3 febbraio 2019: 41° Giornata per la Vita”, 11 febbraio 2019: 27° Giornata Mondiale del Malato”

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Quest’anno la Chiesa Cattolica ricorda il 3 febbraio la “41° Giornata per la Vita” e l’11 febbraio la “27°° Giornata del Malato” : due date ed una speranza per il bene più prezioso : la vita .

Sui temi più scottanti della nostra epoca, dalle varie forme di handicap psico-fisica alla droga, dalla strisciante eutanasia all’aborto, dall’accanimento terapeutico al testamento biologico ed a quanto attenta il vivere civile dell’uomo, non si deve favorire la tendenza egoistica a rinchiuderci nei nostri privilegi, ma è essenziale un’intesa verso il bene dell’essere umano e del bene comune.

Alcune argomentazioni in difesa della qualità della vita potrebbero nascondere un disegno di selezione del genere umano, in quanto con la scusa di lenire il dolore si potrebbe arrivare ad annientare che veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo !

La vita è un dono di Dio !

Nella società violenta il rispetto dell’uomo, soprattutto di quello debole ed indifeso, che inizia fin dalla sua fecondazione la sua meravigliosa avventura nel genere umano, oggi rischia sempre più di dissolversi nel proprio egoismo. E’ inconcepibile e profondamente contraddittorio, lo dico sempre, che una società civile come l’Italia, che tende e giustamente a riconfermare il valore della vita ( no alla guerra, no al terrorismo, no alla pena di morte), la si neghi questa vita attraverso il tentativo di “costruire” Norme Legislative che inducono alla soppressione radicale della funzione procreatrice.

Ancor più terribile se trattasi di persone disabili.

Tutti gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cristiani, siamo interpellati anche nelle nostre coscienze da queste Rievocazioni, da queste Giornate a tenere alto il senso della grandezza, del carattere sacro e del valore della vita umana : di ogni vita umana Nel Messaggio dei Vescovi, per la “ Giornata per la Vita” e per quella “ Mondiale del Malato ” per noi cristiani, l’uomo è creatura di Dio, a Lui apparteniamo e per il mondo civile l’essere umano, la persona, la ragione e la logica non chiedono di morire : ma vivere !

Bisogna difendere la vita, creando le condizioni perché si sviluppi l’agognata giustizia, perché s’intensifica la solidarietà, perché si diffonda sempre più l’amore verso il prossimo, perché sia rispettata la dignità dell’uomo, oggi purtroppo poco valutata, quasi sostituendola con un delirio collettivo per gli animali , che rispettiamo, ma l’essere umano è altra ragione, dove spesso la cronaca, in maniera direi spietata, ci fa conoscere drammi che si consumano nella solitudine delle famiglie dove viene stroncata la vita umana. Ma se si riconosce il valore della vita umana, se si ricompatta la famiglia, la società è salva e salva è la Nazione. L’insegnamento del Magistero della Chiesa alle “ Giornate” rammenta a tutti, ma soprattutto a noi cristiani e buoni samaritani, che la vita umana, quella malata, deve trovare in noi una considerazione, una accoglienza ed una collocazione nel nostro andamento quotidiano. Alle iniziative ed alle grandi conquiste nella tutela della salute, non si possono e non si devono dimenticare i tentativi di legalizzare l’eutanasia, discriminando (per non dire eliminare) le nuove ricorrenti emarginazioni : malati psico-fisici, anziani non autosufficienti, malati terminali.

Fra queste iniziative, in Italia come nel resto del mondo, Papa Francesco e la Chiesa Cattolica hanno voluto richiamare tutti quei Paesi dove non esiste o è parzialmente in vigore una Legislazione definita per la salute mentale e dove risultano carenti i servizi insufficienti od in stato di disfacimento, auspicando che crescano Leggi adeguate e Piani Sanitari che prevedano sufficienti risorse per la loro completa applicazione .

Con i Messaggi Papa Francesco ci ricorda la ricorrenza per riflettere sul senso del dolore e sul dovere dei cristiani di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti .

Desta notevole impressione l’assenza dei mass media, salvo casi eclatanti, su una questione così delicata e triste qual è la malattia mentale per la carenza di strutture e di una Legislazione adeguata chiara e libera da forme che ne sviliscono l’applicazione. Un sorvolare la “problematica” nel senso di una mancata riflessione di ciò che si scontra o confronta nel quotidiano nei mass media, così come si constata la scarsa incisività di quanti si dicono di difendere (a parole) i diritti di queste povere persone e delle loro famiglie, quest’ultime rimaste ai margini di quella conclamata Solidarietà Sociale che dovrebbe essere segno primario di civiltà. Gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, siamo richiamati da queste “Giornate” a tenere alta la coscienza della grandezza del carattere e del valore sacro della vita, ma anche quella dei più bisognosi e meno protetti, diciamo col Santo Giovanni Paolo II° “ Andiamo avanti con speranza.

Previte

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