L’Italia: un Paese che dimentica sempre i più deboli, i disiredati, gli emarginati gli ultimi fra gli ultimi!

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La drammatica ed imperante condizione dell’Italia dei disabili, degli handicappati psichici, degli emarginati, dei deboli, dei ciechi civili, degli invalidi civili, dei sordi, dei sordomuti, insomma dei poveracci è terrificante, reale, abominevole per la sua assoluta e suprema dignità, va difesa anche quando è debole nella sofferenza !

Non vogliamo entrare nel merito di ogni singola considerazione, ma dobbiamo rilevare un sistema Sanitario, Ospedaliero, Pubblico, Privato, che fu una delle conquiste della grande Politica Sociale col P maiuscolo come dice Papa Francesco, dei decenni passati e vanamente trascorsi, ma ora tende nel ventennale a venir tradita anche in tema di relazione internazionale.

Considerato che pare si vada affermando anche nel campo della disabilità in genere il budget del ricoverato e cioè che superato l’intervento finanziario il paziente ricoverato negli Ospedali in qualsiasi condizione di salute si trova, verrebbe dimesso dalla Struttura Ospedaliera, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale, in età avanzata come si va ventilando nelle Corsie Ospedaliere, se quanto sopra si va avverando non possiamo che ritenere essere pura eutanasia.

Avevamo temuto, con Petizioni giacenti presso i due Consessi Legislativi Italiani ed Europei, se le proposte inerenti gli artt. 23 e 25 della “Convenzione sui Diritti delle persone  con disabilità” ( prot. Distr. General A/61/611 adottata il 6 dicembre 2006 dall’ONU e ratificata in toto dal Parlamento nella Legge 3 marzo 2009 n.18 ) vengono applicate in riferimento alla salute riproduttiva, queste possono introdurre l’eutanasia con la negazione del diritto alla vita e con la possibilità che vittima predestinata sia la categoria di tutti i disabili fisici, degli handicappati psichici, degli anziani, dei malati terminali .

Questa nuova ed inconcepibile forma di risparmio a danno del ricoverato che va sotto il nome di “ budget del ricoverato” se dovesse trovare riscontro confermano le voci che girano sarebbe contro l’art. 25 lettera f) della “ Convenzione sui Diritti delle persone delle persone con disabilità” che stabilisce i “ impedire il rifiuto dell’Assistenza Sanitaria o dei Servizi Sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”, contro la Costituzione Italiana, Trattati Internazionali e la Costituzione Europea che ribadisce che l’individuo è persona, un essere umano a qualunque età  e condizione esso si trova.

Abbiamo inoltrato il 30 ottobre 2009 una Petizione ai Parlamenti Italiani ed Europeo in tal senso, considerando che è inalienabile il diritto alla vita di ogni paziente grave se disabile, poiché col silenzio, tutt’ora in itinere, non si può che supporre di incamminarci sulla strada dell’imbarbirimento, inizio della fine della nostra civiltà.

Anche a nome dell’Opinione Pubblica Generale, ritenendo che è doveroso, essenziale, non procrastinabile il chiarimento di questa situazione, si chiede alla Politica, ai Governanti, al Legislatore con sollecita urgenza di far conoscere quale è la verità, adottando opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale terreno della vita dei cittadini .

L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita continuamente ad “ investire nella Salute costruendo un futuro miglior.

Dal Rapporto delle Nazioni Unite nella “Giornata Internazionale dei Diritti Umani”è sempre emerso che oltre 450 milioni di individui nel mondo soffrono di affezioni mentali, neurologiche, con problemi compartimentali e che il 64% degli Stati Membri dell’ONU non hanno mai emanato alcuna Legge in materia o che possiede una Normativa in tal senso .

La n/s Associazione ha già manifestato e reso pubblico con Petizioni al Parlamento Italiano ed Europeo ( a momenti non ci possono più vedere )le riserve e le preoccupazioni sulla confusione involontaria culturale che si determina circa le modalità e le interpretazioni che i mancati Provvedimenti Legislativi potrebbero introdurre, non valutando la evidente discriminazione nei confronti delle persone, Cittadini Italiani, con disordini psichici e lo vediamo e constatiamo quasi ogni giorno dai mass media.

Il mio Ricorso n.44330/06 alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo ( fatto a mie spese ) è stato per una Direttiva Comunitaria con la stessa valenza in tutti gli Stati UE, nei confronti della “Commissione Europea per le Petizioni “ per incompetenza Legislativa della UE nel Settore della Sanità Pubblica compreso l’ambito della infermità mentale“, in quanto la Costituzione Europea non ha specificatamente riconosciuto quale persona quella relativa ai portatori di handicap psichici .

Non si tratta solo di malasanità, ma di una Sanità malata e lontana dalle necessità della gente.

Si parla di malasanità solo per interventi chirurgici sbagliati, infatti una patologia organica conta di più di 100 malati disabili, in età avanzata od in fase agonizzante soggetti alla logica della efficienza economica che evita ricoveri lunghi e costosi .

Di fronte ai disagi, alle sofferenze assistiamo a tentativi di legalizzare l’eutanasia presupponendo di combattere così non la malattia, ma discriminare ( per non dire eliminare) i disabili fisici, gli handicappati psichici, gli anziani non autosufficienti, i malati terminali .

Alcune argomentazioni in difesa della qualità della vita che si va uniformando, potrebbero nascondere un disegno di selezione del genere umano, in quanto con la scusa di lenire il dolore si potrebbe arrivare ad annientare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo.

Condivido ampiamente le giuste riserve del Vaticano per la parte inerente la riproduzione e la pianificazione familiare ( artt.23 e 25 della “Convenzione per i Diritti delle Persone con disabilità” dell’ONU perché possono introdurre l’eutanasia, l’aborto, la sterilizzazione e la negazione del diritto alla vita .

Questa “ Convenzione” è stata ratificata il 20 febbraio 2009 dal Governo Berlusconi in toto con il Disegno di Legge licenziato col n. 2121, introducendo di fatto con l’art. 2 l’eutanasia per i disabili in contrasto con l’art.10 “per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “ messuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti Medico-Scientifici” e con l’art. 16 dove si è contro “ ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso” e con l’art. 25 lettera f) onde “ impedire il rifiuto all’Assistenza Sanitaria o dei Servizi Sanitari, nonché di alimenti liquidi a causa della disabilità”

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza

 

Previte

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