Quella “invenzione economica” detta “budget del ricoverato” contro la società, è contro il bene comune!

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Essere cattolici oggi deve essere non di una presenza silenziosa, ma “viva” per testimoniare il nostro Credo Evangelico ed essere molto partecipi nella vita sociale e dare un significato profondo al nostro stare insieme, non si deve essere costretti ad avvolgere e coinvolgere le nostre coscienze nell’ambiguità che questa “civiltà” può spingerci nel qualunquismo e nel relativismo imperante. La mia Conferenza Stampa che si è svolta giovedì 10 dicembre 2009 nella Sala Conferenze della Camera dei Deputati sul tema “ disagio mentale e budget del ricoverato” è avvenuta per una denuncia alle Istituzioni .

Ho “denunciato” tutt0 questo per i tagli al Bilancio Sanitario delle Regioni ed altri ancora potrebbero essere utilizzati per praticare l’eutanasia nei confronti delle persone più deboli e dei malati. costituendo un allarme sociale drammatico ed inquietante. Anche i Giornali Londinesi, Spagnoli, Svizzeri, specie quelli Ticinesi, hanno pubblicato con molto rilievo quel “budget del ricoverato”.  Ma che cosa si tratta ?

Molto chiaramente, se vero, pare che si tratta di una emergenza, di una rilevante e strana “invenzione economica” questo budget del ricoverato , che più d’una volta ci siamo chiesti e che ci chiediamo se è veramente tale e, soprattutto, molto grave se è gestita autonomamente  dai Nosocomi Pubblici e Privati o se dalle Aziende Sanitarie Locali !

Il “budget del ricoverato” è un individuazione, uno pseudo soprannome letterale da me “inventato” su episodi che, pare, siano avvenuti od avvengono in certi Ospedali del n/s Paese.

Se ciò corrisponde al vero, costituirebbero una triste realtà il voler imporre, nel nome del superiore concetto economico o risparmio, limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, possibilmente portando alla disumanizzazione del rapporto sociale. Potrebbe essere una possibile “forma” che non trova riscontro nella regole statutarie, comunque, pare, che si possa trovare in alcune Politiche Sanitarie Regionali italiane, chiamata “Protocollo”, “innovazione”, “regola” che preoccupa grandemente ed in maniera notevole e sconvolgente la gente.

Richiamando quanto dissi nella Sala Conferenze della Camera dei Deputati, il 10 dicembre 2009 che a Roma e nel Lazio sarebbero stati dimessi, dai Centri di Riabilitazione delle RSA ( Residenze Sanitarie Assistite che sono strutture alternative all’Ospedale), per rientrare a casa 1.200 persone affette, pare, da gravi patologie mentali, “ospiti” in sei Strutture, per carenza di sostegni finanziari da parte della Regione Lazio.

Nelle Leggi Finanziarie, nella ripartizione delle spese sostenute dalle singole Regioni e nelle convenzioni stipulate con Ospedali, Cliniche e Case di Cura Pubbliche o Private per ogni paziente, pare, che la parola d’ordine sia quella di spendere meno, restringendo i tempi di degenza del paziente se considerato malato acuto . Riducendo la degenza ed in qualunque condizione si trovi il malcapitato se considerato malato cronico, ancor più grave se disabile, in età avanzata ed ancor più terribile se si trova in stato agonizzante, come pare avvenga nelle Corsie Ospedaliere..

Maggiormente penalizzate vengono persone, come disabili fisici, handicappati psichici, malati terminali, in possesso di una patologia di cui essi sono soggetti e bisognosi di Prestazioni Sanitarie molto costose ed in nome del superiore concetto del risparmio, è naturale pensare e concludere che per costoro le speranze di vita sono molto residue.

Questa è eutanasia !  Un concetto “fuori” dalle Leggi e dalla Legislazione Giuridica Italiana ?

E proprio perché potrebbero “colpire” anche questi ultimi sofferenti, ho inoltrato una urgentissima Petizione ai due rami del Parlamento perché ci devono dire la verità, che a tutt’oggi dicembre 2019 ancora non ci è stata data !

Ricordo che l’art.25 lettera f) della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, Documento ratificato dal Governo Berlusconi con il disegno di legge n.2121 del 20 febbraio 2009 impedisce il rifiuto all’Assistenza Sanitaria e dei Servizi Sanitari, nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità.

Ma quali conseguenze pratiche potrebbe portare questa “invenzione” ?

Ad una profonda riflessione, mi domando e domando : dove è scritto, quale è la Legge che attesta, impone, obbliga e sanzioni dove sono, come sono e quali devono essere le persone da “immolare” e quelle da “ salvare” ! Mi par di capire che, ora, ci vogliono imporre come morire, dove morire e quando morire. Ritengo essenziale e non prorogabile che le Autorità Pubbliche adottino quella opportuna vigilanza che è propria del decalogo del “Politico” : prevenire che significa amministrare, al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita terrena dei cittadini di questo Paese che rischiano, anche e ripeto da tempo, di essere considerati stranieri nella propria Patria

Questo per il bene comune ! Non è un procurato “allarme”, è la verità che constatiamo quotidianamente !

Si sente spesso dire bene comune, ma cos’è ?  Inoltre è accettabile una Politica contro la natalità, la vita, la manipolazione genetica fino a permettere la licenza di uccidere esseri umani ? Il bene comune! Questa parola che spesso si sente dire nella vita quotidiana, si può riassumere in quell’insieme di beni quali Case, Ospedali, Scuole ed anche inerente i Servizi quali Giustizia, Pace, Solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno per vivere, ma che nessuno può costruire da solo.

In una società complessa quale è la nostra è molto importante chiedersi chi è il nostro prossimo.

Il nostro prossimo è chi ci sta accanto nel quotidiano o che incontriamo nelle strade delle nostre città, dei n/s paesi, delle n/s contrade, ma è colui che è lontano, che l’Azione Politica, Sociale, Morale spesso dimentica quale palese e grave ingiustizia e che non viene gratificato di solidarietà.

E’ soprattutto la Famiglia il n/prossimo, dove si dovrebbe insegnare ai bambini ed anche ai grandi ad occuparsi anche dell’altro, per sua vocazione che è quella di evitare in ogni modo l’abbandono dei più bisognosi. Oggi la famiglia, che tutti dicono di difendere, ma in maniera evidente elettoralmente, non è difesa a sufficienza, anzi viene “attaccata” nella sua integrità ed unità proprio da coloro che della famiglia ne hanno fatto un “oggetto da buttare”. La società riflette la disgregazione della famiglia dando vita a soluzioni di degrado, di solitudine ed in questo contesto le Istituzioni si “dimenticano” della parte debole della famiglia, specie là dove insiste un disabile fisico, mentale, sensoriale. Il nostro dire non è qualunquismo o relativismo, perché non ci lasciamo portare qua o là da un principio od affermazione di Ddottrina, ma assistiamo ad una situazione che possiamo chiamare dittatura del relativismo, che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue bramosie .

“Stiamo vivendo in un mondo dove quasi impera una ondata di grande laicismo dilagante dove tanti vivono come se il Dio non esistesse. L’uomo che decide autonomamente solo da se stesso e senza Dio” sono le sagge parole tratte dall’Omelia durante la Santa Messa per l’elezione del Romano Pontefice il 18 aprile 2005. Non è accettabile una Politica contro la natalità e la vita, per rispondere alle domande dei cittadini ! Per il cristiano, la vita è un dono del Creatore,  per il laico e per il genere umano il desiderio di vita resta impellente, direi pressante.

Oggi nell’era della trasgressione più sfrenata e dall’egoismo più marcato, se è vero quel “budget del ricoverato”, allora mi domando e domando : perché spegnere la vita a coloro che sono di fronte a disagi ed a sofferenze infinite, mentre si cerca di legalizzare, come ho detto sopra con un escamotage la eliminazione di disabili fisici, anziani non autosufficienti, malati terminali, presupponendo in nome del risparmio di farli morire nel “lazzaretto dei dimenticati”, di manzoniana memoria ?

Questa per noi, se risponde alla realtà ipotetica, è pura eutanasia !

Se questa “teoria economica” prendesse piede, sarebbe un meccanismo incivile, una forma legalizzata di eutanasia passiva che non ho nessuna remora a definire omissione di soccorso o licenza di uccidere ! Se è tale questa “circostanza”, allora dobbiamo pensare che esiste la possibilità che tutti possono correre il rischio di subire “violenze”, ancor più grave se “adoperata” su tutti i disabili ( ciechi civili, invalidi civili, sordomuti, handicappati psichici ecc. ) come pare avvenga con quel “budget del ricoverato” che, se vero, offende la dignità della persona, nega il diritto alla vita e costituisce un crudele abbandono del malato.

Ho condiviso pienamente le giuste riserve del Vaticano per la parte inerente la riproduzione e la pianificazione familiare ( artt.23 e 25 ) della “Convenzione per i diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU perché possono introdurre l’eutanasia, l’aborto, la sterilizzazione e la negazione al diritto alla vita.

La “Convenzione” è stata ratificata il 20 febbraio 2009 dal Governo Berlusconi in carica all’epoca e “licenziata” in toto con il disegno di legge n. 2121 introducendo con l’art.2 l’eutanasia per tutti i disabili.

Questo è stato “ recepito” e “risentito” dal mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore e dal Mondo Cattolico !

Aggiungo che in maniera sprovveduta si è andati in contrasto con l’art.10 “ per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici” con l’art.16 dove “si è contro ad ogni sfruttamento, violenza od abuso”.

Aggiungo, inoltre, contro l’art.2  della Costituzione Italiana ( diritto alla vita), contro l’art.3 ( uguaglianza della legge ) contro l’art.32 ( nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad ogni persona di far udire la propria voce) e contro l’art.25 della “Convenzione per i diritti delle Persone con Disabilità ” dove “si favorisce l’Assistenza Sanitaria ed impedisce il rifiuto agli alimenti o liquidi”.

Un “caso” contrario a quello di Eluana Englaro : là si voleva togliere la “spina”, qua non la si vuol togliere, anzi si protesta per l’eventuale “ previsione”.

Cosa ci si aspetta dal Parlamento ! Una risposta chiara ed urgente alla mia Petizione, fatta anche a nome dell’opinione pubblica, che è stata assegnata col n.911 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, e col n.787 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Desidero ricordare che togliere la vita ci può introdurre all’eugenismo, quella corrente di pensiero molto antica che spianò la strada alla selezione della razza umana e che sostiene che la specie umana va migliorata con aborti, per eliminare figli imperfetti, con l’eutanasia per eliminare la vita senza senso.

Significativa e trainante la Chiesa Cattolica e la Soglia Pontificia che mantiene la speranza e la capacità nei suoi Pastori di evidenziare, considerare e valutare in nome dell’uomo e della morale tutte le storture che si verificano nella società.

La presa di coscienza di questa “teoria del budget del ricoverato” la sottoponiamo, anche a nome dell’opinione pubblica, alle Istituzioni, “problema” che non possono fingere di ignorarlo, perché l’ho “urlato” nel “santuario” della Sala Conferenze della Camera dei Deputati dove è stato registrato ed indirizzato alla Politica molto lontana dalla vita, per il momento ridotta al concetto della morte ed alla speculazione di basso livello.

Raccomandiamo una riflessione onesta e non mortificante che constatiamo per il momento poco capace di dare risposte concrete alle questioni della vita e della morte.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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