“Budget del ricoverato”: chiediamo di conoscere la verità!

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Al Signor Presidente
Al Signor Presidente
Senato della Repubblica
Camera dei Deputati
0100 Roma 0100 Roma

Oggetto :“Budget del ricoverato”: chiediamo di conoscere la verità!

Questa “situazione “ desidero che sia ben valutata dal Parlamento Italiano nel massimo della chiarezza.

Questa “forma”, non trova riscontro nelle regole statutarie, ma, pare, che si possa trovare in alcune Politiche Sanitarie Regionali e potrebbe consistere nel limitare, nel nome del risparmio, il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, disumanizzando il rapporto sociale. Ora nelle Leggi Finanziarie, nella ripartizione delle spese sostenute dalle Regioni e nelle convenzioni stipulate con Ospedali Pubblici e Privati, la parola d’ordine, pare, sia quella di spender meno, restringendo i tempi di degenza perfino per fasce dì età ed in qualunque condizione di salute si trovi il malcapitato.

Certamente a rischio e maggiormente penalizzate vengono a trovarsi le persone in età avanzate come i disabili fisici, gli handicappati psichici, i malati terminali, le persone anziane in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni Sanitarie molto costose ed in nome del superiore concetto del risparmio si pensa che per costoro le speranze di vita siano residue. Non vogliamo pensare che si faccia come Lucrezio, Poeta Latino, che suggeriva ai Medici per convincere pazienti riluttanti a bere una medicina amara cospargendo il calice con miele in maniera che il malato imbevesse il farmaco, ma, pare, che vengano dimessi in nome, ripeto del “risparmio” , dalle Strutture Ospedaliere persone, anche disabili, agonizzanti ed in tarda età.

Se è cosi allora è pura e mascherata passiva eutanasia.

Attiva, con azione diretta, passiva quale omissione di soccorso.

E’ necessario valutare l’uomo-debole nella sua realtà, anche sociale ed economica, del tempo in cui vive e nell’ambito della sua indifesa salute perché non ha più capacità funzionanti, ma ha una sua dignità che lo deve contraddistinguere in una società, anche Europea, in cui la democrazia è responsabile e deve essere attenta allo stesso. La discriminazione verso persone disabili è contro ogni ideale della Unione Europea di cui facciamo parte. Ne consegue l’abbandono di una nozione assoluta ed astratta di uomo-soggetto, a favore di una concezione più umana che faccia riferimento alle concretezza delle singole persone con le loro esigenze, con le necessità e prerogative, ma anche con i doveri che impone la solidarietà in quanto partecipi della stessa comunità. Ora se abbiamo ricorso alla Petizione, ai sensi dell’art.50 della Costituzione Italiana, per richiedere al Parlamento una doverosa chiarificazione, è perché l’appello da noi lanciato alle Istituzioni ha trovato un silenzio, tutt’ora in itinere, che non piace alla logica dell’etica pubblica e che ci ha indotto a supporre di incamminarci sulla strada dell’imbarbarimento, inizio della fine della nostra civile connivenza.

Per chiarire la n/s Petizione, secondo l’art.109 Capo XXV°, l’esame delle Petizioni che avviene nella Commissioni possono concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo alle necessità esposte, ovvero con una decisione di abbinamento con un eventuale progetto di legge all’Ordine del Giorno. Ho dovuto entrare ed accennare nel Diritto Pubblico, quello Costituzionale, in quanto le Petizioni sono espressione della volontà dei cittadini che in tale maniera esercitano il principio della “sovranità popolare” nell’articolo 1 della Costituzione Italiana ( troppe volte citata e poco materializzata), mediante la democrazia diretta ( referendum, plebiscito, petizione) e l’Ente che la riceve ha l’obbligo di una democratica attenzione, valutazione e risposta. Il diritto di petizione spetta a quivis de populo, cioè ad ogni cittadino maggiorenne, per essere un mezzo di collaborazione di tutto il popolo all’opera legislativa esplicata dalle Camere Legislative, perché permette a chiunque di segnalare le necessità e le aspirazioni, le esigenze della gente ed aggiungo per il bene comune.

E’ quello che abbiamo fatto ed attendiamo una risposta con la Petizione dai due Consessi Legislativi.

Se questa “teoria” del “budget del ricoverato” si va avverando, allora non possiamo che ritenere, ripeto, essere pura eutanasia, che nulla a che fare con il Testamento Biologico, essendo questo una indicazione di volontà personale, mentre l’eutanasia è il procurare ad un ammalato la fine della sua esistenza. Inoltre in antitesi con l’art.25 lettera f) della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU ( ratificata in toto dal ex-Governo Berlusconi con il Disegno di Legge n.2121 art. 2° del 20 febbraio 2009 che stabilisce di “Impedire il rifiuto dell’Assistenza Sanitaria o dei Servizi Sanitari, nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”. Ippocrate, padre della medicina ha adottato il principio :” Non darò a nessuno alcun farmaco mortale, neppure se richiestomi, né mai proporrò un tale consiglio”, ed ancora “ L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa non può comandare”. La Medicina ed il dovere del Medico è quello di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare la sofferenza, infatti la Raccomandazione n.776/1976 del Consiglio d’Europa afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non ha diritto di accelerare il processo di morte” Pertanto riteniamo essenziale che le Autorità Pubbliche adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini ed al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati con cortese urgenza di far conoscere la verità.

Purtroppo insiste in Italia una confusione morale, che determina una esaltazione di “cose marginali”, troppo lunghe da citare, anziché preoccuparsi di priorità che interessano da vicino milioni di persone, che sarebbe riduttivo dire in difficoltà, data la loro situazione di grande disagio e sofferenza.

Che Dio ci benedica e ci aiuti e con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza

Previte

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14 dicembre 2018

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