Nessuno rivuole i manicomi, ma, purtroppo i preconcetti insistono!

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Le parole di richiamo all’incremento ed alla possibilità di intervento e cura nel campo del disagio di patologie psichiche, sono una benemerita iniziativa condivisa ed apprezzata da parte delle famiglie dei sofferenti, ma soprattutto sono una chiara risposta ai movimenti d’opinione che affermano che il “malato” non è da ospedalizzare ( forse costoro pensano di curare il “soggetto” con la buona parola in alberghi a 5 stelle ) , o considerare la “malattia” uno stigma o un pregiudizio”.

Le Giornate, i Convegni, le Iniziative sono solo vane parole, mentre le famiglie di questi “malati”, la gente comune e noi con essi chiediamo alle Istituzioni servizi specifici , cure e strutture adeguate.

Nessuno rivuole i “manicomi”!

Ma non si può caricare di responsabilità decine e decine di migliaia di famiglie lasciate, anche dalle Istituzioni a se stesse a “risolvere questa autentica patata bollente”, peso e sofferenza nel tenere in casa questi “malati” o lasciarli nelle strade delle nostre città abbandonati a se stessi ed a volte pericolosi per gli altri . Si vuole ricordare e porre in evidenza questa situazione dando testimonianza tanto a livello personale quanto come difensori del mondo della disabilità, con l’invito alle Istituzioni ad operare con modalità prioritarie e propositive affinché in questo comparto sanitario abbia luogo ad un radicale cambiamento Legislativo ed Istituzionale concretizzate nelle n/s Petuzioni, perché insistono ed emergono domande di base sul senso della vita presente, futura da parte della gente comune per prevenire eventi tragici e per non gravare di oneri insopportabili le famiglie .

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “!

Previte

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