La malattia mentale è una Peste Sociale?

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No, non è facile “parlare” della malattia mentale, argomento inviso alle Istituzioni, ma grave e difficile per il tempo e la vastità di questo Comparto Sanitario e soprattutto perché incompreso e totalmente ignorato !

Infatti non passa giorno che “fatti”, “episodi” “drammi” riconducibili al disagio mentale assai diffuso, lasciano attonita e smarrita l’opinione pubblica.

Constatiamo con sgomento che, come in un campo di battaglia, cadono continuamente famiglie intere o singoli sotto i colpi mortali di menti malate o sconvolte alle quali le Istituzioni ancora oggi, dopo ben 31 anni dall’emanazione delle Leggi che ne hanno quasi distrutto il “sistema”, senza apportare o dare un asilo sicuro agli “ammalati” od adeguate garanzie di accoglimento e di sicurezza.

Quelle tragedie che colpiscono le famiglie, le cui dinamiche scaturiscono quasi sempre da menti psichicamente instabili, stanno a dimostrare e testimoniare l’urgenza di un “problema” di vaste proporzioni che non deve sfuggire alle regole della ragione e garantire la sicurezza a tutti i cittadini.

Da indagini e consultazioni Statistiche sono circa 10 milioni le persone dalla depressione, primo disordine funzionale, della persona, alla schizofrenia grave che soffrono di disturbi psichici di varia natura ed intensità diverse .

Costoro, nella maggior parte, sono affidati alle cure delle rispettive famiglie, mentre le Istituzioni, TUTTE, stanno alla finestra a “guardare e non guardare” il panorama della sofferenza.

La dimensione del “fenomeno” dello sviluppo del disagio psichico è molto significativo e pare allargarsi in maniera tale che necessita di consistenti interventi Ssocio-Legislativi per dare risposte a quelle necessità dei parenti che sono costretti a far fronte quotidianamente a “fatti” che logorano le loro resistenze psico-fisiche in una silenziosa sofferenza.

La rievocazione di “episodi”, “personaggi” “avvenimenti” anche in questi giorni rievocati o ampiamente posti in maniera precaria e temporanea alla ribalta dai mass media per le “incapacità di intendere e volere”, sono eticamente “considerazioni”, “tecniche giuridiche” “ sotterfugi legalizzati” che ricadono sulla collettività quando dovrebbe calare il “sipario” del silenzio .

Ma alla luce dei “fatti” ricorrenti questi lasciano nell’intimo dell’opinione pubblica molta perplessità, dubbi, sconcerto perché “l’incapacità di intendere o volere” non dirime l’aggravamento per il “fattaccio avvenuto”.

Le Norme Giuridiche che regolano quelle “Leggi” mancanti di riordino dell’Assistenza Psichiatrica vanno rivedute in una proposizione che renda ragione e giustizia perché fin oggi questa “problematica” ha compiuto un cammino tra demagogia e conflittualità, quindi “oggetto” di revisione, che hanno stimolato Politici, Operatori del settore, organizzazioni private del non-profit,  forse anche finanziate dallo Stato, o soluzioni verso l’interesse di un “business” del malato di mente, per l’allargamento alla consuetudine di affidare i “malati” a Strutture Cooperativistiche o Private.

L’uomo fisicamente disabile, come quello anche psichico, è un essere umano da assistere, un essere  umano che ha una propria potenzialità, una propria capacità ed una dignità uguale a quella di tutti i cittadini, la cui intrinseca aspirazione, ce lo auguriamo che ritorni, alla piena libertà ed indipendenza, non certamente dedito ai cani e gatti, che rispettiamo, ma che non mettiamo innanzi ad esseri umani .

Prima di concludere vorrei ricordare che tre Papi diversi, uno polacco, Papa Woityla, fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con i Governi e la parte laica; l’altro tedesco, Papa Ratzingher con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, Papa Francesco un vero buon papà, sono stati di pungolo nel quadro Politico- Sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psichica.

Di fronte ai richiami del Magistero della Chiesa, innanzi a considerazioni sopra accennate, urge rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse, perché la famiglia è e deve restare il motore universale della società civile e questo lo diciamo a “coloro” che dicono di difenderla.

Italia , impara e con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza

Previte

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