di ospitare il pranzo della nostra particolare famiglia in una delle più antiche basiliche romane».

http://roma.corriere.it

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