I malati psico-fisici ed il recente caso Englaro di nuovo rilevato nella cronaca quotidiana!

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Stiamo “vivendo” un momento della nostra storia umana nella quale si evidenzia una situazione sociale sempre più confusa, spesso di difficile “lettura” da parte dei cittadini, spettando alle Istituzioni ed alla politica il compito di assumere un ruolo di chiara ed incisiva presenza nei problemi che attendono l’etica naturale, la difesa, la giustizia e lo sviluppo dei grandi valori umani.

Purtroppo si assiste ad una cultura diffusa di amore verso gli animali, spesso promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella rivoluzione etica, che supera a volte anche le necessità ed il centralismo dell’uomo! Il “caso Eluana Englaro, (ed “altri”), interessante la Medicina e la Morale portato all’attenzione generale, certamente è da accogliere con umana comprensione e considerazione e notiamo che la risposta da parte della pubblica opinione in merito è stata immediata, mentre rimane sempre inevaso quanto abbiamo richiesto in merito alla “voglia di vivere degnamente” dei malati psichici, senza contare i disagi delle loro famiglie e di una società sempre più costernata innanzi all’inerzia delle Istituzioni, che ben poco hanno fatto da ben 40 anni, dalla emissione della “legge” che ha chiuso gli Ospedali Psichiatrici ?

Ma tornando al “caso eclatante” il problema di staccare la “spina”, che personalmente non condivido, riguarda non solo per il fatto in se stesso, ma anche perché ci porta ad una complessa ed ampia riflessione che consiste nel considerare senza valore la vita umana in nome della così detta “pietà”, che potrebbe coinvolgere persone anziane, disabili non autosufficienti, malati psichici, tutti uniti in un unico abbraccio della sofferenza e che per i meno sensibili sono considerati un fardello di persone inutili. A questo proposito fin dal 30 ottobre 2009 ho giacente in Parlamento ( 12° Comm.ne Igiene e Sanità del Senato della Repubblica; col n.191 e 12° Comm.ne Affari Sociali della Camera dei Deputati una Petizione a mia firma dove ritenendo che la vita va difesa per la sua assoluta  e suprema dignità, pare vada affermandosi, anche nel campo della disabilità in genere, il “budget del ricoverato” che considerando superato l’intervento finanziario proposto dal Servizio Sanitario Nazionale il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova verrebbe dimesso dalle corsie ospedaliere, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale ed in età avanzata.

Un vero crimine, se vero, al quale il Parlamento Italiano non mi ha ancora risposto!

Vogliamo però fare una considerazione nel dire che l’eventuale accoglimento di legalizzazione di una possibile “licenza di uccidere”, si configura come ingiustizia, come fuga e rinuncia ai reali problemi che pongono, ripeto da tempo, i malati di cui sopra. L’uomo della strada che rifiuta categoricamente i giochi politici, le famiglie nelle quali insiste un “malato di ogni gravità, una società che vuole proteggersi dai molteplici episodi causate da menti psichicamente instabili, appare non opportuna l’analisi e la metodologia usata proveniente da quelle “tribune” che hanno voluto prendere nella massima considerazione l’appello di un privato, un padre, che alla vita considerata “spenta” della figlia ha voluto la morte, dimenticandone totalmente “altri”?

Ripeto, anche ulteriori “problemi” insistono prioritari nella nostra vita sociale,Signori della Politica.

Ma visto quello, che abbiamo esaminato in breve, è ritenuto di profonda attualità, (“ignorandone “altri”) ci chiediamo e chiediamo : può un individuo, un magistrato, un legislatore sostituirsi al decorso naturale, anche se penoso, di una vita decretandone la fine, come nel caso di Eluana Englaro ?

E’ una domanda che si pone l’uomo qualunque, sia il cristiano in genere, che il cattolico in particolare.!

Previte

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