Cittadini con licenza di uccidere? Ma cosa sta succedendo!!!

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A San Fele in provincia di Potenza tragedia in famiglia : il padre ha ucciso la moglie, due figli di cui uno disabile e poi si è suicidato.

Da notizie dei mass media la sofferenza, pare, sia dovuta alle condizioni di disabilitĂ  di uno dei due figli, che potrebbe essere stata la causa del triplice omicidio e suicidio

Potenza
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Ma cosa sta succedendo !!!

Dopo i grandi, disgustosi scalpori provocati dai numerosissimi episodi procurati da menti psichicamente instabili, perché l’ennesimo triste episodio è dettato,forse, da mente non perfetta, quanti morti devono ancora avvenire in Italia per indurre le Istituzioni a non volgere altrove lo sguardo, come si crede di poter fare ?.

La solitudine e l’isolamento delle famiglie, per la scarsità di quella progettualità previsionale di cure e strutture residenziali terapeutiche, anche per assistenze prolungate in questa “civiltà dell’esteriorità”, sono circostanze che possono generare tragedie da imputare, ripetiamo, all’assenza di quanti hanno responsabilità della “res pubblica”da ben 35 anni circa.

Queste “mattanze” sembrano essere una prassi consolidaa di “licenza di uccidere”, ma lo è assai meno per tutti i cittadini che non vogliono subire queste infauste conseguenze perché è in gioco anche la sicurezza dato che il pericolo si annida non solo in questa o quella persona , ma nella malattia che in Italia è coperta da troppi silenzi , mentre in molti Paesi Europei ogni 3/5 anni viene rivista la legge sull’assistenza psichiatrica.

I tanti drammi della follia (figli che uccidono genitori , mariti che uccidono mogli , madri che uccidono i figli e viceversa, persone che trovano la morte mentre camminano per strada), questi “fattacci” non accadrebbero se ci fosse una corretta gestione della patologia mentale garantita da una legge-quadro di natura parlamentare.

I tempi della politica non tengono conto del dolore e delle difficoltĂ  di milioni di persone che non possono piĂą attendere provvedimenti da troppo tempo attesi.

Non è forse un’autentica vergogna che vi sono ancora 5 Ospedali Psichiatrici Giudiziari che insistono in Italia per i quali, a parte il fatto che non solo contrastano con la legge 180, configgono addirittura con i dettami della Carta Costituzionale ?.

Perché nessuna richiesta di riconversione dall’Amministrazione Penitenziaria al Dipartimento di Salute mentale è stata avanzata da parte di quella Amministrazione ? Perché il Parlamento da ben 35 anni non legifera in materia ?

Con coraggio vengono spesso parole di richiamo e di chiarezza dai Vescovi e da Papa Francesco all’incremento d’interventi verso questa grave ed urgente patologia.

La pubblica opinione è sdegnata, sgomenta , disorientata e mentre richiede misure serie che dimostrino il grado di civiltà di un Paese che rispetti la dignità umana , non può che sottolineare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso, fondamentale esigenza e sentimento di autentica umanità e solidarietà del comune cittadino.

Occorre che i mass media non siano amplificatori di coloro che gridano piĂą forte nelle vie o nelle piazze delle nostre cittĂ  , ma estensori delle necessitĂ  prioritarie del mondo della sofferenza e del dolore.

Tutti ci lamentiamo che il vivere odierno è sempre più difficile, ma pochi hanno il coraggio di ammettere che una delle cause delle nostre afflizioni sono da ricercare nella pretesa, tutta moderna, di dare importanza soltanto a quello che ci fa egoisticamente comodo, trascurando l’urgenza e la gravità del caso e di quello che è avvenuto nel passato, quasi fossero “dimensioni” che non ci riguardano.

E’ quasi norma perdere la memoria, allontanando la speranza di coloro che attendono una soluzione al loro problema ed è molto preoccupante che le Pubbliche Istituzioni a volte si adeguino al senso del provvisorio, del precario e dell’insicuro.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”

Previte

 

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