Negare la Riforma del “Governo del cambiamento” e del Parlamento all’handicappato mentale è vera democrazia?

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Constatiamo ancora una volta la negazione della Riforma all’Handicappato mentale oggi luglio 2018 da parte del “Governo del cambiamento” e del Parlamento 2018 : questo è uno schiaffo alle regole dell’etica civile, democratica, conseguenziale alla disabilità ed all’handicap psichico in particolare !

Con il disegno di legge n.2121 del Governo Berlusconi, il Parlamento Italiano ha ratificato ed approvata in toto la “Convenzione sui Diritti delle persone con disabilità” edito dall’ONU !

Non posso nascondere l’amarezza per l’inefficacia dei tentativi fin qui perseguiti dall’epoca ed ancora oggi 2018 per attirare l’attenzione con le mie Petizioni abbinate al disegno di legge dell’epoca ed a quelli successivi, non discusse, inoltrate da lungo tempo al Parlamento ed aggiungo l’indignazione per la mancata risoluzione del “problema malati psichici” che dura da ben 40 anni ignorando come “vivono” i familiari di questi “desaparecido della nostra civiltà”

E’ uno schiaffo alle regole democratiche, ma soprattutto al mondo della disabilità ! E’ fuori di dubbio che la dimensione del disagio sociale non è stata ritenuta così urgente, come in effetti resta, anche perché un’azione di interventi solidaristici non hanno evidenziato quelle necessità delle famiglie coinvolte in questo grave ed urgente problema sociale, costrette a far fronte a situazioni quotidiane che impegnano forze fisiche e psichiche che logorano le resistenze anche dei più motivati.  Debbo sottolineare che sono famiglie anche quelle che non richiedono solo biberon o pannolini, ma tutt’altro e ben altro!

Dove sono e dove stanno coloro che si interessano di queste tematiche ?

 Alcuni hanno gioito per la vittoria conseguita, anche se ha portato discriminazione nei confronti di “altri diversamente abili”, non considerando, egoisticamente, che insistono nella società circa 10 milioni di malati mentali ( dalla depressione alla schizofrenia grave) e le 2000/3000 famiglie che si tengono in casa parenti in stato vegetativo, tutti privati da specifiche leggi di tutela. L’aspetto più inquietante, inoltre, in tema di diritti non rivendicati da quelli che hanno cantato vittoria è nel non aver valutato quanto riguarda il “progetto di vita” che metodologie sulla salute riproduttiva (di cui agli artt. 23 e 25 della Convenzione ONU) possono dare adito alla applicazione dell’aborto, sterilizzazioni, mascherate forme di eutanasia, per non dire eliminazione di anziani non autosufficienti o malati terminali.

Inoltre non viene considerato quello che emerge con vera drammaticità, quando viene il momento del “dopo di noi”, sfiorato ma non regolamentato, dall’art.12/5, cioè l’assenza della sicurezza economica di quanti dovranno proseguire il vivere quotidiano dopo la morte dei genitori o parenti del disabile ( sia esso fisico che psichico) e del “durante” che in Italia con euro 282,55 al mese di media consente loro solo di sopravvivere, problemi totalmente ignorati ancora oggi luglio 2018 . Ratificare quel Testo Giuridico Internazionale costituisce il passaggio obbligatorio per giungere alla effettiva entrata in vigore dei 50 articoli che definiscono traguardi e politiche anche di natura nazionale, indispensabili per regole chiare sulla non discriminazione e la promozione delle pari opportunità, elementi necessari per adottare dei veri e propri doveri pratici, impegnando all’art. 4 gli Stati, come l’Italia “ad adottare appropriate misure legislative” che per i malati psichici, ripeto, mancano da ben 40 anni!. Vorrei citare, in maniera impropria ma di pressante attualità una frase della Beata Eugenia Ravasco, “La vita è come un viaggio in compagnia di altri, verso la stessa meta”, meta, che in questa “vicenda”, non ha previsto né raggiunto il bene comune.

Pertanto una “cosa” è certa : non vi sono stati né vinti né vincitori, anche che non sono mancati degli sconfitti !

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza  !”

Previte

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