Claudio Abbado, il ricordo del suo impegno per i ragazzi in difficoltà

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Il musicista si è spento a 80 anni nella sua casa di Bologna. “La musica salva”, aveva detto più volte, e questa sua convinzione lo ha portato a sperimentarla anche tra bambini e ragazzi disabili, portando in Italia il progetto di orchestre infantili e giovanili fondato 40 anni fa in Venezuela da José Antonio Abreu

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ROMA – “Claudio è con noi. E’ partito per il viaggio misterioso. Stringiamoci alla sua vita fortunata. Vi faremo sapere dove sarà possibile salutarlo. Daniele, Alessandra, Sebastian, Misha”. E’ il messaggio che la famiglia di Claudio Abbado scrive in questi minuti sul sito degli amici del grande maestro, il Club degli abbadiani itineranti. Un viaggio misterioso con la certezza dell’eternità della musica. Claudio Abbado, per suoi meriti eletto recentemente senatore a vita dal presidente della Repubblica (per questo incarico si sentiva “onorato e commosso”), si è spento a 80 anni nella sua casa di Bologna. . “La musica salva”, aveva detto più volte. E con questa profonda convinzione ha trapiantato in Italia il progetto di orchestre infantile e giovanili fondato 40 anni fa in Venezuela da José Antonio Abreu, nipote di un emigrato italiano, direttore d’orchestra, ex ministro della Cultura, candidato al Premio Nobel per la Pace, che con la musica ha contributo al riscatto di tanti ragazzi di strada. Il soggiorno di Abbado in Venezuela era stato determinante, e queste sue parole lo testimoniano: “Qui la musica ha una valenza sociale enorme, e sono nate centinaia di orchestre giovanili. Questo viaggio mi ha riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga. Li ho visti, facendo musica insieme trovano se stessi”. Abbado ha lavorato anche con bambini e ragazzi disabili, facendo esperienza dell’altissimo valore terapeutico della musica, come ha più volte raccontato.

La Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela è nata su iniziativa di Abreu ha lo scopo di creare un sistema integrato di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, tale da garantire l’accesso gratuito e libero ai bambini di ogni ceto sociale. El Sistema riunisce in 180 orchestre 350.000 bambini e ragazzi provenienti dai quartieri più poveri del Venezuela, spesso con disabilità fisiche o psichiche e “mira a organizzare sistematicamente l’educazione musicale e a promuovere la pratica collettiva della musica attraverso orchestre sinfoniche e cori come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità”. Diversi e celebri i direttori d’orchestra che, formatisi grazie a El Sistema, testimoniano il grande valore di questa esperienza che si sta ormai affermando in tutto il mondo, dall’America Latina agli Stati Uniti, all’Asia, alla Nuova Zelanda e in gran parte dell’Europa, da Gustavo Dudamel a Diego Matheuz, da Cristian Vàsquez a Dietrich Paredes.

Il “Sistema Italia” delle orchestre e dei cori infantili e giovanili nasce nel 2010 con la presidenza onoraria di Claudio Abbado e di José Antonio Abreu, promosso da Federculture e dalla Scuola di Musica di Fiesole. Poggia sulla convinzione che “la musica è efficace strumento di integrazione culturale e sociale e modalità per lo sviluppo delle intelligenze dell’essere umano”. Il progetto vuole offrire a livello nazionale l’opportunità di accesso gratuito all’educazione musicale per un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi italiani – in particolare tra coloro che vivono in situazioni di disagio economico, fisico e sociale. Mentre Abbado va e viene tra l’Italia e il Venezuela per dirigere l’Orchestra Simón Bolívar, le prime orchestre giovanili in Italia nascono a Roma, Bolzano, Milano e in Toscana; Bologna aveva anticipato il progetto quando nel 2004 creò l’Orchestra Mozart gestita da Abbado come direttore artistico. (e oggi l’Orchestra Mozart che suonava negli ospedali e nelle carceri rischia di morire – l’11 gennaio ha sospeso “temporaneamente” le sue attività – e recente è l’appello lanciato da Roberto Saviano per salvarla).

Oggi, come riferisce “Sistema Italia”, sono già 8.500 i bambini e i ragazzi che partecipano alla crescita di questo importante progetto sociale, riuniti in 45 nuclei distribuiti in 14 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto e Toscana. Il servizio è destinato ai bambini e ai giovani – fascia di età dai 4 ai 16 anni – principalmente appartenenti a categorie portatrici di disabilità (deficit sensoriali, sindrome di Down, ritardo cognitivo, disturbi e disagi psicosociali) e alle classi sociali meno abbienti, residenti in zone degradate. In alcuni nuclei sono operativi progetti didattici rivolti ai bambini con disabilità, in particolare non udenti, che “cantano” insieme agli altri giovani musicisti muovendo le mani con guanti nei “cori delle mani bianche”.

Intanto a Firenze nasce un master universitario, unico in Italia, per formare giovani musicisti impegnati contro il disagio proprio secondo il modello importato dal Venezuela da Abbado. Coordinato da Daniela Sarsini, ordinario di Pedagogia generale e sociale all’università di Firenze e riservato a giovani laureati in possesso di specifiche conoscenze musicali, il master avrà durata annuale. “Non basta essere un giovane musicista per insegnare a bambini e ragazzi a fare musica insieme – ha dichiarato Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Istruzione – occorrono anche competenze didattiche e pedagogiche specifiche: per questo, al fine di diffondere il metodo ispirato all’esperienza di José Antonio Abreu e portato in Italia da Claudio Abbado, come Regione abbiamo deciso di coprire i costi di iscrizione per i primi 15 giovani musicisti che potranno contribuire a diffonderlo perché la musica è uno strumento potentissimo di crescita personale e di inclusione per i nostri bambini e ragazzi”. Aperte fino a un massimo di 40 iscritti, le lezioni del master saranno concentrate in moduli di 3 o 4 giorni con cadenza mensile in modo da permettere una più agevole frequenza anche a studenti fuori sede. Le attività didattiche si svolgeranno nella Scuola di Musica di Fiesole e al dipartimento di Scienze della formazione e Psicologia di Firenze. Fra le discipline in programma vi sono pedagogia e psicologia delle relazioni tra pari, psicopedagogia e gruppi nei contesti interculturali, metodi per l’insegnamento della ritmica e didattica strumentale per l’infanzia. Iscrizioni entro le ore 13 del 7 febbraio 2014. Info su www.scuolamusicafiesole.it. (ep)

(20 gennaio 2013)

http://www.superabile.it/

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