27° Giornata Mondiale del Malato. ”Andiamo avanti con speranza“

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Ricordiamo la “Giornata mondiale del Malato” voluta da Giovanni Paolo II° ( clicca allegato).

Il 13 maggio 1992 il Santo Padre Giovanni Paolo II° istituiva la “Giornata Mondiale del Malato” da tenersi ogni anno, come infatti avviene sempre, l’11 febbraio in cui si ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes. L’obiettivo di questa intuizione, secondo il Santo Padre, era quello di sensibilizzare il cristiano e la società laica alle necessità di “donare” agli infermi una efficiente assistenza, necessità che oggi è molto carente ! Papa Wojtyla voleva far capire al credente Cattolico o meno, che il compito che gli spettava era quello di stare sempre vicino a chi soffre, sull’esempio di Maria la Madre di Gesù ai piedi della Croce. Ai nostri giorni molti si interrogano sulla verità del riflesso dell’immagine e della somiglianza di Dio in ogni persona umana, ma è necessario individuare ed approfondire, attraverso le vie della ragione e della scienza, illuminate dalla Fede, questo misterioso riflesso di Dio in coloro che soffrono e ce ne sono molti, troppi !

Ma necessita dover sottolineare, non certo in maniera positiva, sul comportamento di quanti usano ed esprimono i loro contenuti usando come pretesto un argomento molto in auge : la disabilità in genere, particolarmente quella riferente ai malati mentali, ampliato nel solo fatto episodico, per poi esaurirsi nel giro di una notte Da molto tempo siamo di fronte ad una superficiale cultura che sottrae alla ragione il perché si soffre e si muore ed è necessario affrontare con la logica le motivazioni che ogni persona porta nella propria coscienza, mentre va aumentando il permissivismo smodato ed aberrante che dilaga, mortifica e modifica la  dimensione etica della vita. Nell’istituzione della “Giornata Mondiale del Malato” il Santo Padre Wojtyla si è affidato alla protezione di San Giovanni di Dio, di San Camillo de Lellis Fondatori di strutture che da secoli curano ed assistono i malati, gli ultimi della società in quanto “ gratuitamente avete ricevuto, gratuita mente date “ (Mt.10,8).

Prima di concludere vorrei ricordare che tre Papi diversi, uno polacco, Papa Wojtyla, fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità  di relazione con i Governi e la parte laica ; l’altro tedesco, Papa Ratzingher con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, Papa Francesco un grande papà dell’era moderna, sono stati di pungolo nel quadro politico-sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psico-fisica. Di fronte ai richiami del Magistero della Chiesa, innanzi a considerazioni che in breve ho citato, urge rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse, fisiche o psichiche, perché la famiglia deve restare il motore universale della società civile.

E’ necessario rendersi conto del significato della sofferenza, anche, secondo gli insegnamenti di Papa Wojtyla che è stato il simbolo vivente della sofferenza, ricordando l’ultima volta quando si affacciò dalla finestra in Vaticano col il viso molto sofferente, i cui richiami avvengono ogni anno nella “Giornata del Malato”.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza

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