Muoversi alla cieca a Roma, la capitale nemica dei non vedenti

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Fabrizio Marini in metrò (foto S. D'Oro)

Ostacoli e scarso senso civico, mezzi pubblici inadeguati. I percorsi tattili invasi da bancarelle al Flaminio, finiti nel nulla a Termini, introvabili a piazza Vittorio

Fabrizio Marini in metrò (foto S. D'Oro)
Fabrizio Marini in metrò (foto S. D’Oro)

ROMA – Calvario quotidiano per i non vedenti, nella Capitale nemica dei disabili. Percorsi tattili bloccati dalle bancarelle, annunci acustici cacofonici e poco comprensibili, uscite metro prive di pavimentazione «dedicata», accessi alle banchine dei tram sprovvisti di adeguata segnalazione. Roma si rivela un gigantesco percorso a ostacoli per le migliaia di ciechi che ogni giorno usano i mezzi pubblici per andare al lavoro: se nella nuova area pedonale dei Fori si sta provvedendo a tracciare percorsi dedicati, altrove la situazione è deprecabile. Corriere.itha seguito un non vedente, Fabrizio Marini e una ipovedente, Margherita Nolè, per una giornata. Un tour che partendo da Piazzale Flaminio si è concluso a Piazza Vittorio passando per Termini e Tiburtina. E i risultati sono scoraggianti.

 

IL CASO PIAZZALE FLAMINIO – Il tour comincia da Piazzale Flaminio. Il percorso tattile che porta alla metro è interrotto dalle bancarelle degli ambulanti, posizionate proprio sulle linee guida per ciechi. «Ho provato a seguire il percorso, ma mi sono dovuto fermare due volte – spiega Fabrizio Marini -. La prima sono andato a sbattere contro gli espositori dei vestiti. E’ stato lo stesso venditore ad aiutarmi a superare l’ostacolo». Pochi metri dopo, però, il percorso è bloccato nuovamente da altre bancarelle. Stavolta ad assistere Marini per superare l’ostacolo è un passante. «Il fatto che abbia ricevuto aiuto non risolve il problema – spiega -. Non si può camminare su un percorso tattile con il terrore che sia occupato da qualunque cosa. Non possiamo sempre contare sulla gentilezza delle persone». Giuliano Frittelli, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi, lancia un messaggio al sindaco di Roma: «Vorremmo far vedere a Ignazio Marino la situazione in cui si trova Piazzale Flaminio, per sensibilizzare il Comune e invitarlo a una maggiore vigilanza».

Marini a piazzale Flaminio (D'Oro)Marini a piazzale Flaminio (D’Oro)

TERMINI: USCITE ILLEGGIBILI – Il breve tour prosegue verso Termini. Il primo problema riguarda le indicazioni delle uscite, che per un ipovedente sono impossibili da leggere. «I segnali sono posizionati troppo in alto, arrivano a due metri – spiega Margherita Nolè -. Non c’è neanche un buon contrasto perché sono lucide. Basterebbe abbassarle di mezzo metro per risolvere il problema». La replica di Atac sulle illuminazioni, però, è precisa: «I valori rilevati dalle misure effettuate dalla Direzione dei Lavori soddisfano i parametri tecnici e sono congruenti con quanto previsto dalla normativa vigente».

Piazzale Flaminio: le bancarelle bloccano il percorso tattile (D'Oro) Piazzale Flaminio: le bancarelle bloccano il percorso tattile (D’Oro)

SEGNALI ACUSTICI CONFUSI – Ai problemi visivi si aggiungono anche quelli acustici se ci si sposta sulla banchina della metro B in direzione Rebibbia/Conca D’Oro. «Diventa un problema capire quale sia il treno giusto perchĂ© l’annuncio vocale ha una qualitĂ  pessima – spiega Marini -. Inoltre il volume dei monitor che trasmettono pubblicitĂ  e informazioni non viene abbassato quando è annunciato il treno. Si crea un caos acustico che impedisce a un cieco di capire se il mezzo che sta per prendere sia diretto a Rebibbia o Conca D’Oro». Atac si dichiara pronta a intervenire per risolvere il problema: «A seguito dei sopralluoghi effettuati e prendendo atto di alcuni suggerimenti delle associazioni, sono stati giĂ  stanziati dei fondi per apportare delle migliorie. E’ in via di sperimentazione un sistema che permetterĂ  di regolare il volume degli annunci in modo che non sia possibile la sovrapposizione con gli annunci pubblicitari».

 

Una ragazza con il deambulatore ai binari est TiburtinaUna ragazza con il deambulatore ai binari est Tiburtina

TIBURTINA, METRO FINITA NEL NULLA – La situazione non migliora aTiburtina, dove per mesi, nel 2012, si attese la creazione del passaggio disabili al binario 14 data l’assenza di ascensori che portassero ai treni. Per un cieco uscire dalla metropolitana significa trovarsi nel nulla. Il percorso tattile dopo i tornelli, infatti, si biforca e interrompe sia in direzione della stazione Fs, sia in direzione del nuovo piazzale. «Uscito dalla metro dovrei confidare nell’aiuto di qualcuno per potermi orientare – spiega Marini -. Inoltre anche se riuscissi a raggiungere il nuovo piazzale perderei l’orientamento perchĂ© è privo di percorso per non vedenti». Rete Ferroviaria Italiana ammette che la struttura, per quanto riguarda l’accessibilitĂ  ai ciechi, necessita ancora di interventi. «E’ un problema di cui siamo a conoscenza – spiega Simona Cristofari Responsabile della struttura di servizi alla clientela di Rfi -. Dopo il primo step nella realizzazione della nuova struttura adesso stiamo avviando i lavori per rendere accessibile ai non vedenti la stazione e i collegamenti con la metro. Entro la fine di quest’anno cominceranno i lavori e giĂ  dal 2014 i miglioramenti saranno palesi».

 

PIAZZA VITTORIO, VECCHI PROBLEMI – Il breve tour si conclude a Piazza Vittorio. I lavori di ammodernamento, ancora in corso, non hanno modificato i vecchi problemi di accessibilità per non vedenti. «La piazza è off limits per noi – dice Marini -. Non sono stati segnalati con percorsi tattili gli ingressi nella metropolitana, non è stato creato alcun collegamento per raggiungere le banchine del tram e camminare sotto i portici è impossibile perché sono del tutto privi di linee guida per ciechi».

I DISABILI: «NON SIAMO ALIENI» – Giuliano Frittelli spera che l’accessibilità in città migliori. Un primo segnale potrebbe essere l’attuazione del protocollo d’intesa, firmato pochi mesi fa con il Comune. Il documento prevede che le associazioni competenti siano ascoltate prima della realizzazione di interventi strutturali. Intanto anche le condizioni di via Mentana, dove si trova la sede dell’associazione, appaiono paradossali. Il marciapiede è dissestato in più punti e rischioso per le centinaia di ciechi che ogni settimana si recano in sede. «Il disabile non è un alieno piovuto sulla terra – dice -. E’ un cittadino italiano e dovrebbe godere di tutti i servizi di cui dispone la comunità. Una città più attenta al disabile è una città più attenta a tutti».

http://roma.corriere.it/

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