E’ possibile regolarizzare nell’era delle riforme lo status legislativo e sociale dei disabili?

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Il mondo della disabilità attende un Programma di Azione delle politiche familiari in attuazione dell’articolo 1 della legge 162 del 21 maggio 1998 ( ex legge 104/1978 ) e concrete definizioni nel campo legislativo e sociale per un più elevato livello di integrazione ed una migliore qualità della vita .

disabiliSiamo in una Italia, un mondo in  movimento, che modifica continuamente, per non dire sempre, il sistema di vita, ma quest’ultima resta ripiegata su se stessa, coinvolta in un forte egoismo oramai assai diffuso, che “tollera “ troppe cose e pone scarsa attenzione ai più deboli e sofferenti.

Non a caso il Papa Paolo VI° ha sempre affermato che “ la n/s non è la società dell’essere, ma dell’avere” (Lettera Enciclica “Populorum Progressio” 26 marzo 1967 ).

I giovani sono “disorientati”, le persone anziane “trascurate”, i disabili fisici e gli handicappati psichici “dimenticati”, quindi è impellente non trascurare anche l’educazione integrale che resta non solo quella dell’apprendere scolastico, ma anche quella della applicazione dei valori morali, che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.

Nelle difficili situazioni in ambito sociale dei giovani e soprattutto degli adolescenti ( e questo è purtroppo “cosa quasi quotidiana” !), occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere .

Decifrare le radici antropologiche da cui scaturiscono e si sviluppano l’accettazione od il rifiuto della promozione culturale in tema di solidarietà ed umanità, è difficile poterlo accertare, ma tutti sappiamo che la solidarietà sociale apre le porte alla speranza.

 

Quella incerta quotidianità, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico delle Istituzioni allontana tutto e tutti dalla coscienza, concentrando in un sordido egoismo ogni interesse contro il senso della solidarietà .

La solidarietà sociale è un concetto meritevole che induce ad essere non solo portatori di diritti, ma anche di doveri verso tutta la società da parte di tutti, soprattutto, verso quella vasta categoria di sfortunati che da anni aspettano risposte adeguate alle loro aspettative.

Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone , deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società .

Al di là delle barriere architettoniche che non dovrebbero più esistere, dure sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, mentre la società civile può trovare interessi comuni di solidarietà, specie là dove le famiglie provate dalla disabilità psico-fisica di qualche suo componente fatica a stare al passo, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere.

All’evidenza, pare, che le Istituzioni non posseggono più da tempo la capacità di captare le necessità del cittadino, restando lontane , molto lontane, troppo lontane ! Petizione 2013  .

In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto , con i sofferenti queste patologie, mentre tutti continuano a coltivare la speranza, ad anelare attenzione al mondo della sofferenza .

“La famiglia è un elemento essenziale di qualsiasi sviluppo umano e sociale sostenibile”: è il tweet pubblicato da Papa Francesco sul suo account @Pontifex, seguito da oltre 14 milioni di folower ( Città del Vaticano 26 giugno 2014 )

L’opinione pubblica , Signor Presidente del Consiglio dei Ministri e Signori della Politica, chiede e si aspetta di più , perché non si può più ignorare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso !

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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