Nelle Case di Riposo della provincia di Bergamo sono deceduti 1310 ospiti su 6500 posti letto totali, mentre nella sola residenza per anziani della Fondazione Sant’Andrea, a Clusone, i morti sono stati 41 su 160, senza contare i pazienti dei servizi giornalieri. Il coronavirus si è abbattuto come un ciclone sulla Struttura Sanitaria, colpendo in modo indiscriminato pazienti e personale dove l’85% di Medici e Infermieri sono risultati positivi. Ciononostante, come sottolinea il direttore Mirko Gaverini, la cura ai pazienti non è mai mancata.

Questa  notizia è quanto pubblica il “ Correre della Sera” l’8 Aprile 2020, che data la triste ed invalidante notiziaci rende tristi .

Quello che più ci colpisce di quanto avviene non solo nella Casa di Riposo, ma per quanto sono dotate della RSA da noi auspicate grandemente in tutte quelle condotte da Opere Religiose dotate di Residenze Sanitarie Assistite .

Nello spirito della regola dei Religiosi Cattolici o meno, una presenza silenziosa e feconda, dobbiamo essere partecipi anche nel sociale per dare forza al nostro stare insieme onde non farci abbassare i livelli delle nostre coscienze e nelle ambiguità che questa “civiltà” può sospingerci.

Per questo e per conoscere questa irreale situazione che avverrebbe costituisce una emergenza di notevole intensità, una terribile situazione da non sottovalutare e contro il bene comune.

Ancora una volta rivolgiamo a tutte le Opere Cattoliche di costituire le RSA, in quanto insiste nella realtà quotidiana e sopra tutto fra la gente una grande preoccupazione per la mancanza di sostenibilità finanziaria dei Servizi Pubblici essenziali per garantire la salute dei cittadini.

Da quanto si rileva dalla gente  e per quanto è auspicabile, costituirebbe la negazione un allarme Sociale drammatico ed inquietante, dove è vero a quanto pare, che si tratta di una emergenza, di una rilevante che ci chiediamo se è veramente tale e se è gestita dalle Aziende Sanitarie Locali !

limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, possibilmente portando alla disumanizzazione del rapporto sociale.

Nelle Leggi Finanziarie, nella ripartizione delle spese sostenute dalle singole Regioni e nelle convenzioni stipulate con Ospedali, Cliniche e case di cura pubbliche o private che la parola d’ordine sia quella di restringere i tempi di degenza del paziente perfino per fasce di età ed in qualunque condizione di salute si trovi il malcapitato, sia esso un normale paziente considerato malato acuto oppure se disabile, in età avanzata ed ancor più terribile se si trova in stato agonizzante, come pare avvenga considerato malato cronico.

Certamente maggiormente penalizzate vengono persone, come disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, in possesso di una patologia di cui essi sono soggetti e bisognosi, a volte, di Prestazioni Sanitarie molto costose per le Opere Cattoliche o meno .

E proprio perché potrebbero “colpire” anche questi sofferenti, ho inoltrato una urgentissima Petizione ai due rami del Parlamento perché ci devono dire la verità!

Ma quali conseguenze pratiche potrebbe portare questa novità per le Opere

Ad una profonda riflessione mi domando e domando,: dove è scritto, quale è la Legge che attesta, impone, obbliga e sanzioni dove sono, come sono e quali devono essere le persone da “immolare” e quelle da “ salvare”!

Mi par di capire che, ora, ci vogliono imporre come morire, dove morire e quando morire, non siamo diventati stranieri nella nostra Patria?

E’ accettabile una politica contro la natalità, la vita, la manipolazione genetica fino a permettere la licenza di uccidere esseri umani ?

No! In maniera assoluta.

Per il cristiano, la vita è un dono del Creatore, mentre per un laico e per il genere umano il desiderio di vita resta impellente, direi pressante.

Oggi nell’era della trasgressione più sfrenata e dall’egoismo più marcato, se è vero tutto questo, allora mi domando e domando : perché spegnere la vita a coloro che sono di fronte a disagi ed a sofferenze infinite .

Una mina vagante nella cultura popolare, che comincia ad immaginare che cinismo ed egoismo si vanno insinuando nelle Istituzioni e nelle Opere Cattoliche che vogliono portare con la Fede azioni che fanno pensare che la vita è un bene prezioso solo quando siamo sani e che se malati a qualunque condizione di salute ci troviamo, siamo da eliminare dal contesto civile!.

Se questa “teoria” prendesse piede, sarebbe un meccanismo incivile, una forma legalizzata di eutanasia passiva che non ho nessuna remora a definire omissione di soccorso.!

Pertanto è essenziale, doveroso non procrastinabile che le Autorità Sanitarie, Politiche, Cattoliche o meno adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure ed assistenze fino al compimento naturale della propria vita ..

Se è tale questa “circostanza”, allora dobbiamo pensare che esiste la possibilità che tutti possono correre il rischio di subire “violenze”, ancor più grave se portate su tutti i disabili, ciechi civili, invalidi civili, sordomuti, handicappati psichici come pare avvenga

Ho condiviso pienamente le giuste riserve del Vaticano per la parte inerente la riproduzione e la pianificazione familiare ( artt.23 e 25 ) della “Convenzione per i diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU perché possono introdurre l’eutanasia, l’aborto, la sterilizzazione e la negazione al diritto alla vita.

Aggiungo che in maniera sprovveduta si è andati in contrasto con l’art.10 “ per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici” con l’art.16 dove “si è contro ad ogni sfruttamento, violenza od abuso”.

Inoltre con l’art.2  della Costituzione Italiana ( diritto alla vita), con l’art.3 ( uguaglianza della legge ) con l’art.32 ( nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad ogni persona di far udire la propria voce) e con l’art.25 della “Convenzione per i diritti delle Persone con Disabilità ” dove “si favorisce l’Assistenza Sanitaria ed impedisce il rifiuto agli alimenti o liquidi”.

Cosa si aspetta dalle Opere Cattoliche ?

Desidero ricordare che togliere la vita ci può introdurre all’eugenismo, quella corrente di pensiero molto antica che spianò la strada alla selezione della razza umana e che sostiene che la specie umana va migliorata con aborti per eliminare figli imperfetti e con l’eutanasia per eliminare la vita senza senso.

Significativa e trainante la Chiesa Cattolica mantiene la speranza e la capacità nei suoi Pastori di evidenziare, considerare e valutare in nome dell’uomo e della morale tutte le storture che si verificano nella società.

La presa di coscienza di questa n/s auspucata la sottoponiamo, anche a nome dell’opinione pubblica, alle Opere, “problema” che non possono fingere di ignorarlo, perché l’ho “urlato” da moltissimo tempo .

Raccomandiamo una riflessione onesta e non mortificante che constatiamo per il momento poco capace di dare risposte concrete alle questioni della vita e della morte.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

Pertanto è essenziale, doveroso non procrastinabile che le Autorità Religioseose Cattoliche Sanitarie e Politiche adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della propria vita negli ospedali, cliniche o case di cura prescelti.

Questo è stato “ recepito”  e “risentito” dal mondo mondo della disabilità ..

Cosa cii aspettiamo ?

Una risposta chiara ed urgente fatta anche a nome dell’opinione pubblica .

Desidero ricordare che togliere la vita ci può introdurre all’eugenismo, quella corrente di pensiero molto antica che spianò la strada alla selezione della razza umana e che sostiene che la specie umana va migliorata con aborti per eliminare figli imperfetti e con l’eutanasia per eliminare la vita senza senso.

Significativa e trainante la Chiesa Cattolica mantiene la speranza e la capacità nei suoi Pastori di evidenziare, considerare e valutare in nome dell’uomo e della morale tutte le storture che si verificano nella società.

Raccomandiamo una riflessione onesta e non mortificante che constatiamo per il momento poco capace di dare risposte concrete alle questioni della vita e della morte.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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