Anziano uccide la moglie a coltellate e poi tenta il suicidio!

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A Jesi in provincia di Ancona nelle Marche un uomo uccide la moglie di 87 anni e poi tenta di togliersi la vita colpendosi con lo stesso coltello alla gola.

Ancora una volta avviene il solito uxoricidio, che per la privaci omettiamo l’identificazione, che costituisce un  avvenimento di moda imperante, simbolo ampiamente della fragilità umana !  Pur tuttavia reiterati episodi di stupro, di violenze di diverso genere, femminicidi come, pare quello avvenuto a Jesi, anche se di natura adolescenziale od ancor più gravi su donne psichicamente instabili, ci lasciano sempre più sgomenti, disgustati, inorriditi.

Fermare la strage degli innocenti è il “ grido “ che parte dal popolo e spetta alle Istituzioni provvedere urgenti Provvedimenti affinché in questi insani avvenimenti non si può colpevolizzare colui che compie il gesto, tanto meno colui che lo subisce. .In una società violenta, come purtroppo tende la nostra Italia nella quale ci sentiamo stranieri nella nostra Patria, il rispetto della dignità dell’uomo rischia di eclissarsi sempre più, soprattutto, quella dell’uomo debole ed indifeso. Perché si sviluppi la giustizia, la solidarietà, l’amore verso il prossimo e per una migliore assistenza ai deboli, ai poveri ed agli “ultimi fra gli ultimi” come sono i malati mentali i “desaparecido della nostra cultura e civiltà”, urge l’intervento delle Istituzioni. Ma quest’ultime sono sorde e disinteressate. La gestione della Sanità Pubblica per il delicato ambito Psichiatrico, non è stata fra le migliori attività, anzi ha creato difficoltà, delusione, disorientamento e sconcerto nelle famiglie di questi “infelici” della nostra società. Ma quest’ultime sono sorde e disinteressate. La Politica, col P maiuscolo come dice Papa Francesco, invece di stare, come stanno, galli impettiti nel pollaio a beccarsi per un nonnulla, a trincerarsi dietro parole ipocrite, cerchino di distinguere le necessità “pubbliche” da quelle di natura “personale”. La gestione della Sanità Pubblica per il delicato ambito psichiatrico, non è stata fra le migliori attività, anzi ha creato difficoltà, delusione, disorientamento e sconcerto nelle famiglie di questi “infelici” della nostra società.

Con lo spending  review e con l’obiettivo della crescita “nel rispetto delle compatibilità finanziarie e dei vincoli europei “, il Consiglio dei Ministri il 25 agosto 2012 per quanto riguarda gli interventi nel campo della Sanità, ha ridotto i posti letto negli Ospedali, gabbando ancora una volta il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore . La prima impressione che si riscontra in una persona che non possiede la capacità di svolgere le “attività” normali quotidiane, è quella di pensare che sia considerata fuori dal mondo e dalla socialità .

Sono quanto modestamente ed in breve ho cercato di esporre nell’interpretare queste tematiche, che riguardano soggetti ritenuti deboli e svantaggiati, fra cui “spicca” il malato psichico, spesso all’ordine del giorno della cronaca dei mass media. Le molte promesse alla solidarietà sociale, in special modo quella che riguarda la condizione psichica da parte delle Istituzioni, non hanno data una opportuna risposta alle necessità prioritarie degli stessi e delle loro famiglie. Solo parole, parole, parole !

La Politica, campione assoluta dell’ipocrisia, che al mattino “dice” ed alla sera “disdice”, deve in concreto  tramutare con fatti quella pseudo solidarietà“conclama”, mentre le Istituzioni devono uscire “fuori dall’ombra” ! La “vicinanza” alla disabilità, quale termine solidaristico di tutti i Governi, non deve essere, ripeto, di sole parole che riguardano l’aspetto dei problemi di vita sociale delle persone, ma anche quella della difesa della dignità umana, dell’uomo sofferente, dell’individuo in difficoltà, del più debole, del più bisognoso e del più svantaggiato, come vengono descritti nel Preambolo della Costituzione Europea e non considerare sempre queste persone “morti sociali od inutili pesi “.

Non basta più de-istituzionalizzare ad esempio il mondo della sofferenza psichica, patologia largamente diffusa fra i giovani e gli adolescenti, per una pseudo integrazione nella società civile, ma necessita restituire il rispetto del diritto non come “malato” come “persona” per beneficiare di quelle norme, anche giuridiche, che da tempo ( da ben 40 anni!) aspettano invano. Al di là delle barriere architettoniche, ben più dure a cadere, sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, ritorcendosi contro chi le continua a porre in atto, mentre la comunità civile e le Istituzioni possono trovare su questo terreno argomenti di interesse comune, specie laddove le famiglie provate dalla disabilità in qualche suo componente, fatica a stare al passo con un mondo che sembra sfuggire, o che sfugge inesorabilmente .

Ma uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo di questi n/s ultimi tempi che affliggono le famiglie di tutti i diversamente abili é l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare. ( O deve essere “buttato” nella spazzatura ?), c’e lo dica la Politica ( col p. maiuscolo !). Ancora una volta desidero ricordare alle Istituzioni il “DOPODINOI”,( sempre “raccomandato” nelle n/s Petizioni giacenti nel Parlamento Italiano ed Europeo), molto importante ed atteso dalle famiglie dei diversamente abili.

Si tratta di quell’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico nel quale confluire quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che in eredità andrebbero ai disabili superstiti, che un giorno resteranno soli, o provvedere con interventi economico-legislativi in favore di coloro che non possiedono niente ! E’ vero che la Legislazione italiana prevede il curatore, il tutore, l’amministratore di sostegno che si assumono l’onere di amministrare i beni degli handicappati psico-fisici, ma se amministrati da un Ente Pubblico, quest’ultimo sarà sempre operante ed attivo garantendo una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo. Gentili Signori della Politica : questa è la vera drammatica situazione, necessaria, prioritaria e non più procrastinabile !

Ritornando al quotidiano, i farmaci non sono per certi versi una cura perché a volte non intervengono nelle cause della “malattia” che non solo rimane inalterata, ma rischia di cronicizzare se non diagnosticata per tempo nelle sue forme più gravi .

Ecco l’esigenza della ricerca scientifica ( art.9 Costituzione Italiana) anche sulle malattie mentali, “argomento” assolutamente disatteso e fortemente ignorato dalla Politica, da noi sempre “segnalata” nelle n/s Petizioni . E’ necessaria una Legge-Quadro nazionale di Riforma per la malattia mentale, adeguata, efficace, chiara e libera da ogni ipocrisia inerente questo grave disagio sociale, che sosteniamo, ripeto, con le n/s Petizioni in Parlamento. Ancora una volta ci domandiamo e domandiamo: ma per i malati mentali dopo ben 40 anni di silenzi e disinteresse, perché nessun Provvedimento Legislativo è stato adottato per tutelare chi soffre di queste patologie ? L’attuale “Governo del Cambiamento” dovrebbe bene verificare certi “finanziamenti” inutili ed inefficaci, ma dovrebbe avviare provvedimenti utili a “cose” concrete, specie quelle che dovrebbero facilitare il compito sempre più impegnativo di chi assume le responsabilità e le cure in quelle famiglie dove insistono questi diversamente abili !

Ma la famiglia, che tutte le parti politiche si affannano di difendere, bene prezioso, risorsa insostituibile in un modello sociale che vogliamo vedere ancora con valori etici, è anche quella che continua a curare i membri disabili o svantaggiati, comunque quella che costituisce una barriera al dilagare di una cultura sterilmente individualistica, relativistica, silenziosa, sorda e che ci infonde in maniera eroica un grande largo immenso esempio di civiltà e di solidarietà cristiana e sociale ! Ora nel contesto della regionalizzazione, la auspicata ed invocata legge-quadro nazionale, è intesa in modo che le singole Regioni possano indirizzarsi in maniera omogenea all’emanazione di norme legislative a quelle modalità sancite dall’art.117 della Costituzione Italiana in materia Assistenza Sanitaria, tra cui la salute mentale per quelli che necessitano ed abbisognano, più di altri, di promozione della loro dignità e dei loro diritti e con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità dei Servizi uguali in tutte le Regioni, garantendo sicurezza ai cittadini.

Non posso non ricordare le finalità pastorali ed etiche sociali che ci pervengono dai Vescovi, dalla Sede Apostolica con il Santo Padre Giovanni Paolo II°, con Papa Ratzingher, con Papa Francesco richiami all’incremento d’intervento verso questa grave ed urgente patologia . Una parola di riconoscimento per il lavoro compiuto, và data agli Istituti Religiosi Cattolici quali l’Opera don Orione, don Guanella, don Gnocchi, Cottolengo di Torino ed altri, per la generosa ospitalità, peraltro essenziale, concessa da tempi remoti data la scarsità ricettiva pubblica. Ed altra citazione di gratitudine và data ai NAS dei Carabinieri, che con profonda professionalità e dedizione tesa ad una maggiore garanzia umanitaria e giuridica, sorvegliano le strutture e l’andamento gestionale nei centri ove sono ospitati anziani, disabili fisici, handicappati psichici. Si dice con grande insistenza : chi abbandona un cane lo condanna, ma chi abbandona un essere umano lo uccide !

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : la vogliamo chiamare disabilità, handicap, riabilitazione,“ Governo del cambiamento “, ma è tematica sottovalutata dal mondo Politico malgrado espressioni di pseudo solidarietà sociale, che poco garantisce coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono affatto difendersi, come nel caso di Jesolo .

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II° “Andiamo avanti con speranza!”

 

Previte

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