Il Papa ad Assisi Arriveranno 100mila i pellegrini

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Milioni di petali per il Pontefice che sarà omaggiato dalle “infiorate” di Spello e Cannara. Un poster e la guida della visita in omaggio con La Nazione

di ROBERTO BORGIONI

Papa Francesco (foto Lapresse)
Papa Francesco (foto Lapresse)

 

 

 

 

 

 

Assisi, 3 ottobre 21013- Centomila, o forse centocinquantamila. O magari anche di più. Nessuno può calcolare con certezza quanti saranno i fedeli che domani abbracceranno il Papa che entra nella sua casa. Francesco che va da Francesco, il Pontefice che predica la povertà e l’umiltà della Chiesa che entra in pellegrinaggio nella città di chi, Santo tra i Santi, fece dello spogliarsi di ogni ricchezza il suo primo credo. Domattina alle 7 Papa Bergoglio atterra ad Assisi, la città del Poverello. Gli occhi del mondo sono su di lui, per un evento che va oltre la visita di un Pontefice in una città sacra. Sono su di lui perché il messaggio che lancerà dai piedi del Monte Subasio — è opinione di molti — è destinato a lasciare un profondo solco nella storia della Chiesa.
Assisi e tutta l’Umbria si preparano da mesi a questo storico evento. Oltre all’aspetto religioso, infatti, si è lavorato e si sta lavorando sulla sicurezza del Santo Padre — che come ha già dimostrato sfora con disinvoltura le rigide norme del protocollo — oltre che sulla tutela e sull’assistenza sanitaria ai pellegrini. Una macchina organizzativa enorme che scatterà prima dell’alba di domani e che prevede l’impiego di ottocento uomini delle forze dell’ordine e di oltre milleduecento volontari. Un esercito pacifico che dovrà gestire un’affluenza dieci volte superiore alla popolazione residente: Assisi conta poco più di 15mila abitanti e se i pellegrini saranno 150mila il conto è presto fatto. Intanto gli artisti delle Infiorate di Spello e Cannara ‘coloreranno’ il sagrato di San Rufino con oltre un milione di petali.
Nel luogo dove Wojtyla giunse sei volte, vivendo nella città del Poverello anche il primo e indimenticabile incontro tra le religioni, Papa Francesco metterà piede scendendo dall’elicottero sul campo sportivo del «Serafico», l’istituto che ospita e assiste ragazzi con gravi handicap. Quello sarà il passo iniziale di un viaggio senza soste che durerà undici ore o giù di lì. Alle 8.45 il Pontefice sarà nel santuario di San Damiano e mezz’ora più tardi andrà in auto al Vescovado, per visitare la Sala della Spoliazione, ovvero il luogo in cui San Francesco fece professione di umiltà e povertà. Alle 10, invece, uno dei momenti più attesi della visita: il Papa sarà nella Basilica di San Francesco, dove pregherà e presiederà le celebrazioni in onore del Patrono d’Italia, con l’Umbria che offrirà l’olio per la lampada votiva.
Il pranzo sarà un altro momento di alto significato. Religioso e non solo. Il Pontefice, infatti, mangerà alla mensa della Caritas di Santa Maria degli Angeli. Povero tra i poveri, umile tra gli umili, fratello tra i fratelli. Francesco vorrà intorno a sé gli ospiti abituali del refettorio, quelli che non hanno nulla, quelli che ogni giorno bussano alla porta per un piatto di pastasciutta. Il menù di venerdì 4 ottobre, come hanno spiegato i responsabili della mensa, non cambierà rispetto alla normale giornata festiva: una lasagna, un po’ di arrosto e un contorno. La tavola sarà apparecchiata con tovaglie di carta e anche le posate saranno le stesse di ogni giorno. E’ forse questo il segno più forte di Francesco che va da Francesco.
POI SARA’ ancora una lunga giornata. L’Eremo delle Carceri, l’incontro con il clero a San Rufino, l’omaggio alla tomba di Santa Chiara sono alcune delle tappe. E infine, intorno alle 18, l’incontro con i giovani a Santa Maria degli Angeli, sul sagrato della Basilica che ospita la cappella della Porziuncola. Papa Francesco stringerà mani, darà abbracci e impartirà la sua benedizione. Come faceva Karol Wojtyla, che con i ragazzi aveva un rapporto speciale, o come Giovanni XXIII, che raccomandò ai fedeli: «Quando tornate a casa date una carezza ai vostri bambini e dite loro che questa è la carezza del Papa». Assisi l’aspetta, quella carezza.
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