Pavia, la parrucchiera “rifiuta” il disabile “Non taglio i capelli alle persone malate”

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L’uomo, 37 anni, soffre di una misteriosa patologia che gli ha deformato il viso. Lasciato il negozio, si è sfogato su Facebook: “Ogni giorno devo lottare contro l’ignoranza della gente”.

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Stefano Lanzarotti

Entrato nel negozio di una parrucchiera, nel centro di Vigevano, si è sentito rispondere: “Non taglio i capelli alle persone malate”. Ma Stefano Lanzarotti, 37 anni, non ha alcuna malattia infettiva. Soffre di una patologia, al momento sconosciuta, che gli ha provocato una malformazione al volto. Nella cittadina lo conoscono tutti, almeno di vista, perché non passa inosservato: alto più di due metri, il suo viso attira sicuramente l’attenzione di molti.

Dopo la risposta della commerciante Stefano ha lasciato il negozio e si è sfogato su Facebook raccontando quanto accaduto: la sua storia ha fatto il giro del web e la solidarietà di centinaia di persone non si è fatta attendere. “Sono sempre stato un grande lavoratore, ho eseguito lavori duri per essere sempre indipendente da tutti e da tutto – ha scritto – non ho mai chiesto aiuto a nessuno e fatto male a nessuno. Mettetevi nei panni di una persona come me, che ogni giorno lotta contro l’ignoranza della gente e con i dolori che una malattia come la mia comporta (sono mesi che non riesco più a lavorare, non posso fare sforzi, il mio corpo sta cedendo) e per la quale non vi sono cure”. Il suo intento è quello di “dare voce a tutte le persone che sono costrette a subire queste discriminazioni, chi per un motivo, chi per un altro. Io vivo quotidianamente sotto il giudizio degli altri, è vero, mi si nota in giro ma non faccio del male a nessuno, cerco di vivere al meglio la mia vita difficile. Sono stufo di essere additato come il mostro a cui i ragazzi fanno le foto in piazza per poi prendermi in giro”. Ma la sua città, Vigevano, l’ha anche sorpreso: “Ora la gente mi guarda con occhi diversi, occhi di speranza. Mi auguro che si tratti di un risveglio della sensibilità”. E le proposte piovono ogni giorno, a una tiene in modo particolare: “Andare nelle scuole per raccontare ai ragazzi la mia esperienza di vita e sensibilizzarli su queste tematiche”.

Dal canto suo la parrucchiera non ha saputo far altro che scusarsi per la sua “scarsa sensibilità”. Ma la “rivoluzione del sorriso”, come la chiama lui, per Stefano continua: “Le discriminazioni vanno denunciate, non si è mai soli”.

Sabrina Schiesaro

http://www.unionesarda.it

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