Comunicato Stampa su Conferenza “Budget del ricoverato” del 10 dicembre 2009

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Parlamento

Ritrascrivo quanto inviai ai massmedia dopo la mia Conferenza a Palazzo Marino della Camera dei Deputati .

Parlamento

Nel 2009 nella Sala Conferenze-Palazzo Marini della Camera dei Deputati in Roma Via del Pozzetto, 158 ( angolo Piazza S. Silvestro) si è svolta il 10 dicembre 2009 alle ore 16,00 la mia Conferenza Stampa sulla tematica del “disagio mentale e budget del ricoverato”, voluta ed auspicata da quanti hanno a cuore le sorti degli handicappati fisici e psichici “desaparecidos della nostra civiltà”.

Un grazie sincero e riconoscente a quanti hanno partecipato per il bene comune ! Ed ora desidero esporre quanto dissi .

In primis l’iniziativa di questa Conferenza Stampa ha avuto come fine, il dare risalto ad un aspetto Umano-Sanitario di grandissima rilevanza costituito da questo grave ed urgente disagio sociale costituito dalla patologia fisica e mentale, quest’ultima, “dimenticata ed ignorata” dalle Istituzioni.

Mi voglio, però, soffermare al secondo aspetto della tematica proposta, il budget del ricoverato” che se come si presenta, quasi appare come una congiura di quanto avverrebbe, pare, nelle nostre strutture ospedaliere in nome di uno pseudo risparmio, un fine budget che porrebbe il “paziente”, in qualsiasi condizione di salute si trova, di essere dimesso dalla struttura ospedaliera.

La situazione appare ancor più grave se trattasi di persona disabile, agonizzante, in età avanzata, di un organismo consunto“ momento” che non è stato ritenuto tale dalle Istituzioni, alle quali abbiamo rivolto un urgentissimo appello, che con rumoroso silenzio non hanno risposto Si chiedeva di chiarire, e nel qual caso di uniformarsi, al dovere di garantire a qualunque cittadino, specie se diversamente abile, il diritto alle cure mediche, alla nutrizione ed all’idratazione come predisposto dall’art.25 lettera f) della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.( A/61/611 6 dicembre 2006).

Si conformerebbe una “situazione” drammatica ed inquietante, in quanto si tenderebbe ad abbandonare al loro destino questi “ammalati” dimettendoli anzitempo dalle strutture ospedaliere senza una adeguata protezione alternativa, tanto da addivenire un aggravamento del loro precario stato di salute in maniera irreversibile, per favorire le risorse finanziarie da far usufruire a “soggetti” più giovani !

Questa è una forma di eutanasia camuffata, in quanto se tale, non possiamo accettare e non abbiamo nessuna remora a definire uccisione di persone per motivi economici, eugenetici o per perversa pietas.

Se questa “metodologia” venisse applicata potrebbe subentrare la possibilità che tutti i disabili, possono correre il rischio di subire “violenze”,  partendo proprio, come pare, da quel “budget del ricoverato” che offende la dignità della persona e nega il diritto alla vita e che non abbiamo alcun dubbio considerare essere una “forma” particolarmente crudele e di abbandono del malato, specie, ripeto, se disabile, agonizzante ed in stato avanzato di età, come da “sussurri di corridoio”.

La “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità””, alla quale si dovrebbe attenere ogni Istituzione, è stata ratificata dal Governo Berlusconi in data 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n.2121 e con l’introduzione con l’art.2 della conferma in toto di questo “Documento”, non avviando, ahimè! precise riserve e tali da escludere ogni riferimento all’eutanasia, al diritto alla vita, ad ogni metodo o modalità della salute riproduttiva ( artt.23 e 25 della “Convenzione”), come da noi proposto con due Petizioni al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati e che potrebbe iniziare con quel “budget del ricoverato”.

La presa di coscienza di questa “teoria” di così elevato aspetto socio-sanitario, l’ abbiamo sottoposta, anche a nome della pubblica opinione, alle Istituzioni, “problema” che non possono più fingere di ignorarlo.

In fine, il “budget del ricoverato”, è una significativa indicazione drammatica ed inquietante di questo evento, poiché tende, se vera ripeto, ad abbandonare al loro destino per lo più ammalati anziani, disabili o persone in fin di vita, dimettendoli dalle strutture ospedaliere anzitempo, senza una adeguata “protezione alternativa”, una mostruosità indefinibile in nome del superiore interesse del risparmio

Attendiamo dal Parlamento una chiarificazione della realtà e non delle burocratiche parole, perché dalla politica, molto lontana dalla vita, “albergano” proposizioni poco concrete alle questioni della vita e della morte.!

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Roma, 10 dicembre 2009

 

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