Un livornese trionfa a Milano con la “app” senza barriere

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Michele Pisani, 34 anni, ha vinto il premio allo Smau 2014 per la categoria “Mobile Accessibility e Disabilità”: un dispositivo che facilita la lettura degli sms per persone non vedenti, ipovedenti o sorde

di Giorgio Carlini

michele pisani
Il livornese Michele Pisani con il premio ottenuto allo Smau di Milano

LIVORNO. Il maxi-evento “Smau 2014”, la principale fiera italiana dedicata all’informazione alla tecnologia delle comunicazioni, si tinge sempre più di amaranto. Dopo “Il caso di successo: il Comune di Livorno”, presentazione con la quale la nostra amministrazione ha ottenuto un importante riconoscimento per Aida (la piattaforma informatica per la gestione dello Sportello unico per le attività produttive e lo Sportello unico per l’edilizia), un livornese si è classificato al primo posto delle finali nazionali dei “Mob App Awards 2014”. Si tratta di Michele Pisani, 34 anni, tecnico informatico “per passione ed esigenza, perché agli atti sono laureato in biotecnologie”.

Venerdì 24 ottobre Michele ha sbaragliato la concorrenza con la sua app “Blind Sms Reader” per la categoria “Mobile Accessibility e Disabilità”. “La competizione “Smau Mob App Awards” – spiega il 34enne livornese – è una iniziativa promossa dagli osservatori del Politecnico di Milano e da Smau, al fine di sostenere e premiare le migliori App basate sui dispositivi mobili come tablet e smartphone”.

“L’applicazione Blind Sms Reader – prosegue Pisani – è stata creata con lo scopo principale, auspicabilmente parlando e nei limiti della lettura degli sms, di agevolare la vita alle persone non vedenti, ipovedenti e/o sorde, sfruttando come unica forma principale di comunicazione sensoriale la vibrazione del dispositivo. Non vuole quindi essere un sostituto delle ormai affermate applicazioni per la lettura vocale – precisa – però potrebbe dare delle garanzie ad esempio a livello di privacy della persona in determinate situazioni, oppure dare la possibilità di interpretare il contenuto del messaggio mantenendo in tasca il proprio terminale”.

Questo perché il sistema utilizza da un lato un sistema di lettura avanzato tramite codice morse, dall’altro invece (e questa è la vera scommessa dell’App), la lettura dei caratteri dell’alfabeto Braille sui dispositivi touch screen. “In pratica – aggiunge Michele –  lo strumento funziona come se fosse un libro sfogliabile, dove il riconoscimento dei singoli puntini che sulla carta risulterebbero in rilievo è identificato da diverse intensità di vibrazione. Data anche la risoluzione che questo ha sui dispositivi come i tablet – conclude il vincitore del prestigioso riconoscimento – uno sviluppo futuro potrebbe essere quello di tradurre completamente un e-book in Braille, così da poterlo leggere direttamente sul digitale”.

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