”Giuro che non vedo l’ora di salire in moto”. Vallelunga, l’ultima sfida di Annalisa Minetti

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Con la sua straordinaria autoironia, manifesto di un’intelligenza raffinata e colta, l’atleta paraolimpica e cantante internazionale sceglie Affaritaliani.it per annunciare il suo debutto in pista, come passeggera sulla moto di Manuel Poggiali in occasione dell’evento di beneficenza organizzato a Vallelunga dall’associazione Di.Di. Diversamente Disabili. La confessione e la GALLERY

di Marcello Aranci

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Parole dure firmate Annalisa Minetti: “Nella cultura italiana è ancora impressa a fuoco l’immagine del disabile come di una persona menomata, definita in virtù di qualcosa che manca e non per quello che davvero è. L’etimo stesso in tal senso si dimostra feroce. Questo progetto invece vuole dar prova di una verità sconvolgente per quanto largamente ignorata: essere disabili significa avere qualcosa in più, sotto molteplici sfaccettature, fosse anche la follia di correre in moto senza una gamba o un braccio o fare una gara olimpica correndo in pista pur essendo ciechi.”
Sabato salirà come passeggera sulla moto di Manuel Poggiali, il pluricampione del mondo, superando una delle sue più grandi paure: le due ruote. “Non sono mai salita in moto, ma devo dire che mi affascina l’ennesima sfida e poi…. mi fido ciecamente – e sorride – certo non posso fare diversamente perché salire su una biposto in pista, dietro un pilota professionista, senza vedere la strada e quindi senza prevedere i movimenti di chi guida, non sarà facile ma credo che sarà una bella esperienza. Lo faccio – prosegue – perché sono rimasta molto colpita dalla passione messa nel progetto Diversamente Disabili dai due piloti Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi che, nonostante abbiano perso rispettivamente una gamba e un braccio in un incidente, non hanno perso la voglia di correre e la trasmettono anche agli altri organizzando un trofeo dedicato proprio ai piloti di moto disabili e partecipando al Bridegstone Challenge in sfida con i normodotati. L’idea di “diversamente disabili” va oltre l’iniziativa sportiva, seppur interessantissima, anzi mi auguro che un giorno questi ragazzi riescano ad organizzare magari un “Para GP” per piloti disabili, ma intanto credo che questo sia un progetto umano e sociale rivoluzionario che fa bene al Paese, del quale sono orgogliosa di far parte.

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“Annalisa Minetti è stata il primo testimonial a credere al progetto – sottolinea Chiara Valentini, ex campionessa Europea di motociclismo classe 600 e segretario dell’Associazione Di.Di.- si è messa a disposizione non solo gratuitamente ma davvero con tanta energia e passione, dimostrandoci di essere una campionessa sportiva, un’artista di assoluto livello, ma soprattutto di essere una donna di una straordinaria sensibilità, che ha scelto di sostenere la nostra associazione nonostante i numerosissimi impegni (solo questa settimana Annalisa Minetti ha tenuto 2 concerti in giro per l’Italia n.d.r) tra i quai anche la preparazione del suo nuovo tour “gospel da Favola” che arriverà a breve.”
“Siamo diversi per le esperienze che ci portiamo dentro, ma questa diversità è una ricchezza che ci può solo fare bene – riprende Annalisa – e per coerenza vogliamo essere diversi anche nella nostra disabilità, affrontare la vita di ogni giorno a testa alta. Spero solo, come donna, di fare il mio dovere – prosegue – e visto che la mia sfida più grande oggi è quella di essere una buona madre, cerco di fare il possibile per lasciare il mondo un po’ meglio di come l’abbia trovato. Insomma “guardo” al futuro!”.. sorride Annalisa con quel sorriso elegante, garbato e brillante che è il faro illuminante di un grande cambiamento culturale.
Le idee che stanno portando in Italia questi ragazzi stravolgono un Paese dove fino a pochi anni fa non era inusuale sentire apostrofare un disabile con l’aggettivo “infelice”. Il loro entusiasmo e la loro energia rivendicano invece il diritto alla felicità che non si riceve in dono ma si conquista con sacrificio e impegno come i premi nello sport. Risultati bellissimi, quelli ottenuti da Annalisa, Emiliano o Matteo, e risultati straordinari, quelli dei tanti eroi silenziosi che affrontano ogni giorno la loro disabilità cercando di realizzare, non una vita normale, ma una vita felice.

http://www.affaritaliani.it

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