Messa e processione in centro per la Madonna del Giglio

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E’ stato il vescovo di San Miniato, monsignor Fausto Tardelli, a presiedere la solenne messa in occasione dei 350 anni dall’evento prodigioso della Madonna del Giglio, quando un giglio reciso posto davanti al dipinto raffigurante Maria una volta seccato rifiorì.

di Azelio Biagioni

madonnaciglioSaputo della cosa una donna portò la bambina sordomuta e questa, miracolosamente, parlò. Il santuario mariano in questi giorni era, dunque, in festa per celebrare questo importante anniversario che si ricorda il 26 agosto. Al rito religioso di martedì pomeriggio hanno preso parte il vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, il rettore del santuario, l’archimandrita monsignor Renzo Francalanci, alcuni sacerdoti ed i seminaristi. Presenti i Cavalieri e le Dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (la chiesa è la sede dei Cavalieri di Prato) e i Cavalieri della Madonna del Giglio. Il santuario era gremito di tanti fedeli che hanno voluto prendere parte alla cerimonia. All’inizio della messa ha portato i suoi saluti il pastore della Chiesa locale. Che ha ricordato come Prato sia legata alla Madonna: «Maria – ha detto monsignor Agostinelli – sia un riferimento importante per la nostra scelta di fede». Durante l’omelia, monsignor Fausto Tardelli ha ricordato il miracolo del giglio rifiorito. «Un miracolo che all’apparenza può sembrare semplice – ha detto – Ma che invece ha un significato simbolico altissimo e ci mostra la delicatezza dell’amore di Dio. E’ un messaggio di speranza. Ed oggi di speranza abbiamo bisogno. Questo miracolo ci dice come grazie a Cristo ogni cosa morta torna in vita. Dobbiamo raccogliere questo messaggio di speranza che ci deve far camminare più spediti nonostante le tante difficoltà».

Monsignor Tardelli ha concluso l’omelia con l’augurio che come quel giglio rifiorito oggi possa rifiorire il fiore della pace nella martoriata terra di Palestina. Terminata la funzione è iniziato il corteo religioso che si è snodato nelle vie limitrofe al santuario portando in processione la reliquia di quel fiore tornato in vita. Durante il percorso ha suonato canti mariani la banda musicale di Galciana.

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