Disabilità, in Francia quasi fallito il piano per rendere le città accessibili

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Il programma decennale del governo era iniziato nel 2005 e si avvia verso una sostanziale sconfitta, dice il 5° report annuale dell’Apf. Nel paese sono accessibili poco più della metà delle scuole e il 42% delle linee di trasporto pubblico

12 febbraio 2014

Eiffel Tower Illuminated at TwilightSebbene si stiano facendo dei passi in avanti nel migliorare l’accessibilità per le persone disabili delle città francesi, il 5° barometro annuale presentato ieri dalla “associazione dei paralitici francesi” (Apf) resta critico sulla situazione attuale. Il piano iniziato nel 2005, e che avrebbe dovuto concludersi nel 2015, prevedeva di rendere accessibili tutti gli edifici in cui si svolgono attività pubbliche, così come i trasporti e i luoghi di lavoro, ma si avvia verso una sostanziale sconfitta, come ha riconosciuto lo stesso comitato interministeriale dell’handicap lo scorso 25 novembre.

Il report annuale dell’Apf, che ha censito novantacinque capoluoghi francesi, mostra, senza negare i passi in avanti che comunque sono stati fatti, come si sia ancora lontani dal compiere ciò che era l’obiettivo designato dal piano: la piena accessibilità in tutte le città del Paese. La Francia, che ha una popolazione di circa dieci milioni di persone disabili, può contare su poco più della metà delle scuole e sul 42% delle linee di trasporto pubblico accessibili. Difficile resta l’accesso agli studi medici e ai negozi, mentre migliora la situazione degli uffici postali dei cinema e dei centri commerciali. Le conclusioni mostrano come, sebbene alcune città hanno quasi raggiunto l’eccellenza (come Grenoble, prima classificata, seguita da Nantes e Caen) molte sono ancora in una situazione critica (Parigi, risultata al 64° posto nel 2012, ha deciso quest’anno di non partecipare).

L’associazione, che si concentra sull’handicap di tipo motorio, ha valutato sulla base di questionari compilati dalle delegazioni dipartimentali dell’Apf e dai comuni, la vivibilità, l’accessibilità delle strutture comunali e le politiche locali d’inclusione sociale. L’Apf esprime un giudizio critico, ritenendo che ancora troppo poco è stato fatto per colmare le lacune e, scrive Le Monde, chiede che l’accessibilità venga iscritta nei programmi dei candidati municipali come priorità, in modo da facilitare la trasformazione delle città. (Hélène D’Angelo)

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