Il 10 dicembre 2018 ricorre la “70° Giornata dei diritti dell’Uomo“!

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Il cittadino si chiede spesso se questi diritti dell’uomo, sono rispettati, dovuti, realizzati, specialmente quelli verso i disabili psico/fisici ?Quale rendiconto annuale 2018 della n/s Associazione “Cristiani per servire” e prima dell’anticipata quasi certa consultazione Politica/Elettorale, desidero ricordare che tematica principale è il rispetto, la difesa dell’inalienabile dignità della persona, anche se invalidante, ragione profonda per la vita e la salute.Il 10 dicembre 2018 ricorre il 70° Anno della “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo” dell’ONU del 1948 per la difesa dei diritti fondamentali delle Nazioni e fissa precisi diritti di comportamento della persona umana e recita : all’art. 3 “ Ogni individuo ha diritto alla vita ”; all’art.15 “ Ogni individuo ha dignità e funzione meritevole di riconoscimento ed aiuti “; all’art.16 “ La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società ed ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato”; all’art.25 “ la maternità e l’infanzia hanno diritto alle cure e all’assistenza”.

Il diritto alla vita, cellula di ogni aggregazione sociale è la fondamentale norma dell’ONU e dei Trattati Internazionali, è rivolta per quelle famiglie quando sono in pericolo ed allora il principio di tutela della disabilità fisica e delle condizioni della malattia mentale diventano importanti sia nel mondo, che in Italia, dove è necessaria una Riforma, una legge-quadro attesa da tanti anni e quel ” budget del ricoverato Petizione 2013 , condizioni che il Parlamento non valuta . 

1.) In Europa. La dimensione giuridica di quanti sono soggetti, deboli ed indifesi, quali anziani, minori, handicappati psichici, disabili fisici e quanti si trovano in sofferenza, devono trovare nella società e nelle Istituzioni un concreto sostegno per l’esercizio al diritto del riconoscimento delle loro reali condizioni, diritti ribaditi nel Preambolo della Costituzione Europea, dove le Istituzioni Europee e quelle italiane devono essere più vicine ai cittadini, assumendosi le responsabilità.Più volte abbiamo sollecitato l’ Unione Europea ad affrontare l’argomento inerente le malattie mentali, ( e ne siamo orgogliosi per essere stati i primi a sollevare questo “bubbone” in Europa con la Petizione n.146/1999 e risposta dalla “Commissione Europea per le Petizioni” prot. PE 290.531 CM/412554 IT, doc), la quale ha invitato gli Stati membri a “prendere misure per ridurre i rischi dell’esclusione sociale di questi malati ed a raccogliere dati sulle conseguenze sociali, economiche e di salute pubblica, anche con Piano d’Azione del Consiglio d’Europa 2006/2015 “.Anche la Politica, col P maiuscolo come dice Papa Francesco, della Regione Europea, ha proposto la promozione della Salute Fisica e per le persone con problemi di Salute Mentale “Health 2020”, che abbraccerà l’intero spettro di azione ed interazione dei Sistemi Sanitari, Sociali, Economici ed Ambientali (risposta datami dalla Italia, Presidenza del Consiglio dei Ministri 7 agosto 2012 via a-mail) .La n/s Associazione con altra Petizione diretta al Parlamento Europeo ai sensi del Titolo 5° art.104, anche in virtù del principio di sussidiarietà e proporzionalità ha richiesto e richiede tutt’ora, una Direttiva Comunitaria per i portatori di handicap psichici uguale e con lo stesso trattamento in tutti i 27 Stati membri della Unione Europea, con la sicurezza sancita dal Trattato di Schengen.

Ma l’Europa, malgrado grandi parole, non interviene con concrete Proposizioni Legislative !

Il n/s Ricorso n.44330/06, alla Corte Europea di Strasburgo per richiedere una Direttiva Comunitaria sui portatori di handicap psichici, in data 4 dicembre 2008, è stato dichiarato irricevibile perché :” La Corte ha ritenuto che il diritto invocato (una Direttiva Comunitaria) non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla Convenzione” ( ma quale?). No comment !!!, lasciamo alla pubblica opinione l’interpretazione di questa Sentenza !  Nel motto “Uniti nella diversità” i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura al sapere, al progresso sociale e per una fattiva autentica integrazione europea.

2.) In Italia. Ancora una volta dobbiamo riscontare che una certa preoccupazione si è insinuata nell’opinione pubblica italiana per la carenza di un sostegno Legislativo, ripeto, una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica e finanziaria per attivare, e dove non esistono, Servizi Pubblici essenziali a favore di quanti vivono in sofferenza psico-fisica, che si attestano, pare, in circa dieci milioni e rotti di persone, dalla depressione alla schizofrenia grave .Il budget di spesa previsto per la psichiatria delle ASL in media nazionale è del 3,4%, mentre in Tanzania è del 7%, in Australia del 10%, in Gran Bretagna del 12%, in Europa del 4 %/ 5 %, dunque si interviene molto poco su questo Comparto Sanitario, specie ora col “risparmio” che si vuole introdurre in Italia con lo spending review, dove non è eccessivo pensare che per gli stranieri l’assistenza sanitaria è molto “positiva”, mentre per i cittadini italiani è molto “arida” !

Sul concreto quotidiano le Istituzioni ed il Governo del Cambiamento non risolvono, dopo ben 40 anni, in maniera tangibile, le reali esigenze dei malati, delle loro famiglie e quello che preoccupa l’opinione pubblica è la sicurezza di tutti i cittadini. Non parliamo del “dopodinoi”, cruccio delle famiglie per quando questi malati psico-fisici resteranno soli quali eredi :

Purtroppo la n/s società sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni ed anche quei diritti che fanno parte dell’etica civile, perché sono i fatti concreti che in questo Comparto Sanitario non riscontriamo e non vediamo.

3.) “ Budget del ricoverato”: chiediamo di conoscere la verità! Non a caso ho lasciato per ultimo questa “situazione “, proprio nella ricorrenza del “70° Giornata dei Diritti dell’Uomo” dell’ONU, perché desidero che sia ben valutata dalle Istituzioni e dal Governo del Cambiamento” nel massimo della chiarezza .

Certamente a rischio e maggiormente penalizzate vengono a trovarsi le persone in età avanzate come i disabili fisici, gli handicappati psichici, i malati terminali, le persone anziane in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose ed in nome del superiore concetto del risparmio si pensa che per costoro le speranze di vita siano residue.E’ necessario valutare l’uomo-debole nella sua realtà, anche sociale ed economica, del tempo in cui vive e nell’ambito della sua indifesa salute, perché anche se non ha più capacità funzionanti, ha una sua dignità che lo deve contraddistinguere in una società, anche europea, in cui la democrazia è responsabile e deve essere attenta allo stesso. La discriminazione verso persone disabili è contro ogni ideale della Unione Europea di cui facciamo parte.Pertanto riteniamo essenziale che le Autorità Pubbliche adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita dei cittadini ed al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati con cortese urgenza di far conoscere la verità. Purtroppo insiste in Italia una confusione morale, che determina una esaltazione di “cose marginali”, troppo lunghe da citare, anziché preoccuparsi di priorità che interessano da vicino milioni di persone, che sarebbe riduttivo dire in difficoltà, data la loro situazione di grande disagio e sofferenza.

Che Dio ci benedica, ci aiuti e ci consenta di ricordare questa 70° Giornata dei Diritti dell’Uomo” dell’ONU .

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° : Andiamo avanti con speranza ! ”

Previte

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